Draghi accelera sulle bollette, presto nuovi aiuti

Bollette dell'Enel.
Bollette dell'Enel. (ANSA)

MILANO.  – Il governo accelera sugli interventi per calmierare le bollette. Sta mettendo a punto le misure per attenuare l’impatto dei rincari su famiglie e imprese.

Il quadro di dettaglio ancora è in via di definizione ma l’obiettivo, come detto più volte dal premier Mario Draghi, dovrebbe essere quello di chiedere anche ai produttori un contributo per mitigare i rincari di luce e gas, come del resto è accaduto Oltralpe.

Redistribuire l’extragettito delle società è peraltro la richiesta che arriva, con sempre maggiore insistenza, dai partiti di maggioranza, a partire da Lega e Movimento 5 Stelle.

Il meccanismo non è semplice da mettere a punto e le riunioni tecniche si sono susseguite per tutta la giornata a Palazzo Chigi e proseguiranno nei prossimi giorni. L’idea sarebbe infatti quella di tentare di intervenire già la prossima settimana, all’interno del decreto con i nuovi sostegni anti-Covid o con un provvedimento ad hoc. Con un punto che al momento sembra rimanere fermo, nonostante le richieste arrivate dai partiti: non sarebbe previsto alcuno scostamento dei conti pubblici.

Tre le ipotesi del tappeto il viceministro dell’Economia Laura Castelli indica un “meccanismo” per richiedere un “contributo di solidarietà” agli operatori energetici, per contenere l’aumento dei prezzi delle bollette. Allo studio dell’Esecutivo anche un intervento “non oneroso” sui proventi delle aste per la Co2.

Il tema, certo, non è solo italiano. Lo dimostra quel che è accaduto in Francia dove Edf, la società elettrica francese, ha vissuto un venerdì nero in borsa. Il titolo ha perso il 14,59% a 8,84 euro, lasciando sul campo fino il 25% all’indomani della richiesta del ministro dell’Economia Bruno Le Maire di aumentare la quota di energia calmierata con l’obiettivo è di mantenere, a 3 mesi dal voto per le presidenziali, la promessa dell’Esecutivo di contenere al 4% l’aumento delle bollette francesi.

Il titolo ha scontato anche i problemi su 5 impianti nucleari, che hanno costretto il Colosso transalpino a tagliare di 30 TWh le stime sulla produzione del 2022. Inevitabile la reazione dei mercati un po’ ovunque, con cali per Alerion (-5,14%), Enel (-2,21%), Erg (-1,91%), Endesa (-1,72%) e Iren (-1,14%).

Sul tema dei rincari è intervenuta anche la presidente della Bce Christine Lagarde, rilanciando sugli “investimenti nelle rinnovabili e nelle altre tecnologie green” per  contenere la “maggior volatilità dei prezzi energetici” legata all’uso di “tecnologie-ponte come il gas naturale per colmare il gap energetico”.

Edf intanto ha ritirato le proprie previsioni sul debito del 2022, pur non avendo ancora chiare le “conseguenze finanziarie” del provvedimento, di cui “a breve” Parigi darà le istruzioni operative. Il Gruppo però è pronto a “esaminare le misure appropriate per rinforzare la struttura del bilancio e per proteggere gli interessi del Gruppo”, tra cui un possibile aumento di capitale secondo gli analisti.

Finora Parigi ha predisposto misure per “oltre 20 miliardi” per limitare il rialzo dei prezzi dell’energia per tutto il 2022. Tra queste gli “assegni per l’energia”, una “indennità per l’inflazione” a favore dei meno abbienti e una drástica riduzione da 22,5 euro a 50 centesimi al MWh dell’ imposta sull’energia, con minori entrate di 8 miliardi di euro per lo Stato. Ad Edf ha chiesto invece aumentare di 20 TWh il volume di energia elettrica ricavata dal nucleare venduto a prezzo ridotto ai propri concorrenti, per farlo salire “a titolo eccezionale” da 100 a 120 TWh.

Energia calmierata che secondo il Governo sarà “accessibile a tutti i consumatori, privati, collettivi e professionali attraverso i loro fornitori”. Al Gruppo costerà tra i 7,7 e gli 8,4 miliardi rispettivamente sul prezzo dell’energia di fine 2021 e su quello attuale.

Oggi Edf vende energia all’ingrosso a 42 euro al MWh, a fronte di prezzi che sul mercato raggiungono anche i 250. Per contenere il divario il Governo le ha concesso di alzarlo a 46,2 euro al MWh, elevando però la quota calmierata dal 40 al 50% di quanto prodotto dal nucleare. Se i primi interventi assorbono aumenti fino al 15% dell’elettricità, quest’ultimo è calibrato su un rincaro del 35% previsto per le prossime due settimane.

(di Paolo Verdura/ANSA).