Algeri alza i toni con Madrid: stop al trattato di amicizia e operazioni commerciali congelate

Il ministro degli Affari Esteri, José Manuel Albares.

MADRID — Nuovi, decisi, segnali di tensione in arrivo da Algeri in direzione Madrid. Il governo del Paese nordafricano ieri ha annunciato dapprima la decisione di sospendere con effetti immediati il trattato bilaterale di amicizia con la Spagna, in vigore da 20 anni, poi quella di congelare le operazioni di commercio estero dei prodotti e servizi. Il motivo è, di nuovo, la svolta spagnola sul conflitto del Sahara occidentale, con il premier Pedro Sánchez che ha deciso di sostenere in merito il Marocco, abbandonando la tradizionale posizione di neutralità rispetto alle rivendicazioni sul quel territorio di Rabat da un lato e degli indipendentisti saharawi appoggiati dall’Algeria dall’altro.

Da parte sua, il governo spagnolo — che fa conto sul sostegno di Bruxelles — per il momento ha risposto sostenendo di continuare a considerare l’Algeria, partner energetico fondamentale per Madrid, come “un Paese amico”. Inoltre, in parole del ministro degli Esteri José Manuel Albares, è in fase di studio una risposta “serena e costruttiva”, ma allo stesso tempo “inamovibile”, alla decisione di paralizzare le operazioni commerciali. Per quanto riguarda il gas, l’esecutivo di Sánchez non crede che le forniture siano in pericolo.

“La posizione adottata da Madrid riguardo il Sahara occidentale” è “incompatibile con i suoi impegni come potenza di gestione del territorio”, sostiene una dichiarazione della presidenza algerina trasmessa dalla Tv di Stato. Il 18 marzo scorso, Madrid — da tempo alle prese con forti tensioni diplomatiche con Rabat — aveva definito “l’iniziativa di autonomia del Marocco come la base più seria, realistica e credibile per la risoluzione della controversia” riguardante il Sahara occidentale. “L’attuale governo spagnolo ha dato il suo pieno sostegno” a una “formula illegale e illegittima”, afferma la nota della presidenza algerina.

Già appena dopo l’annuncio di Madrid di marzo, a cui aveva fatto seguito l’inizio di una “nuova fase” delle relazioni diplomatiche con Rabat, l’Algeria aveva manifestato chiari segnali di insofferenza, ad esempio convocando a colloquio l’ambasciatore in Spagna.

In attesa di capire le conseguenze pratiche della presa di posizione algerina, la Spagna ha comunicato in un primo momento di “deplorare” la decisione di Algeri di dichiarare sospeso il trattato bilaterale di amicizia. Poi, ha fatto sapere di star già analizzando risposte. Secondo El País, una delle opzioni in fase di studio sarebbe quella di aprire una causa internazionale contro l’Algeria in sede europea. Nel frattempo, da Bruxelles sono arrivati segnali di sostegno a Sánchez. “Chiediamo all’Algeria di fare retromarcia”, ha affermato a cronisti Eric Mamer, portavoce della Commissione Europea, aggiungendo che le ultime mosse del Paese nordafricano sono considerate “estremamente preoccupanti”. “Le relazioni commerciali esistenti” rispetto al gas “sono soggette a contratti”, ha ricordato la vicepremier e ministra della Transizione Energetica Teresa Ribera, parlando ai microfoni della radio Onda Cero.

Intanto, l’opposizione interna a Sánchez ha ripreso ad attaccare il premier sul tema. “Chiedo all’Algeria di non far pagare gli effetti di una politica internazionale internazionale al popolo spagnolo, che non ha alcuna responsabilità”, ha dichiarato il leader del PP Alberto Núñez Feijóo. Proprio ieri, Sánchez aveva difeso in Parlamento la propria decisione, affermando che la svolta pro-Rabat stava già dando “risultati”.

Redazione Madrid