Il Covid ferma Miss Mondo: 23 reginette positive

Un concorso di bellezza del Miss mondo. ANSA/EPA/ATEF SAFADI

ROMA. – La pandemia mette i bastoni tra le ruote al concorso di Miss Mondo, ancora una volta. Dopo l’annullamento l’anno scorso, la finale per incoronare la reginetta del 2021, in programma a Porto Rico, è stata rinviata perché almeno 23 delle 97 concorrenti sono risultate positive al Covid-19.

L’evento nell’isola caraibica, una diretta tv che avrebbe segnato il culmine di settimane di appuntamenti con le ragazze più belle del mondo come protagoniste, è saltato all’ultimo momento, poche ore prima dell’inizio dello show.

Le autorità sanitarie hanno riferito che sono stati rilevati 38 casi positivi associati al concorso, 15 membri dello staff e 23 concorrenti. Ed a quel punto gli organizzatori della serata hanno deciso di rimandare. Perché in questo momento, hanno sottolineato, deve prevalere “l’interesse per la salute e la sicurezza delle concorrenti, del personale, dello staff del pubblico in generale”. L’obiettivo è di riprogrammare l’evento entro 90 giorni.

Tra le miss positive la concorrente della Malaysia, Lavanya Sivaji, che è stata posta in isolamento, anche se asintomatica. Peggio è andata a Miss Indonesia, Pricilia Carla Yules, che poi su Instagram ha spiegato di essere “in fase di recupero” e di “si sentirsi molto meglio fisicamente e mentalmente”, dopo una fase più complicata. Entrambe, insieme con tutti gli altri contagiati, dovranno osservare un periodo di quarantena e una volta che saranno autorizzate dai funzionari sanitari, potranno tornare nei loro Paesi. Nel frattempo, con il rinvio della finale 2021 e l’annullamento dell’edizione 2020, sempre a causa del coronavirus, lo scettro della più bella del reame resta ancora nelle mani della vincitrice del 2019, la giamaicana Toni-Ann Singh.

In attesa di festeggiare la prossima reginetta, a Porto Rico lo stop di Miss Mondo ha rappresentato comunque un segnale negativo. Se si considera che questo territorio Usa ha fatto da modello agli Stati americani veri e propri, potendo vantare una percentuale di popolazione vaccinata all’80%, molto più alta rispetto alla media.