A Spoleto la musica dei due mondi e la voce delle donne

In una foto d'archivio del Festival dei Due Mondi il Concerto finale.
In una foto d'archivio del Festival dei Due Mondi il Concerto finale. (festivaldispoleto.com)

SPOLETO (PERUGIA). – Si intrecciano tra musica, danza, teatro, mostre e progetti speciali le linee programmatiche attraverso le quali si delinea, grazie a relazioni trasversali alle singole arti, il ricco e suggestivo cartellone della 65/a edizione del Festival dei Due Mondi, in programma a Spoleto, dal 24 giugno al 10 luglio. Ad annunciarle è stata oggi al Teatro nuovo Gian Carlo Menotti, allestito per l’occasione con un fondale della Sonnambula del 1979, la direttrice artistica Monique Veaute, al suo secondo anno di direzione.

“Al centro ci sarà la musica dei due Mondi, con un programma molto legato alla creazione americana, alla voce delle donne e ai nuovi modi di raccontarla” ha detto. Veaute – alla presenza anche del presidente della Fondazione Andrea Sisti (sindaco di Spoleto) e dell’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Umbria Paola Agabiti – ha confermato la vocazione multidisciplinare e internazionale di un festival con più di 60 spettacoli in 17 giorni, tutti in prima italiana e per alcuni assoluta, oltre 500 artisti di 30 compagnie da 36 Paesi.

Evidenziando così “la voce delle donne”, il cartellone musicale prevede artiste come Angelique Kidjo, Mariza e Dianne Reeves, attese in Piazza Duomo. La programmazione musicale, “guarda alla relazione tra le due sponde dell’oceano, legame di cui da sempre Gian Carlo Menotti è stato promotore” ha spiegato la direttrice artistica, e abbraccia molteplici linguaggi grazie anche alla presenza delle due orchestre in residenza, la Budapest Festival Orchestra accompagnata dal direttore principale Ivan Fischer (che inaugurerà il festival) e l’orchestra dell’accademia nazionale di Santa Cecilia con Antonio Pappano.

Barbara Hannigan, soprano e direttrice d’orchestra la cui voce è fra le più originali e richieste della scena lirica contemporanea, arriva a Spoleto con una “carta bianca” e la sua presenza per quattro diversi concerti si inserisce nel percorso che la nuova edizione sviluppa con le figure femminili. La proposta musicale include jazz ed elettronica, barocco e contemporanea, dalla rassegna americana dell’ensemble Sentieri selvaggi alla performance di Tovel, tra sculture di pianoforti preparati ed elaborazione elettronica.

Tra le artiste coinvolte per la forza rivoluzionaria del loro lavoro al confine tra danza, musica e teatro arriveranno a Spoleto le coreografe Germaine Acogny, fondatrice dell’́Ecole des Sables, Blanca Li, Anne Teresa De Keersmaeker e la regista Jeanne Candel, che presenta per la prima volta in Italia una nuova esperienza di teatro musicale ideata con Samuel Achache.

A cinque anni dalla scomparsa, il Festival rende inoltre omaggio a Trisha Brown, icona della danza contemporanea. Appartengono invece alla nuova generazione di coreografe e coreografi Alexander Vantournhout, Ayelen Parolin, Luz Arcas con la sua compagnia La Phármaco e Yoann Bourgeois. La sezione Teatro porta infine a Spoleto il regista tedesco Thomas Ostermeier e presenta in anteprima gli ultimi lavori di drammaturghi italiani quali Fabio Cherstich (“L’appuntamento ossia la storia di un cazzo ebreo”), Leonardo Lidi (“Il gabbiano”), Davide Enia (“Italia-Brasile 3 a 2 Il ritorno”) e del duo Antonio Rezza – Flavia Mastrella (“Porte”).

(di Danilo Nardoni/ANSA)