“Spogliati e legati”, i castighi del generale russo

Truppe russe in Ucraina. (ANSA)

ROMA. – “Spogliati, legati e portati via su autobus verso destinazioni ignote”. Questa volta, le terribili punizioni dei russi non sarebbero per i prigionieri nemici.  Tra tentativi di diserzione e truppe scoraggiate, Mosca sembra fare sempre più fatica a mantenere la disciplina e il morale nel suo esercito impegnato nella guerra in Ucraina.

E di fronte alla controffensiva di Kiev che avanza, gli alti comandi delle forze armate di Vladimir Putin avrebbero deciso di ricorrere a castighi esemplari e spietati per scoraggiare il dissenso tra soldati e ufficiali.

Una missione che, secondo le intercettazioni dei servizi di Kiev, riferite da media locali, è stata affidata al generale Rustam Usmanovich Muradov. Vicecomandante del distretto militare meridionale, già insignito della medaglia di Eroe della Federazione russa, il 49enne ufficiale originario del Daghestan sarebbe stato trasferito sul terreno per soffocare le insubordinazioni che potrebbero indebolire i piani d’attacco russi.

“Muradov è venuto e ha fatto un processo esemplare, perché nessuno voleva andare avanti. I comandanti non volevano portare i loro ragazzi alla morte. I ragazzi stessi non erano pronti”, si sente in un’intercettazione diffusa dagli ucraini. “Così – prosegue la registrazione – ha spogliato questi comandanti, ha legato loro le mani e ha fatto tirare fuori tutto dalle tasche. Li ha messi sugli autobus e li ha portati via”.

La presenza di Muradov in Ucraina non è stata confermata da Mosca. La sua reputazione di ufficiale inflessibile lo ha accompagnato in diverse operazioni negli ultimi anni, dalla Siria al Donbass, oltre alla gestione iniziale della delicata tregua in Nagorno-Karabakh. Insomma, un uomo chiave per gli alti comandi russi, tanto da finire nella black-list delle sanzioni Ue dopo l’inizio della guerra.