Referendum giustizia: sondaggio Demopolis, 30% deciso per voto

(ANSA) – ROMA, 13 MAG – Tra un mese, oltre che per le elezioni amministrative in molti Comuni, gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sui Referendum in materia di Giustizia. Secondo la fotografia scattata oggi dall’Istituto Demopolis, 3 cittadini su 10 appaiono decisi a recarsi ai seggi, il 14% deve ancora pensarci. Il 56% non sembra invece interessato a partecipare alla consultazione referendaria. “Se questo orientamento di massima fosse confermato – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – il quorum per la validità dei Referendum del 12 giugno non sarebbe raggiunto”.

Prescindendo dal pur determinante dato sull’affluenza, come la pensano gli italiani sui principali quesiti? La maggioranza assoluta condivide la proposta di separazione delle carriere; appena un terzo sarebbe favorevole a limitare l’ambito di applicazione della custodia cautelare, spiega una nota. Minoritaria appare nell’opinione pubblica anche la volontà di abolire la legge Severino, che impedisce fra l’altro la partecipazione alle competizioni elettorali di chi sia stato condannato per alcuni reati. Favorevole è il 32%; si esprime per il mantenimento della norma il 58%.

Sulla legge Severino, l’Istituto Demopolis rileva una netta polarizzazione delle posizioni politiche: favorevoli all’abolizione sono quasi 6 elettori su 10 della Lega, il 53% di chi vota Forza Italia. Il dato – secondo il sondaggio Demopolis per Otto e Mezzo – si riduce al 25% tra gli elettori di Fratelli d’Italia, crolla al 7 ed al 4%, rispettivamente tra chi vota il PD e il Movimento 5 Stelle.

I quesiti non sembrano attrarre oggi al voto la maggioranza assoluta degli italiani, che da anni esprimono comunque una valutazione negativa sul sistema giudiziario italiano: a bocciare il funzionamento della giustizia nel nostro Paese è oggi il 66% dei cittadini. “Le valutazioni di segno negativo – afferma Pietro Vento – raggiungono l’85% tra quanti hanno in corso o hanno avuto nel recente passato un’esperienza diretta in tribunale”. (ANSA).