Voto alle porte in Andalusia: Moreno, maggioranza assoluta ‘improbabile’

Juanma Moreno

MADRID — Conto alla rovescia già partito in Andalusia per le regionali di domenica: la campagna elettorale è infatti in chiusura, con gli ultimi comizi previsti per la serata di oggi. E cresce l’attesa per sapere chi sceglieranno gli elettori come nuovo governatore.

Il grande favorito dai sondaggi, in realtà, è proprio il numero uno regionale uscente, il popolare Juanma Moreno. Poco dopo aver indetto lui stesso elezioni anticipate, lo scorso aprile, il leader del centro-destra andaluso aveva detto di aspirare a “governare in solitaria”, per non dover “dipendere da nessuno”. Ora, a poche ore dall’appuntamento con le urne, si dichiara sempre “ragionevolmente ottimista”, pur vedendo il raggiungimento della maggioranza assoluta (55 seggi) “molto improbabile”. Così lo ha detto in interviste pubblicate oggi da EFE ed El Mundo.

Gli ultimi pronostici mostrano il Partito Popolare (PP) di Moreno vicino alla maggioranza assoluta, con una distanza dall’obiettivo tuttavia variabile a seconda del caso: da 15 a 2 seggi. Una forbice decisiva per capire quanto il governatore uscente dovrebbe poter dipendere dall’estrema destra di Vox, data anch’essa in crescita rispetto ai 12 parlamentari regionali assegnatile attualmente.

Ciò che preoccupa di più Moreno è la possibilità che alcuni dei suoi potenziali elettori si astengano. “Quest’ondata di caldo insolita ha aumentato la voglia di andare al mare. Ed è vero che questo può far sì che una parte dei nostri elettori smetta di votare per noi”; ha affermato a El Mundo. “Ci sono due combinazioni che non mi piacciono. Il primo, l’eccessivo ottimismo da parte dei nostri elettori. La seconda, la voglia di spiaggia. Questa combinazione può portare un partito a non votare”.

Proprio su questo il popolare crede di potersi giocare uno degli aspetti chiave di questa tornata elettorale: dopo aver trascorso tutta la campagna elettorale a lanciare appelli all’Andalusia “moderata, serena e tranquilla”, senza un sostegno sufficiente dei suoi potrebbe vedersi obbligato a scendere a patti con Vox, un partito radicale. “Se avrà bisogno anche solo di un seggio o un’astensione, non sarà presidente senza Vox nel governo”, gli ha detto lunedì in tv Macarena Olona, la candidata dell’estrema destra. Moreno ha evitato una presa di posizione netta.

Dall’altra parte, a giocarsi molto è anche il Partito Socialista (PSOE) del premier Pedro Sánchez, formazione che in Andalusia ha dominato politicamente per decenni ma che nel 2018 si è vista sottrarre il governo proprio dai popolari. Se, come prevedono i sondaggi, Juan Espadas — il candidato sostenuto dal primo ministro — non otterrà un buon risultato, dopo gli effetti dell’altissima inflazione e i malumori di diversi partner parlamentari abituali si aggiungerà una nuova insidia pe la stabilità del governo. La strategia dei socialisti è passata per rivolgere appelli a un’ampia mobilitazione dell’estesa base elettorale che tradizionalmente ha sostenuto il PSOE.

Nel caso degli altri partiti in lizza, le elezioni andaluse assumono significati diversi: per i liberali di Ciudadanos, che nell’ultima legislatura hanno governato in coalizione con il PP, si tratta quasi di un’ultima spiaggia per non sprofondare definitivamente nell’irrilevanza politica, dopo diverse batoste elettorali in altri territori.

Per la coalizione di sinistra Por Andalucía, formata da partiti come Podemos e Izquierda Unidas, può essere invece uno spartiacque per capire se le tensioni tra le diverse anime che la compongono potranno considerarsi abbastanza ricomposte da garantire un futuro di comune sintonia, magari in sostegno della vicepremier Yolanda Díaz, pronta a lanciare un nuovo progetto politico. Senza dimenticare il ruolo che potrà ricoprire Adelante Andalucía, formazione regionalista di sinistra guidata dalla scissionista di Podemos Teresa Rodríguez.

Redazione Madrid