Altavilla: Ita non è Croce Rossa dipendenti Alitalia

L'amministratore delegato di Ita Fabio Lazzerini (S) e il presidente di Ita Alfredo Altavilla. (ANSA)

ROMA.  – La nuova compagnia di bandiera Ita Airways “non è la Croce Rossa” dei dipendenti della vecchia Alitalia. Il presidente esecutivo, Alfredo Altavilla, lo afferma con toni netti e chiari davanti alla Commissione Trasporti della Camera, in un’audizione con l’amministratore delegato Fabio Lazzerini, sul piano industriale della compagnia e che sul finale ha anche visto scintille tra lo stesso Altavilla e Maurizio Lupi, uno dei membri della commissione, dopo alcune affermazioni del presidente di Ita sulla conoscenza dell’inglese dei deputati.

“Non mi interessa quello che succede a quelle persone” della ex compagnia di bandiera che non sono state assunte da Ita, “non è un problema mio perché altrimenti diventiamo non più un’azienda che deve stare sul mercato ma una Croce Rossa dei dipendenti della vecchia Alitalia, che non ho intenzione di essere”, scandisce Altavilla, rivendicando quindi di aver fatto risparmiare ai contribuenti milioni di euro. “Contestuale all’andamento del traffico abbiamo interrotto le procedure per quelle persone che non servivano”, precisa il presidente.

“Per rendere un numero, visto che parliamo dei soldi dei contribuenti, ho fatto valorizzare al 31 dicembre la differenza fra 2.800 assunti, che era il numero massimo che ci consentiva l’Ue, e 2.235 che sono quelli che oggi abbiamo a libro paga e abbiamo risparmiato 17 milioni di euro”, spiega Altavilla, sottolineando che “l’assunzione di queste persone non è stata finalizzata perché non c’era traffico sostenibile per impiegarli”. E le persone assunte non sono pagate “noccioline”, afferma.

Il criterio di base della politica di remunerazione “è che la società deve stare sul mercato e quindi deve offrire retribuzioni di mercato”, fa presente Altavilla e a questo punto si innesca la polemica con Lupi.

“L’inglese non è molto popolare nell’Aula”, dice, citando un detto inglese circa le remunerazioni e le assunzioni dei dipendenti. “You pay penuts, you get monkeys”, ossia paghi noccioline ottieni scimmie, sottolinea Altavilla, respingendo quindi le accuse che Ita paghi poco i suoi piloti. “Dopo io e lei avremo un lungo colloquio in inglese”, replica Lupi, ricordando ad Altavilla che nel Parlamento italiano si parla italiano ed esigendo le sue scuse.

Il presidente annuncia poi che “l’approvazione della politica di remunerazione sarà fatta nel Cda del 31 gennaio”.

Snocciolando alcuni numeri, Altavilla dice che da quando è partita a metà ottobre Ita ha trasportato 1,26 milioni di passeggeri, con un fatturato “di appena sotto i 90 milioni di euro” mentre i ricavi sono stati “il 50% in meno” rispetto al piano industriale, appesantiti dalla “pandemia”, dall’aver perso “il bando di gara della Sardegna” e il non aver “potuto cominciare la campagna per vendere i biglietti fino al 10 di ottobre”.

E circa gli effetti della pandemia sul traffico aereo, Lazzerini ha poi aggiunto che Ita a dicembre e gennaio ha cancellato 849 voli, pari al 7,4% di quelli che erano in programmazione, cosa fatta per “preservare cassa e ridurre i costi”. Nel frattempo ha siglato “27 accordi di codeshare che valgono 170 milioni di ricavi”.

Guardando avanti, il presidente di Ita ha ricordato che il 28 febbraio si chiudono i bandi di gara per handling e manutenzione e la società ha chiesto l’accesso alla data room. Quindi ha ribadito che per stare sul mercato serve un’alleanza internazionale. “Stiamo parlando di un’alleanza di equity” e ci sono “contatti con molteplici operatori sia europei che extraeuropei”, ha detto, specificando che “ci sono le condizioni per accelerare questo processo e chiudere entro la prima metà dell’anno”.

Infine non ha escluso la possibilità di altre assunzioni quest’anno. “Se le ipotesi di crescita, di flotta e di sviluppo del network, fossero coerenti con lo scenario macroeconomico che avevamo nel business plan, pensiamo di aver bisogno di assumere circa un migliaio di persone nel 2022”, conclude Altavilla.