Ucraina, appelli della sinistra da Madrid. Fratoianni (SI): “Serve diplomazia”

Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana

MADRID — Costruire “un’iniziativa diplomatica collettiva”, invece di “far crescere l’escalation bellica” pensando solo “alle armi” come strumento per mettere fine alla guerra in Ucraina: è la linea che, secondo il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, dovrebbe adottare l’Unione Europea rispetto al conflitto scatenato dalla Russia di Vladimir Putin. E invece, aggiunge il deputato italiano da Madrid, dove ha partecipato a una conferenza “per la pace” con esponenti di altri partiti di sinistra europei, quella del dialogo tra le parti è una possibilità “che oggi sembra scomparsa dalla scena pubblica”. Con il rischio che “il monopolio delle trattative” rimanga in mano “alla Turchia” di Recep Erdogan, “un dittatore spudorato”.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Fratoianni, altri politici progressisti hanno espresso appelli in favore “del dialogo” nel corso dell’evento “madrileño”, promosso in particolare dal partito spagnolo Podemos. “È ora di costruire un’alleanza internazionale pacifista”, ha affermato per esempio Ione Belarra, segretaria generale di questa formazione e ministra dei Diritti Sociali nel governo di Pedro Sánchez. Subito dopo di lei, ha parlato l’ex leader laburista e oggi parlamentare britannico Jeremy Corbyn, che ha posto l’accento sulla necessità urgente, messa in luce dal conflitto in Ucraina, di “lavorare in modo attivo per la denuclearizzazione” e quindi “evitare che il mondo sia travolto da un olocausto nucleare”. Il suo è stato il primo di vari interventi di esponenti internazionali, come quello della coordinatrice nazionale del Blocco di Sinistra portoghese Catarina Martins, dell’esponente de La France Insoumise Christian Rodríguez, dell’ex ministro degli Esteri greco e deputato per Syriza George Katroulagos e dell’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Troviamo scandaloso che il governo italiano”, ha affermato quest’ultimo, “aumenti ancora di più le spese militari” in un momento in cui “le persone non arrivano alla fine el mese”.

A chi chiede come si può garantire un dialogo effettivo di fronte a un Vladimir Putin che, a detta di leader politici occidentali, non sembra disposto ad ascoltar ragioni per fermare le azioni militari aggressive ordinate al suo esercito in Ucraina, Fratoianni risponde che bisognerebbe riuscire a “costringere gli attori principali, innanzitutto l’aggressore” a sedersi al tavolo dei negoziati “sulla base di una possibile via d’uscita rispetto ad alcuni dei temi presi in considerazione anche dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky come “l’idea che si debba, ad un certo punto, per esempio anche discutere di neutralità”. Per Belarra, è importante che “tutti lavorino per la pace”, per esempio firmando movimenti pacifisti, partecipando a cortei o diffondendo messaggi pacifisti sui social.

Nel corso dell’evento, c’è stato spazio anche per riferimenti alle cruciali presidenziali francesi di domenica. “Vogliamo che Jean Luc Mélenchon (leader de La France Insoumise) sia primo ministro del governo che uscirà da queste elezioni”, ha affermato Rodríguez, ricordando che il suo partito è arrivato terzo, sfiorando l’accesso al ballottaggio. “Cosa farei se fossi lì? Voterei Macron”, ha detto da parte sua Fratoianni, secondo cui una vittoria della rivale Marine Le Pen comporterebbe “molti problemi per la Francia e per l’Europa”, in quanto è espressione “della destra più regressiva, xenofoba, nazionalista”.

Francesco Rodella/Redazione Madrid