Ermitage Italia sospende i rapporti con la Russia

Anteprima per la stampa della mostra 'Tiziano e l'immagine della donna nel cinquecento veneziano' a Palazzo Reale
Anteprima per la stampa della mostra 'Tiziano e l'immagine della donna nel cinquecento veneziano' a Palazzo Reale, 22 Febbraio 2022ANSA/MATTEO CORNE5

ROMA. – La Fondazione Ermitage Italia “ha sospeso le relazioni con il Museo Ermitage”. Lo annuncia all’ANSA il segretario generale della Fondazione Maurizio Cecconi precisando che “sono stati mantenuti tutti i rapporti con le persone” e quindi con i curatori, gli studiosi e i responsabili della prestigiosa istituzione culturale russa.

“L’Ermitage è un museo di Stato e se lo Stato ordina di ritirare tutte le opere in prestito all’Italia il museo deve obbedire”, rileva il segretario generale della fondazione italiana, il cui comitato scientifico è presieduto proprio dal direttore del Museo Ermitage Mikhail Borisovich Piotrovsky, che proprio ieri ha scritto a Palazzo Reale e alle Gallerie d’Italia, a Milano, spiegando che il ministero della Cultura di Mosca ha chiesto la restituzione delle opere in prestito per le due importanti mostre in corso in queste settimane.

“Noi siamo convinti dell’importanza di mantenere i rapporti con le persone per impedire la rottura di quel filo fondamentale” che è la cultura, spiega il segretario generale. Un po’ la stessa strada, insomma, avviata in queste ore da tante altre istituzioni culturali italiane, dalla Biennale di Venezia alla Triennale di Milano al Maxxi di Roma, fino alle Università, che pure hanno preso le distanze dal documento con il quale i rettori degli atenei russi si sono schierati a favore delle scelte scellerate di Putin.

Per la fondazione Ermitage, precisa Cecconi, la sospensione dei rapporti con la struttura statale del museo di San Pietroburgo implica non chiedere né concedere prestiti e non portare avanti nulla che debba coinvolgere lo Stato. Una sospensione che se la situazione non si dovesse sbloccare può mettere a rischio “i progetti della seconda metà del 2022 e quelli del 2023”, ammette.

Al momento quindi non resta che aspettare, nella speranza che si interrompa la guerra e che la crisi possa risolversi. La fondazione per questo è anche in stretto contatto con i comuni italiani coinvolti nelle diverse iniziative. Tra gli eventi in preparazione citati sul sito online della Fondazione Ermitage Italia c’è la stesura di due protocolli di collaborazione tra il Museo statale di San Pietroburgo, la fondazione italiana e le città di Verona e di Vicenza.

“Mantenere un filo di collegamento è essenziale- conclude Cecconi- perché vuol dire anche che quando si potranno riprendere i rapporti ufficiali noi ci troveremo un pochino più avanti”.

(di Silvia Lambertucci/ANSA)

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