Serie A: Inter indenne all’esame Atalanta, la Roma riparte

Alexis Sanchez in azione nella partita Atalanta-Inter finita 0-0.
Alexis Sanchez in azione nella partita Atalanta-Inter finita 0-0. ANSA/PAOLO MAGNI

ROMA. – Nel big match della 22/a giornata, a Bergamo vincono le difese contro gli attacchi più forti del campionato, così Atalanta e Inter si dividono la posta con un inatteso 0-0 che in sostanza premia la capolista. La squadra di Simone Inzaghi interrompe sì la striscia vincente ma esce indenne da una sfida complicata e mantiene un vantaggio di otto punti su una rivale che poteva farsi pericolosa, anche se Milan e Napoli oggi possono approfittarne. Poche recriminazioni per Gasperini, che con gli uomini contati mette ugualmente paura alla corazzata milanese e trova conferma nella bontà del suo lavoro.

Lo spezzatino della serie A disegna un 3-4-3 nelle partite divise tra tre giorni che offusca la centralità della domenica e regala responsi a singhiozzo. La Roma torna al successo dopo un disastroso inizio d’anno battendo di misura e su rigore un Cagliari con tante assenze. Portoghesi in evidenza alla corte di Mourinho: Sergio Oliveira trasforma un rigore, Rui Patricio salva sulla traversa nel finale su Joao Pedro.

Dopo Juventus e Lazio avanza quindi anche la Roma, anche se al piccolo troppo. Alle spalle dell’emergente Torino c’è il Verona di Juric che vince con merito in casa del Sassuolo con tripletta di Barak mentre in zona salvezza il Venezia strappa un punto con l’Empoli.

Per la supersfida del Gewiss Stadium, Inzaghi si affida in attacco alla coppia Sanchez-Dzeko, ripropone D’Ambrosio in difesa davanti al quale sulla fascia agisce Darmian. Muriel è l’unica punta degli atalantini, pieni di assenze, ed è sorretto da Pessina e Pasalic. La partita vive su ritmi intensi, tipici delle due forti rivali, ma il primo tempo tra le due squadre più prolifiche del campionato finisce senza reti, con l’occasione più importante capitata al cileno dell’Inter, fermato in area da Musso.

Dzeko è attivo ma non punge e dall’altra parte più pericoloso di Muriel è Pessina, che però a inizio ripresa si fa parare da Handanovic un tiro a botta sicura. La spinta atalantina induce Inzaghi a cambiare tre uomini per gli ultimi 25′, con Dumfries per Darmian, Vidal per Calhanoglu e Correa per Sanchez. Cresce quindi l’Inter, mentre Gasperini ha meno scelte e si limita a inserire Miranchuk per Pessina.

I bergamaschi trovano però risorse inaspettate e danno i brividi ad Handanovic con Pasalic e Demiral di testa, poi il capitano ospite sventa un’altra minaccia di Muriel. Dall’altra parte è D’Ambrosio il più pericoloso, ma Musso non si fa sorprendere.

La Roma crea tanto ma come al solito sciupa in proporzione contro un Cagliari reduce da due vittorie. Le squadre sono in formazioni rimaneggiate per covid, squalifiche e infortuni e all’ultimo Mourinho perde anche Pellegrini, Così torna titolare Veretout a fianco del nuovo acquisto Sergio Oliveira, che mostra personalità e qualità. Si procura un rigore per un mani di Dalbert e lo trasforma con freddezza. Alla fine il Cagliari prova a reagire e Rui Patricio nega il pari ai sardi.

Emozioni e spettacolo tra Sassuolo e Verona, realtà altalenanti ma vivaci e promettenti. Alla fine trionfa il Verona con una tripletta di Barak che sfrutta la voglia di rivincita dopo il grave ko interno con la Salernitana. Il Sassuolo sconta l’assenza del suo condottiero Berardi e l’approssimazione difensiva. Barak è bravo e fortunato, dopo la rete in avvio del sempre più convincente Caprari: il primo gol è una carambola che lo intercetta un po’ casualmente, il secondo è un rigore non perfetto. Ma il terzo, che vale il 4-2 esterno, è un cucchiaio delizioso su imbeccata di Kalinic.

Meritava qualcosa di più un’altra squadra del gruppone a centroclassifica, l’Empoli di Andreazzoli, che a Venezia va in vantaggio con Zurkowski e domina la prima parte. Nella ripresa ritrova in campo una avversaria molto più determinata. Il salto di qualità ai veneti lo regala l’ultimo arrivato, Nani, che entra e fornisce un delizioso assist a Okereke che pareggia. Risultato giusto che però sposta poco la precarietà della classifica del Venezia, a due punti dal terz’ultimo posto.