Andalusia, Moreno Bonilla governerà in “solitario”

MADRID – Oltre ogni previsione. Il Partito Popolare, o meglio, Juanma Moreno Bonilla ha vinto le elezioni regionali in Andalusia ottenendo la maggioranza assoluta. Con oltre il 98 per cento dei voti scrutati, quindi con un risultato ormai irreversibile, il Partito Popolare ha ottenuto 58 scranni. Per governare “in solitario” ne erano necessari 55.
Dal canto suo, il Psoe, avendo ottenuto 30 deputati, è riuscito a limitare i danni pur ottenendo il peggior risultato della sua storia in Andalusia. I prossimi mesi, comunque, dovranno essere di profonda autocritica se vorrà affrontare a maggio le prossime elezioni regionali (ad eccezione di Andalusia, Catalogna, Galizia e Paese Basco) e municipali e, a novembre, le “generali” con probabilità di trionfo. Con 30 deputati,  i socialisti possono considerarsi soddisfatti. Ma la sconfitta subita è comunque scottante. Andalusia era un bastione socialista, un feudo del Psoe. Gli è stato strappato dal PP. Al Psoe non resta che raccogliere i gocci e ricomporli per aspirare ad essere nuovamente la prima forza politica della regione.

Macarena Olona, candidata di Vox

Una doccia d’acqua fredda. Il grande sconfitto di questa tornata elettorale è stato senz’altro Vox. La formazione di estrema destra aspirava ad almeno una ventina di deputati. Ne ha ottenuti 14. Non c’è stato un “effetto Olona”. Stando agli esperti, sono almeno due le letture possibili dei risultati. In primo luogo, gli elettori della Comunità Autonoma più popolata della Spagna non si sarebbero sentiti rappresentati da Macarena Olona. E poi non avrebbero digerito che fosse Madrid ad imporre la candidata. L’estrema destra, quindi, frena. E, in Andalusia, non cresce.
Andalusia conferma la debacle di “Ciudadanos”. La formazione arancione che nel 2018 era stata sul punto di trasformarsi nel maggiore partito di opposizione, è oggi pressoché inesistente. Soprattutto, irrilevante. Andalusia rappresentava l’ultima spiaggia. I suoi voti sono andati al Partito Popolare. Juan Marín, una volta sicuro dei risultati, ha riconosciuto la scottante sconfitta, asunto ogni responsabilità e presentato le dimissioni da ogni incarico nel partito.

Juan Espada, candidato del Psoe

Anche per i movimenti a sinistra del Psoe, le elezioni di Andalusia hanno rappresentato un boccone amaro, difficile da mandar giù. “Por Andalusia” e “Adelante Andalusia” hanno ottenuto 10 deputati in meno. L’elettorato, a quanto pare, ha castigato una sinistra che non è riuscita a trovare un accordo per presentarsi in coalizione. “Por Andalucía”, la coalizione alla quale hanno aderito Más País, Izquierda Unida, Podemos, Equo, Iniciativa del Pueblo Andaluz e Alianza Verde, ha ottenuto solo 5 deputati. “Adelante Andalucía”, la formazione di Teresa Rodríguez, appena due. Anche in questo caso, sarà necessaria una profonda autocritica. Presentandosi uniti forse i risultati sarebbero stati altri.
Mentre le urne sancivano il trionfo indiscusso del popolare Juanma Moreno Bonilla, i simpatizzanti del PP cominciavano a considerare il presidente “in pectore” come il “barón de Barones”. Il riferimento indiretto era ovviamente alla presidentessa della Comunidad de Madrid, Isabel Díaz Ayuso. Infatti, Moreno Bonilla governerà forte di una “maggioranza assoluta” che gli permetterà di non essere sottomesso ai condizionamenti di Vox; Díaz Ayuso governa con una “maggioranza relativa” e sempre soggetta alle pressioni, quando non ai ricatti, dell’estrema destra.
Dopo i risultati di Andalusia, il PP cercherà di mettere all’angolo il governo di Pedro Sánchez. A Genova (sede centrale dei popolari) si considera che dopo le ultime elezioni la mappa politica spagnola è cambiata. Si ritiene che gli spagnoli abbiano dato le spalle al Psoe e che difficilmente il governo potrà concludere la legislatura. È una lettura che ovviamente i socialisti non condividono. Comunque, sia nella sede del PP, a Génova, sia in quella del Psoe, a Ferraz, si ritiene che si avvicina un “autunno caldo” e che i prossimi mesi saranno determinanti per la sopravvivenza del Governo.

Redazione Madrid