Iglesias, la “volontà di distruggere” Podemos “è ancora intatta”

Pablo Iglesias, ex vicepremier, nonché fondatore ed ex leader di Podemos, ora ritiratosi, almeno ufficialmente, dalla “politica istituzionale”

MADRID — In Spagna esistono “molti poteri” che “mantengono intatta” la loro “volontà di distruggere” Podemos per “procurare una ferita mortale alla sinistra”: è l’avvertimento lanciato da Pablo Iglesias, primo leader della formazione ed ex vicepresidente nel governo spagnolo, ora ritiratosi dalla “politica istituzionale” e rilanciatosi principalmente come opinionista per conto di diversi media. Dichiarazioni che il politico e politilogo ha rilasciato ieri a Madrid nel corso della presentazione di ‘Verdades a la cara. Recuerdos de los años salvajes”, un libro con cui vengono ripercorsi i suoi anni di attività alla guida della formazione da lui stesso co-fondata.

Buona parte dell’evento, nel quale Iglesias ha risposto a domande postegli dal giornalista Aitor Riveiro, è stata caratterizzata dagli attacchi dell’ex leader di Podemos a “poteri” di tipo politico, mediatico e giudiziario che, secondo quanto ha sostenuto, avrebbero cercato in tutti i modi di ostacolare il suo partito, “nemici che non fanno prigionieri e non hanno scrupoli”.

In un passaggio delle riflessioni che ha condiviso con il pubblico presente, Iglesias ha indicato per esempio alcune testate giornalistiche che fanno parte “del progressismo mediatico” come responsabili di aver “costruito una narrazione” secondo cui “Podemos non va bene”, mentre Yolanda Díaz, attuale vicepremier e indicata da lui stesso in passato come sua sostituta ideale dopo il suo passo indietro, “va molto bene”. Tuttavia, ha aggiungo l’ex leader del partito di sinistra, se ora Díaz rappresenta “una figura con una proiezione spettacolare” nella sinistra, sarebbe proprio grazie a “dirigenti di Podemos” che hanno deciso di dare priorità alla necessità di “governare, governare e governare”, scelta che avrebbe favorito la sua affermazione come una delle politiche attuali più apprezzate.

Parole, tra l’altro, a cui la stessa Yolanda Díaz ha risposto oggi, in dichiarazioni ad alcuni cronisti. “Per fortuna, le leadership le decide la gente”, ha detto, aggiungendo poi che, nel caso decidesse di candidarsi alle prossime elezioni, lo farebbe solo dopo essersi “sottoposta a un processo di scrutinio democratico”.

Con intenzioni chiare rispetto al proprio futuro sembra essere anche lo stesso Iglesias, che nel corso della presentazione di ieri ha dichiarato di “non voler tornare” alla politica istituzionale “neanche per sogno”.

Redazione Madrid