Giornata del Mare: 30% di aree protette entro 2030

Rifiuti accumulati su una spiaggia.
Rifiuti accumulati su una spiaggia. (ANSA)

ROMA – Il mare, l’oro blu, è una delle risorse più preziose del Pianeta. Per questo “l’Italia ha aderito con convinzione ai Blue leaders, impegnandosi a proteggere il 30% dei mari entro il 2030, non solo in maniera formale, ma con dei chiari indicatori”.

Lo ha annunciato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, parlando dell’alleanza di Paesi nata nel 2019 per richiamare la comunità internazionale ad azioni urgenti per la tutela degli oceani, alla luce di crisi climatica e pesca eccessiva. Una notizia che arriva in occasione della Giornata nazionale del mare, iniziativa nata nel 2017.

Al momento secondo Legambiente sono 27 le aree marine protette in Italia, a cui si aggiungono 2 parchi sommersi. In pratica sono 228.000 ettari di mare e 700 km di costa. Contando che l’intero sviluppo costiero italiano è di quasi 8mila chilometri risulta protetto poco meno del 10%. In più “è da tre anni che non viene istituita un’area marina protetta”, spiega Sebastiano Vetteri di Legambiente.

“Le aree che rientrano ad oggi tra le protette sono almeno la metà di quelle che le normative prevedrebbero sulla carta, con Capri, Otranto – Santa Maria di Leuca e Conero che hanno già completato il proceso istruttorio ma sono in attesa dell’ultimo passaggio politico”, continua Vetteri.

Secondo il rapporto Ioc-Unesco 2021 solo l’1,67% di queste aree applica efficacemente i propri piani di gestione. Solo lo 0,1% sono aree a protezione integrale.

Infatti se la flotta da pesca italiana ad ogni uscita potesse portare a terra tutto quello che rimane impigliato nelle reti oltre al pesce, in 10 anni libererebbe il mare da 30 mila tonnellate di rifiuti.

Del resto il mare non è solo una risorsa in termini di biodiversità, ma ha anche un deciso impatto economico. Nel 2017 il bacino marittimo del Mediterraneo ha prodotto 59,6 miliardi di euro di valore aggiunto lordo, il 29% del totale a livello europeo. Oceano Atlantico e Mare del Nord hanno prodotto rispettivamente 73,4 miliardi e 63 miliardi di euro. Ma in Europa il 40% dell’occupazione dell’economia marittima si trova nel Mediterraneo con 1,78 milioni di dipendenti. Il 29% nell’Oceano Atlantico (1,29 milioni di dipendenti) e il 20% nel Mare del Nord (0,87 milioni di dipendenti).