Coronavirus Italia, Oms: “Picco vicino”. Superati sue milioni e mezzo di positivi

Turisti e romani con mascherina per evitare il contagio da Covid-19 passeggiano in via Condotti a Roma.
Turisti e romani con mascherina per evitare il contagio da Covid-19 passeggiano in via Condotti a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

ROMA. – Il virus SarsCoV2 inizia a rallentare la sua corsa e la velocità di crescita dei contagi in Italia è in leggero calo. Questo significa, secondo la previsione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che il picco nel nostro Paese è “vicino” e potrebbe essere toccato in 2-3 settimane, per poi essere seguito da una fase di decrescita dell’epidemia.

Al contempo, data l’altissima trasmissibilità della variante Omicron ormai prevalente, è stata superata la soglia dei 2,5 milioni di italiani attualmente positivi ed è dato per certo che entro la fine del 2022 quasi tutta la popolazione sarà entrata in contatto con Omicron.

A indicare la probabile evoluzione dell’epidemia è stato il direttore dell’Oms Europa, Hans Kluge: “In paesi come l’Italia e la Grecia ci stiamo avvicinando moltissimo al picco ed è molto probabile che in Europa arrivi prima di quanto previsto, ossia entro 2-3 settimane”.

Alla variante Omicron, ha inoltre sottolineato, “non si può scappare, ed anche se è più mite a livello individuale”, considerando “il numero di non vaccinati prevediamo che in qualsiasi momento da qui a marzo 40 paesi europei su 53 subiranno un elevato stress su ricoveri e terapie intensive”. Da qui l’importanza della vaccinazione con la quale, ha ricordato, è “10 volte meno probabile contrarre malattia grave o morire”.

Anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri mette in guardia: “Omicron raggiungerà tutti, non c’è scampo. Non c’è dubbio che entro la fine del 2022, salvo che arrivi un’altra variante, quasi tutta la popolazione italiana avrà incontrato questa variante”. Con un distinguo però: “Chi è vaccinato sarà più protetto e potrà avere probabilmente una forma più leggera, ma chi non lo è ha molti più rischi di andare in terapia intensiva”. Perché, ribadisce, il Covid “non è diventato una ‘banale’ influenza e le sue conseguenze su chi non è vaccinato, anche se giovane e in buona salute, possono essere molto serie”.

In questo contesto, i dati giornalieri del bollettino del ministero della Salute, pur risentendo del minor numero di tamponi che si effettuano durante i fine settimana, evidenziano numeri ancora sostenuti. Sono 149.512 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore (ieri 180.426) e le vittime sono 248 mentre ieri erano state 308. E con 927.846 tamponi effettuati, il tasso di positività è al 16,1%, in aumento. Rispetto alle ospedalizzazioni, sono 1.691 i pazienti in intensiva, 14 in più nel saldo tra entrate e uscite, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 18.719 (+349).

Superati i 2,5 milioni di attualmente positivi in Italia: sono 2.548.857, con un incremento nelle ultime 24 ore di 78.010. A fronte di tali numeri, la buona notizia è che “da alcuni giorni stiamo rilevando un leggero calo della velocità di crescita della curva dei contagi, e probabilmente vedremo un forte calo dei casi verso metà della prossima settimana”, afferma all’ANSA Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma.

Tale calo, chiarisce, “sarà dovuto proprio alla maggiore circolazione di Omicron che, pure avendo determinato e determinando ancora un enorme numero di contagi, tuttavia grazie alle vaccinazioni ed al fatto che aumentano le persone già immunizzate naturalmente per averla contratta, progressivamente non troverà più terreno fertile per nuovi contagi”.

Dunque, “se continueremo ad incentivare le vaccinazioni e ad applicare le misure a partire dall’uso delle mascherine, arriveremo ad avere molto più respiro verso la primavera e l’estate con il virus sotto controllo sia pure sempre circolante”.

Anche secondo Clelia Di Serio, Ordinario di Statistica Medica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, la curva “ha rallentato sua pendenza e si va verso un trend di appiattimento”, mentre secondo i calcoli del matematico del Cnr Giovanni Sebastiani “7 province sono al picco, 28 lo hanno già raggiunto, mentre in 40 si registra una crescita frenata; in altre 13 province si rileva ancora una crescita di tipo lineare e in 19 l’incidenza è rapidamente aumentata”.

(di Manuela Correra/ANSA)