Sport estremi: l’italo-venezuelano Raúl Andrés Biocchi raggiunge la cima dell’Everest

Ventuno anni dopo, il nome del Venezuela raggiunge nuovamente il tetto del mondo questa volta grazie all’italo-venezuelano Raúl Andrés Biocchi.

CARACAS – Il 23 maggio 2001, il Venezuela festeggiava i ragazzi di “Proyecto Cumbre”, quel giorno la spedizione composta da Marcos Tobía, José Antonio Delgado, Carlos Castillo, Carlos Calderas, Marco Cayuso e Martín Echevarría raggiunse la cima dell’Everest. Quel giorno questi giovani sognatori diventarono il primo team della “Piccola Venezia” che riusciva a scalare gli 8.848 metri sul livello del mare.

Ventuno anni dopo il nome del Venezuela raggiunge nuovamente il tetto del mondo questa volta grazie all’italo-venezuelano Raúl Andrés Biocchi.

La notizia delle meta raggiunta da Biocchi é stata resa nota da un cinguettino dell’account Everest Today.  “Il venezuelano Raúl Andrés Biocchi ha raggiunto la cima del Monte Everest, la montagna più alta del monto, insieme alla salvadoregna Alfa Arrué. Il gruppo ha raggiunto la cima, giovedì 12 maggio, nelle prime ore del mattino, specificamente alle 6:40 (ora del Nepal)”

Biocchi era l’unico sportivo nato in Venezuela nel team di Arrué che si era proposta scalare il Monte Everest con l’agenzia Tashi-Lakpa-Sherpa. L’agenzia ha anche postato i nomi di tutti i membri di questa spedizione multinazionale. Infatti nel gruppo c’erano: il messicano José Landa, l’uruguaiana Vanessa Estol, l’ucraina Antonina Samoilova e l’hnduregno Ronal Quinteros.

Stando a quanto riferito sui diversi siti il gruppo aveva tentato di raggiungere la vetta nel mese d’aprile, ma a causa delle condizioni climatiche proibitive era saltato tutto.

Sicuramente, una volta raggiunta la cima all’italo-venezuelano Raúl Andrés Biocchi avrà potuto ammirare quello che noi conosciamo grazie alla poesía Walter Olivetti. “Corde, chiodi, ramponi, le impronte lasciate dai pesanti scarponi, la neve ed il ghiaccio, le insidie  impreviste accanto a un crepaccio, il respiro profondo una volta raggiunto il soffitto del mondo”.

L’unica cosa certa è che possiamo fare gli auguri per questa grandissima impresa che ha portato sulla cima più alta del mondo il nome del Venezuela e dell’Italia.

(di Fioravante De Simone / redazione Caracas)