Paretti (Comites Barcellona): “La comunità italiana è variegata e complessa”

Livia Paretti, presidente del Comites di Barcellona
Livia Paretti, presidente del Comites Di Barcellona

MADRID – “Chiediamo ai nostri connazionali di avere un po’ di pazienza. Questo Comites è di recente insediamento. La sua sarà una sfida importante ed anche complessa perché la nostra comunità è molto estesa e variegata. Pensiamo sia necessario attivare rapidamente tutti i canali di comunicazione per recepire e capire le sue esigenze. Ed in questo siamo fortemente impegnati”. Livia Paretti, neopresidente del Comites di Barcellona, si esprime con molta chiarezza. È cosciente della responsabilità che rappresenta presiedere un organismo le cui competenze sono, allo stesso tempo, molto ampie e assai limitate. Non è una contraddizione. Infatti, la legge stabilisce paletti ben precisi, limiti oltre i quali si potrebbe correre il rischio di essere accusati di prevaricazione. Ma che, in alcuni casi, forse possono essere superati con diplomazia e spirito d’iniziativa.

– Sappiamo perfettamente che il problema principale nella nostra circoscrizione è dovuto alla poca efficienza del Consolato Generale di Barcellona – ha aggiunto critica -. È evidente che esistono problemi strutturali al suo interno. Cercheremo di essere un efficace ponte di collegamento tra comunità e Consolato al fine di rendere più agili le pratiche burocratiche.

Ha assicurato che il Comites s’impegnerà, nel limite del possibile, anche ad “aiutare il Consolato a strutturare i propri processi interni”

– Si tratta di capire quali sono, oltre al sottodimensionamento delle risorse che è una difficoltà oggettiva a tutti nota, i colli di bottiglia, così da cercarne le soluzioni. Abbiamo 5 anni di lavoro davanti e tantissimi progetti.

 

Ascoltare e verificare

Parlare dell’inefficienza dei Consolati è ormai un luogo comune. Non c’è comunità italiana al mondo che non si lamenti dei ritardi burocratici anche in quei casi in cui l’urgenza di un documento è palese. Si è portati ad attribuire ogni responsabilità ai funzionari di turno. Poche volte ci soffermiamo a pensare che spesso quei ritardi sono il risultato di un inadeguato numero di funzionari. In altre parole, di un organico insufficiente per esplicitare l’immensa mole di lavoro alla quale è sottoposto un Consolato. Ma i ritardi burocratici, i problemi dei nostri Consolati non sono le uniche questioni che preoccupano le Comunità. Per questo abbiamo chiesto:

– Di cos’altro ha bisogno la nostra Collettività residente nella circoscrizione di Barcellona?

– Giustamente chiede quali sono le necessità della nostra comunità – ha commentato -. Nel nostro programma abbiamo messo in rilievo un aspetto che consideriamo importante: l’ascolto. Per ora ci siamo fatti un’idea di quelle che potrebbero essere le richieste degli italiani residenti nella nostra circoscrizione. Il nostro lavoro nel primo anno – ha sottolineato – sarà quello di ascoltare e verificare, al di là dello snellimento della burocrazia in Consolato, di cosa ha bisogno e cosa chiede effettivamente la Comunità. Secondo noi, è molto sentita la necessità di rinvigorire l’aspetto culturale. Vogliamo lavorare sulla creazione di un Festival della Letteratura e, magari, in futuro anche su un Festival del cinema italiano. I temi sono tanti.

 

Doppia Cittadinanza

In larga sintonia con il Comites di Madrid, anche quello di Barcellona giudica assai importante la “questione della doppia cittadinanza”. Paretti la ritiene, e a nostro avviso con ragione, una conquista importante “perché alla fine si tratta dei nostri diritti politici e civili”

– Sono diritti politici e civili che condizionano e permettono di migliorare la qualità della nostra vita – ha commentato -. Chi come me, e sono tantissimi, da anni vive, lavora e quindi investe in questo territorio, vuole anche essere in grado di poter poi decidere, in sede elettorale.

Con entusiasmo ha espresso il desiderio “di entrare, al più presto in contatto con tutte le associazioni, gli enti no profit, la Camera di Commercio per un dialogo costruttivo e per conoscere il loro punto di vista”.

– Ci sono entità che abbiamo imparato a conoscere a poco a poco – ha detto -. Ma – ha anche assicurato – ce ne sono ancora tante di cui non siamo al corrente. Vogliamo avvicinarle, ascoltarle tutte perché rappresentano un importante punto di riferimento. Quindi, in questo momento, credo che sarebbe un po’ presuntuoso da parte mia segnalare i problemi della comunità.

– Può comunque fare una radiografia della nostra Comunità residente nella vostra circoscrizione di competenza. Quali sono le sue caratteristiche? A cosa si dedica? È costituita soprattutto da professionisti, commercianti, studenti, pensionati?

Non ha dubbi. E lo ha sottolineato immediatamente: “la nostra Comunità è estremamente variegata”. Quindi, dopo una breve pausa, ha spiegato:

– Innanzitutto, va detto che la nostra Collettività è concentrata nella città di Barcellona. Non sorprende poiché è una città che attrae tantissimo. Osserviamo, poi, la presenza di molti giovani.

E, a questo punto, le sue parole sono intrise di tristezza e rammarico.

– Dispiace constatare, nei social media, le numerose richieste di informazione di giovani che si avvicinano alla Spagna. In particolare, alla circoscrizione di Barcellona. Noi offriamo alcune indicazioni. Ad esempio, consigliamo di non focalizzarsi troppo su Barcellona. È sicuramente una città fantastica ma, personalmente, ritengo che ci siano tante realtà ugualmente interessanti e fantastiche in tutta la circoscrizione. Che dire di Valencia, Alicante, Gerona o Saragozza? Tutte offrono un’ottima qualità di vita. E, forse, permettono un inserimento più facile a chi cerca lavoro.

