Funerali di Stato per David Sassoli, a Roma i vertici Ue

David Sassoli, presidente del Parlamento Ue.
David Sassoli, presidente del Parlamento Ue. (ANSA)

BRUXELLES.  – Il presidente del Parlamento Ue David Sassoli avrà i funerali di Stato e sarà omaggiato dalle più alte cariche italiane ed europee.

La commozione trasversale per la prematura scomparsa dell’esponente del Pd, nelle prossime ore, avrà Roma come protagonista.

In Campidoglio, dalle ore 10.30, sarà aperta la camera ardente mentre le esequie saranno venerdì a mezzogiorno e vedranno la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e del numero uno del Consiglio Ue Charles Michel. Ma a Roma ci saranno anche decine e decine di volti della politica italiana ed europea.

Non si sono fermate, infatti, le commemorazioni e i messaggi di cordoglio da tutta Europa per l’ex presidente dell’Assemblea di Strasburgo. La riunioni degli ambasciatori dei Paesi membri dell’Ue (Coreper) ha osservato un minuto di silenzio per ricordarlo mentre il Consiglio Ue lo ha omaggiato con una clip che racchiude i “momenti più belli” di Sassoli presidente. E dagli Usa il dipartimento di Stato americano ha voluto sottolineare la “voce per la democrazia e i diritti umani” che ha rappresentato Sassoli mentre la vicepresidente Kamala Harris in un tweet lo ha ricordato come “un grande europeo impegnato verso gli ideali della democrazia”.

Venerdì, i funerali di Stato deliberati dal Consiglio dei ministri metteranno un suggello alla commozione dell’Europa intera per la scomparsa dell’ex volto del Tg1. Le esequie si terranno presso la Basilica di S. Maria degli Angeli, a Piazza della Repubblica, e la messa sarà celebrata dal cardinale e arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.

La morte di Sassoli getta una luce fosca sulla successione – che sarebbe comunque avvenuta – alla presidenza del Parlamento Ue ma non può fermare il countdown partito ormai ufficialmente a Bruxelles e Strasburgo. Da qui a lunedì, quando le candidatura saranno ufficialmente presentate alla segretaria generale – martedì cominceranno invece le votazioni in Plenaria – sarà tutto un susseguirsi di incontri e mosse tattiche.

Nettamente in pole resta la candidata del Ppe Roberta Metsola. L’accordo con S&D per l’alternanza alla presidenza dell’Europarlamento, dopo le iniziali scintille sembra reggere. Ma i giochi, per l’esponente maltese del Partito nazionalista, non sono affatto chiusi. I socialdemocratici, che in mattinata hanno incontrato Metsola, hanno infatti alzato la posta della tratativa candidando 5 vicepresidenti: Pina Picierno del Pd, il portoghese Pedro Silva Pereira, la greca Eva Kaili, l’austriaca Evelyn Regner, la tedesca Katarina Barley. Un numero molto alto, sul totale delle 14 vicepresidenze previste.

Ma nella trattativa ci sarebbe anche una carta coperta: secondo insistenti rumors parlamentari i socialdemocratici mirerebbero anche alla potente carica di Segretario generale, attualmente ricoperto dal tedesco e cristiano-democratico Klaus Welle.

Ma sul fattore Metsola a rischiare è anche la “maggioranza Ursula” che tanti effetti ha avuto sulla politica Ue e dell’Italia. Nel lato sinistro dell’emiciclo, infatti, non tutti sono convinti del voto viste le posizioni ultra-conservatrici della maltese sui alcuni temi sociali, aborto su tutti. Non a caso i Verdi europei – che già avevano detto “no” a Sassoli – hanno ormai ufficializzato un loro candidato, la svedese Alice Bah Kuhnke, nome che potrebbe attrarre gli scontenti non solo in S&D ma anche nei liberali di Renew, che puntano tra l’altro a fare il bottino nelle presidenze di commissione.

In teoria, ad “aiutare” Metsola potrebbe essere i Conservatori e Riformisti di Fdi e dei polacchi di Pis. Il gruppo co-presieduto da Raffaele Fitto ha un suo candidato alla presidenza, Kosma Zlotowski. Ma ha anche un candidato alla vice-presidenza, il lettone Roberts Zile che, proprio perché non polacco (i rapporti tra Ue e Varsavia sono ai minimi termini), potrebbe avere l’ok della Plenaria. L’obiettivo di tutti, insomma, è contare di più.

Mentre è destinato a restare il “cordone sanitario” che, di fatto, esclude i sovranisti di Id da qualsiasi carica a Strasburgo.

(Di Michele Esposito/ANSA).