Shock energía: per imprese costo vola a 37 miliardi

Bollette dell'Enel.
Bollette dell'Enel. (ANSA)

ROMA.  – “Il costo dell’energia per le imprese nel 2019 è stato di 8 miliardi, nel 2021 di 20 miliardi e la previsione per il 2022 è di 37 miliardi”. La stima di Confindustria sottolinea con evidenza l’escalation, con costi attesi per l’anno in corso più che quadruplicati rispetto al 2019 e quasi raddoppiati rispetto allo scorso anno.

“Il Governo agisca subito”, è “una tempesta perfetta”: a rilanciare l’allarme degli industriali è il vicepresidente di Confindustria per le filiere e le medie imprese, Maurizio Marchesini: “É un livello assolutamente insostenibile per le nostre imprese, così non ce la possiamo fare”, avverte.

Parole che seguono la preoccupante analisi ribadita più volte da Aurelio Regina: “È come se un’intera Finanziaria fosse stata scaricata sulle spalle delle industrie italiane”, ha ripetuto ancora una volta ieri il delegato del presidente di Confindustria per l’energia. “Lo shock energetico – rilancia Marchesini – è un problema per tutte le filiere, il rischio che corriamo, oltre al blocco della produzione che sta già avvenendo in alcuni settori, è che le aziende spostino altrove la produzione. Il mondo della ceramica, della carta e il siderurgico stanno fermando gli impianti o producendo a ritmi molto ridotti”.

Nessun settore produttivo è al riparo, dai grandi energivori alle Pmi: “L’energia elettrica è qualcosa che oggi le aziende sentono in maniera pesantissima, perché le bollette che sono arrivate negli ultimi quattro mesi e che arriveranno nei mesi prossimi sono assolutamente concrete, tangibili”, dice anche il presidente di Sistema Moda Italia, Sergio Tamborini.

Il sistema produttivo incalza il Governo: “Gli interventi messi in campo finora dal Governo non hanno investito il 70% delle pmi, quindi serve affrontare il problema attraverso azioni immediate e con una strategia di medio-lungo periodo. Occorre sicuramente che i ministeri competenti aprano un tavolo a cui auspichiamo di essere convocati per dare il nostro contributo perché ci sono una serie di interventi che possono essere Messi in campo”, chiede Marchesini; “Questa è una tempesta perfetta per il mondo delle imprese ed è solo una anticipazione di quello che avverrà con la transizione ecologica”.

Intanto in Europa il prezzo del gas ritraccia (toccando un minimo di 82,5 euro al MWh sulla piazza di Amsterdam) per le oltre 40 navi cariche di Gnl in viaggio dagli Usa all’Europa e per il via libera dell’Indonesia alle esportazioni via cargo verso il Vecchio Continente.

Con l’Italia che (contando sul flusso del gasdotto Tap e su una capacità di stoccaggio da 18 miliardi di metri cubi) ha azzerato il tradizionale divario con il prezzo del gas all’ingrosso in Europa: è una tendenza ormai stabile che si è addirittura invertita tra Natale e Capodanno, tanto che si sono registrate mini-esportazioni dall’Italia verso il Nord Europa.

Mentre dopo il crollo registrato nell’ultima settimana dell’anno (-44% rispetto alla settimana precedente), nella prima settimana del 2020 (da lunedì 3 gennaio) il prezzo medio di acquisto dell’energia elettrica (Pun) registrato dal Gme segna un rialzo del 9,7% a 208,53 euro/MWh.