Ha spiegato che c’è anche il fenomeno di chi, dopo anni di vita in Spagna, desidera avere vicino i genitori anziani. Considera che, in questo caso, c’è tanto lavoro da fare.

–  Non si può chiedere ad una persona anziana la stessa capacità d’integrazione e d’inserimento che può avere un giovane. Quest’ultimo impara tutto velocemente. È una spugna ma per gli anziani è diverso. Nel nostro gruppo di lavoro esiste una grossa sensibilità verso gli aspetti sociali.

Paretti non dimentica la “presenza di italiani che non sono nati in Italia, e pertanto arrivano con una loro storia e una dinamica profondamente diversa”.

– La nostra – ha affermato – è una comunità globalmente assai numerosa e vasta. Va ascoltata.

 

La diffusione della cultura

Gli Istituti Italiani di Cultura, in Spagna come altrove, sono impegnati nella diffusione della nostra cultura. Ma il loro obiettivo, ed è per questo che sono stati creati, è fondamentalmente quello di promozione in seno alle società in cui agiscono. E così, a volte, si trascura senza volerlo le nostre comunità.

– Ha parlato della diffusione della nostra cultura… Quali iniziative ritiene utili per modificare il luogo comune dell’Italia solo pizza e pasta?

– Ci siamo letti nel pensiero – ha affermato sorridendo -. Andavo effettivamente in questa direzione. Secondo me c’è un grandissimo amore per l’Italia, ma ci sono ancora troppi stereotipi. Se mi è permesso, quello della gastronomia è un settore che conosco abbastanza bene… Posso dire con orgoglio che – ha aggiunto – la presenza gastronomica italiana non solo è molto ricca, ma è anche molto complessa. Ad esempio, a Barcellona, una città che sicuramente conosco meglio del resto del territorio, ci siamo un po’ sdoganati. Abbiamo proposte gastronomiche di altissimo livello. Riflettono la nostra ricchezza regionale che va molto al di là del piatto di pasta. Sono un aspetto della nostra cultura, delle nostre tradizioni. Sono romana. Ripeto sempre che quando si va a Roma bisogna mangiare le verdure dell’Orto Romano. È una nostra ricchezza che non si esporta ancora. Ci piacerebbe contribuire ad incrementare la conoscenza delle nostre punte di eccellenza, elevando il livello del discorso culturale. Siamo tutti coscienti che i social media, nonostante la loro grande agilità e versatilità, sono uno strumento a doppio taglio. Hanno svilito e impoverito moltissimo il linguaggio. Nel limite delle nostre piccole possibilità, vorremmo elevarlo. È un lavoro lungo. Abbiamo bisogno del sostegno dei “mass-media”. È bello leggere nel quotidiano “La Vanguardia” gli articoli di fondo di

l’Ambasciatore Riccardo Guariglia (al centro), e i presidenti dei Comites di Barcellona e Madrid, Livia Paretti e Andrea Lazzari

Piergiorgio Maria Sandri, un ottimo giornalista ed una penna eccellente. È italiano e risiede in Spagna da ormai più di vent’anni. Ecco, come Comites, ci piacerebbe poter dar risalto a tutti questi personaggi.

Afferma con orgoglio che tra i consiglieri eletti nel Comites che presiede vi è Gabriella Saibene. Da 13 anni a Barcellona, Saibene, si legge nella scheda attraverso la quale ha pubblicizzato la propria candidatura al Comites, ha “lavorato al più alto livello internazionale per lo sviluppo dell’energia da fusione nucleare”. Insomma, una scienziata che fa onore all’Italia.

– Abbiamo già avuto occasione di invitarla a un evento della Società Geografica di Catalogna per farci spiegare che cosa vuol dire, oggi, l’energia nucleare nella prospettiva di futuro – ha affermato -. Vorremmo un po’ continuare su questa linea di approfondimento.

– In che modo la vicinanza dell’Italia può aiutare il vostro lavoro? Avere le possibilità di prendere l’aereo e trascorrere un fine settimana con i propri genitori, con gli amici, con le persone care, non potrebbe rappresentare un ostacolo all’integrazione nel tessuto sociale del Paese?

Scuote la testa. Non è d’accordo.

– È un discorso interessante –ha ammesso -. Se mi facevi questa domanda 2 o 3 anni fa ti avrei detto, Ok parliamone. Ma adesso – ha precisato – non è così evidente. Non si può più dire: “questo fine settimana ho voglia di stare con mia sorella, prendo l’aereo e vado a Milano”.

Ha spiegato che le dinamiche sono cambiate. Viaggiare è più difficile per le restrizioni e per i costi. Ha sostenuto, quindi, che “la vicinanza ci aiuta in realtà ad approfondire l’aspetto culturale”.

– Permette di organizzare mostre, eventi culturali con maggiore agilità – ha detto -. Credo che in questo momento si stia riscoprendo l’Italia. Quest’anno e il prossimo assisteremo allo sviluppo di un turismo comunque europeo – ha commentato convinta -. Ho parlato con tante persone che mi hanno detto “sono stata in Italia” o “andrò in Italia in vacanza”. Quindi in questo momento essere vicini ci aiuta a farci conoscere meglio.

Per concludere Paretti ha chiesto ai connazionali pazienza. Il suo invito è stato a seguire le attività del Comites attraverso l’account di Facebook.

– Stiamo facendo di tutto per essere raggiungibili – ha assicurato -. Stiamo attivando tutti i canali per instaurare un dialogo aperto, sereno e proficuo con la comunità.

Mauro Bafile