Minori adescati sul web. Nel 2021 casi aumentati del 47%

Un agente della Polizia Postale controlla la web dal suo coomputer
Un agente della Polizia Postale controlla la web dal suo computer. (ANSA)

ROMA. – Internet è sempre meno sicuro per i minori. Nel 2021 i casi di pedopornografia trattati dalla Polizia Postale sono aumentati del 47%: sono stati 5.316, contro i 3.243 del 2020. Ed è cresciuto anche il numero di minorenni (531 l’anno scorso) approcciati sul web da adulti abusanti.

Sono alcuni dei dati emersi dal dossier “L’abuso sessuale online in danno dei minori” sull’adescamento online diffuso da Save the Children e dalla Polizia Postale in occasione della Giornata nazionale contro pedofilia e pedopornografia. Con la pandemia e l’aumento dell’uso di internet da parte dei giovanissimi, è cresciuto anche il fenomeno degli adescamenti.

A essere a rischio sono in particolare i preadolescenti: quasi il 60% dei minori approcciati da groomer (adulti adescatori interessati a minori) sul web ha tra i 10 e i 13 anni. Ma nel dossier redatto dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online si evidenzia che sempre di più risultano coinvolti in casi di adescamento anche bambini più piccoli.

I rischi maggiori vengono dai social, che sono in teoria proibiti ai minori di 13 anni. Pericoli particolari emergono anche da giochi di ruolo e videogiochi online: la crescente attrattiva esercitata da questi servizi sui più piccoli ha indotto i pedofili a concentrare la loro attenzione anche sulle piattaforme di gaming (videogiochi online), sfruttandone i servizi di chat, di messaggistica e offrendo la possibilità di agganciare i minori più facilmente. Il genere invece non incide in modo significativo sui livelli di rischio: maschi e femmine sono vittime del fenomeno in maniera pressoché uguale.

Piccolissima la percentuale di minorenni indagati per adescamento in rete: nel 2021 sono stati 49, il 4% del totale degli autori di reati di sfruttamento sessuale di minori online. Insieme al dossier, la Polizia Postale e Save the Children hanno anche pubblicato una guida rivolta ai genitori.

Consigli e norme di comportamento per prevenire e affrontare casi di adescamento, che vanno dallo stabilire precise norme d’ingaggio come la condivisione delle password dei profili social dei figli fino all’esercizio della prudenza nel scegliere se e quando postare foto che li ritraggono.

Guida e report “costituiscono una risposta immediata a cambiamenti, come quelli imposti dalla pandemia da Covid-19 che nessuno avrebbe mai immaginato e che hanno drammaticamente mostrato il loro aspetto più pericoloso”, ha affermato Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Anche Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, ha sottolineato che non si può sottovalutare l’impatto della pandemia: “Deve crescere la rete di prevenzione e di presa in carico delle vittime, rafforzando un sistema di tutela che coinvolga le istituzioni pubbliche, i soggetti privati e il terzo settore”, ha detto, aggiungendo che “per diffondere la cultura della prevenzione è fondamentale valorizzare il ruolo educativo dei genitori”.