Grazie a ‘occhiali da sole’ scoperta la pulsar più luminosa

(ANSA) – CAGLIARI, 04 MAG – Sembrava un puntino, ma qualcosa ha insospettito gli esperti. Che alla fine hanno avuto ragione a insistere. Perché hanno trovato, scrutando il cielo, tra intuizioni e verifiche, la pulsar extragalattica più brillante mai scoperta . È lontana, nella Grande Nube di Magellano, a circa 160mila anni luce dalla Terra. A scovarla è stato un team internazionale di astrofisici., tra loro l’italiano Alessandro Ridolfi, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Cagliari. La pulsar aveva già attirato l’attenzione dell’Universitá di Sydney. Per stabilire se si trattava veramente di una stella di neutroni, però, servivano un radiotelescopio più sensibile di quello australiano e un “astronomo fact-checker”, un esperto in grado di analizzare i dati raccolti ed emettere il verdetto.

Lo strumento ultra avanzato era in Sudafrica, il radiotelescopio MeerKat del South African Radio Astronomy Observatory: 64 antenne hanno raccolto dati per due ore e mezza. Ma serviva una verifica. E questo compito è stato affidato al giovane ricercatore dell’Inaf di Cagliari, ma originario di Roma, Alessandro Ridolfi. “In fin dei conti – ha spiegato alla rivista dell”Istituto nazionale di astrofisica – si è trattato di un lavoro piuttosto semplice: impiegare i codici che utilizzo normalmente per analizzare i dati degli ammassi globulari raccolti con MeerKat e applicarli al nuovo set di dati per verificare la presenza di pulsazioni.

Pulsazioni che in effetti c’erano: una pulsar relativamente lenta, una caratteristica tipica delle cosiddette pulsar ‘giovani’, anche se per determinarne l’età saranno necessarie ulteriori misure, così da poter calcolare la variazione del periodo di rotazione nel tempo”. “È stata una sorpresa incredibile. Non mi aspettavo di trovare una nuova pulsar, figuriamoci la più brillante! Ma con i nuovi telescopi a cui ora abbiamo accesso, come Askap e i suoi ‘occhiali da sole’, è finalmente possibile”, commenta l’astronoma Yuanming Wang, dottoranda all’Università di Sydney nonché prima autrice di uno studio – pubblicato su The Astrophysical Journal – che riporta la scoperta di quella che parrebbe essere la pulsar più luminosa mai vista. (ANSA).