Denunciò il compagno per violenze, trovata morta in casa

Alcune donne, rappresentanti del gruppo Non una di meno, scrivono con i gessetti colorati in piazza Castello i nomi delle donne assassinate per femminicidio dai loro compagni, Torino, 05 marzo 2021.
Alcune donne, rappresentanti del gruppo Non una di meno, scrivono con i gessetti colorati in piazza Castello i nomi delle donne assassinate per femminicidio dai loro compagni, Torino, 05 marzo 2021. ANSA/TINO ROMANO

SONDRIO. – Aveva fatto, due anni fa, un goffo tentativo di togliersi la vita con il gas dentro casa, presenti i due figlioletti avuti da una precedente relazione, ma più che un tentativo di suicidio fallito (rubinetto del gas da lei subito chiuso, finestre spalancate, corrente staccata, chiavi ai bimbi per uscire a chiamare i vicini) era apparso un disperato tentativo di richiamare l’attenzione su di sé, facendo intervenire i carabinieri e denunciare così nell’occasione il suo stato di reclusa e i maltrattamenti subiti.

Ma Sabrina finì indagata per tentato duplice omicidio e la denuncia delle violenze, formalizzata dal suo avvocato, Valentina Baruffi di Sondrio, non sortì gli effetti sperati. E ora lei è stata trovata morta nella cantina di quella casa di Ardenno (Sondrio), dove secondo i suoi racconti, e le testimonianze di diversi vicini, più volte è stata maltrattata, picchiata, costretta a subire pesanti abusi sessuali dal convivente molto violento e possessivo che voleva lasciare, ma senza trovarne la forza per farlo.

Il sospetto è che si sia suicidata, ma a stabilire con precisione le cause del decesso sarà l’autopsia disposta dalla Procura di Sondrio, che si terrà giovedì. “Non è mai stato attivato il Codice rosso per lei e la prima volta fu ascoltata dopo un anno dalla denuncia, anziché entro 3 giorni come previsto dalla legge. Più volte avevo chiesto l’adozione di misure cautelari nei confronti di quel compagno aggressivo – spiega l’avvocato – ma senza successo. La mia assistita, in preda alla paura e alle minacce, è stata costretta a cambiare casa, abitudini e amicizie.

Nei giorni scorsi, subito dopo la tragica fine di Sabrina, il procuratore di Sondrio, Piero Basilone, mi ha ricevuto e ascoltato per oltre un’ora, dimostrandomi grande sensibilità affermando che avrebbe sollecitato una definizione celere, ma attenta di tutti i procedimenti in cui la donna era parte offesa o indagata, in quest’ultimo caso per la sola vicenda avvenuta due anni fa”.

Intanto i vicini sono stati ascoltati dalla Squadra Mobile e c’è chi ha riferito che la notte precedente l’intervento dei Vigili del fuoco, per la leggera fuga di gas, la donna era stata nuovamente picchiata in casa. “I procedimenti sono stati riuniti – spiega il procuratore – e ora di essi ci occupiamo direttamente io e la collega Elvira Antonelli del pool costituito anni fa per occuparsi innanzitutto dei reati contro le donne. E contiamo di arrivare, in poche settimane, a una definizione degli stessi”.

“Gli assistenti sociali, nei giorni scorsi – ricorda Margherita Della Nave, stretta collaboratrice dello studio legale – avevano ventilato alla vittima la concreta possibilità che i due bimbi, che lei adorava, fossero dati in affidamento a due distinte famiglie”. Un altro colpo che si era abbattuto sulla 48enne.

(di Michele Pusterla/ANSA)