Bufera sull’Olocausto, Whoopi Goldberg sospesa da Abc

La conduttrice televisiva Whoopi Goldberg durante una ceremonia dei premi Oscar.ANSA/ EPA/PAUL BUCK

ROMA.  – Le scuse non sono bastate ad arginare lo tsunami causato dalla dichiarazione di Whoopi Goldberg che il genocidio di sei milioni di ebrei da parte dei nazisti “non aveva a che fare con la razza”.

L’Abc ha deciso di sospendere l’attrice e popolare conduttrice tv per due settimane in modo che “possa riflettere” sull’impatto che le sue parole “sbagliate e offensive” hanno avuto. Reazione immediata e ferma quella di Kim Godwin, il presidente del network che ospita il talk-show “The View” per il quale le scuse della premio Oscar, arrivate circa otto ore dopo la sua controversa affermazione, non sono sufficienti. Godwin ha anche sottolineato la solidarietà della rete con i colleghi, amici, famigliari ebrei e tutta la comunità ebraica.

Se la dichiarazione dell’afroamericana Goldberg che la Shoah era una questione “tra due gruppi di persone bianche” ha ovviamente scatenato un diffuso sentimento di indignazione  – da Twitter all’Anti-Defamation League passando per lo Yad Vashem, che ha invitato l’attrice a visitare il museo di Gerusalemme per “per apprendere di più sulle cause, gli eventi e le conseguenze dell’Olocausto” – la vicenda è solo l’ultima manifestazione di un crescente anti-semitismo negli Usa.

Il commento della conduttrice è infatti arrivato nell’ambito di una discussione su un altro inquietante episodio accaduto di recente: il bando di una scuola del Tennessee di “Maus”, la graphic novel del premio Pulitzer Art Spiegelman che racconta l’Olocausto raffigurando gli ebrei come topi e i nazisti come gatti. Una decisione presa dal consiglio della scuola il 10 gennaio ma trapelata alla vigilia della Giornata della Memoria il 27.

Negli stessi giorni a Orlando in Florida marciavano gruppi neonazisti agitando striscioni con svastiche, “Heil Hitler” e “Vacciniamo gli ebrei”. Le manifestazioni hanno suscitato la rabbia di politici e funzionari dello Stato e sui social media ma ha colpito il silenzio del governatore repubblicano Ron Desantis che non solo non ha condannato le marce ma ha anche accusato “attivisti democratici” di averle organizzate per diffamarlo.

Prima della Florida c’era stata un’altra dimostrazione del gruppo neonazista Goyim Defense League in Texas ad ottobre.

Nello stesso Stato un mese fa un uomo ha preso quattro persone in ostaggio in una sinagoga. Ed è di queste ore la notizia, denunciata dall’Anti-Defamation League, che tra i repubblicani candidati alle elezioni di Midterm anche in ruoli di primo piano ci sono oltre 100 estremisti di destra tra suprematisti bianchi, anti-semiti e Proud Boys.

Tutti episodi che rivelano un momento di divisione tra gli americani e di grande fragilità della democrazia Usa reduce da quattro anni di trumpismo, un assalto cruento a Capitol Hill che ha cercato di rovesciare il risultato di un’elezione libera e tre anni di una pandemia devastante.

(di Benedetta Guerrera/ANSA).