Stili di vita: l’Italia non brilla, ma ha retto al Covid

Lo stile di vita degli italiani non cambia con il Covid.

ROMA. – La pandemia non ha avuto l’effetto temuto sugli stili di vita degli italiani: nonostante i lockdown, le restrizioni e il forte stress che ci ha accompagnato negli ultimi due anni, i principali fattori di rischio per le malattie croniche non hanno subito che qualche oscillazione rispetto al periodo precedente all’avvento del virus SarsCoV2.

È quanto emerge dai dati dell’indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” dell’Istat dedicata ai fattori di rischio per la salute. L’analisi, condotta su 45mila persone nella primavera del 2021, si è concentrata su quattro fattori di rischio: il peso in eccesso, l’abitudine al moto, il fumo e il consumo di bevande alcoliche. Indicatori su cui gli italiani non brillano, ma non sono peggiorati a causa della pandemia.

La rilevazione mostra che il 46,2% della popolazione con più di 18 anni è lontana dal peso forma: nello specifico il 34,2% è in sovrappeso e il 12% è obeso. Valori elevati, ma in linea con il periodo pre-pandemia: nel 2019 era infatti fuori peso forma il 46,3% degli italiani (il 35,4% in sovrappeso e il 10,9% obeso). Un leggero peggioramento si è registrato invece sul fronte del fumo.

In tal caso, la pandemia, già nel 2020, aveva interrotto la discesa del numero di fumatori, che aveva toccato il minimo nel 2019 (18,4% di fumatori sulla popolazione con più di 14 anni). Nel 2021 la quota di fumatori è risalita al 19%. Sono invece il 33,7% gli italiani con più di 3 anni che nel 2021 non hanno praticato né sport né attività fisica, in miglioramento di 2 punti percentuali rispetto al 2019. Stabile, invece, il consumo di alcol fuori dai pasti: dopo un aumento nel 2020 (31,7%), nel 2021 si è tornato ai livelli pre-pandemia (30,7%).

Se per la popolazione generale la pandemia non ha avuto grandi effetti, un impatto negativo sugli stili di vita sembra essersi invece verificato tra i giovani. Specie per quel che riguarda il fumo e i livelli di attività fisica. Nel primo caso, i fumatori hanno toccato il 6,6% nella fascia di età 14-17 anni rispetto al 5,9% del 2019 e il 23% nella fascia 18-19 anni (rispetto al 18,6% del 2019).

Ancora più marcati gli effetti sull’attività fisica: nel 2021 non ha svolto né sport né attività fisica il 24,9% dei bambini tra i 6 e i 10 anni (rispetto al 18,5% del 2019), il 21,3% di quelli tra 11 e i 14 anni (rispetto al 15,7) e il 19,9% dei ragazzi tra 15-17 anni (rispetto al 18,7%). Intanto, Cittadinanzattiva nell’annuale “Rapporto civico sulla salute’ ha lanciato l’allarme: nel 2021 più di un cittadino su dieci ha rinunciato alle cure della sanità pubblica a causa delle inefficienze del servizio sanitario. Liste di attesa per le cure ordinarie, ritardi nell’erogazione degli screening e dei vaccini, carenze nella assistenza territoriale sono le difficoltà segnalate più di frequente.

(di Antonino Michienzi/ANSA)