Lo sfogo di Draghi su armi e sanzioni: “Io sto con Ucraina”

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, rende le Comunicazioni alla Camera dei Deputati in vista del Consiglio europeo del 23-24.
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, rende le Comunicazioni alla Camera dei Deputati in vista del Consiglio europeo del 23-24. Roma, 22/06/2022. (Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio)

ROMA. – Il premier Mario Draghi torna alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo e nell’intervento di replica spiega, in un vibrante intervento fatto a braccio, “la fondamentale differenza” tra chi è convinto, come lui, che sia necessario sostenere la difesa di Kiev e chi ritiene che non lo sia.

Ci sono “due punti di vista – dice il presidente del Consiglio -. In base al primo, il mio, l’Ucraina si deve difendere, e le sanzioni, l’invio di armi, servono a questo. L’altro punto di vista è diverso: ‘l’Ucraina non si deve difendere, non dobbiamo fare sanzioni, non dobbiamo mandare armi, perché la Russia è troppo forte, lasciamo che entri, che l’Ucraina si sottometta – si accalora -, dopotutto cosa vogliono questi?'”.

Un passaggio interrotto per ben due volte dagli applausi dei deputati e poi rimbalzato sui social. Accanto al premier siede il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che sorride e applaude. La colpa della “tragedia umanitaria che sta per abbattersi su coloro che hanno meno di tutti al mondo”, non è delle sanzioni e dell’Europa, “no, la colpa è della Russia che ha dichiarato guerra all’Ucraina”, incalza il capo del governo.

Che poi fa una considerazione di carattere personale: “L’unità è essenziale in questo momento perché ci sono decisioni molto difficili da prendere. Alcune di queste decisioni, soprattutto quando vedono l’Italia, anche se indirettamente, coinvolta in una situazione di guerra, sono importanti, complesse profonde, hanno risvolti morali molto complicati. Il vostro sostegno è fondamentale e vi ringrazio”.

Draghi, dopo l’appoggio del Senato, incassa il via libera anche della Camera alla risoluzione di maggioranza in vista del Consiglio Ue: 410 voti a favore, 29 contrari e 34 astenuti. Passa, con 47 voti a favore e 388 astenuti, in un clima di apertura al confronto,anche la risoluzione di Fdi che impegna il governo, tra le altre cose, “a promuovere l’istituzione di un apposito fondo volto a compensare i danni economici subiti dai singoli stati”; “a sollecitare la necessità di fissare un tetto al prezzo dei prodotti energetici nell’ambito dell’Unione”.

Durante la seduta il premier ribadisce che l’Italia cerca la pace “fin dall’inizio. Ma oggi una parte (Mosca, ndr) sta continuando la guerra e cercando posizioni di vantaggio all’interno dell’Ucraina per parlare poi di pace. L’altra parte (Kiev, ndr) chiede prima” ai russi “di andarsene” dal proprio territorio. Sono due posizioni inconciliabili”.

Draghi, quindi ringrazia i deputati del sostegno, ma anche alcune “voci dissonanti” che “effettivamente ci stimolano a riflettere su alcuni punti. Le sanzioni sono efficaci? Io ripeto quello che tutte le organizzazioni internazionali mi dicono e ho la sensazione da tutti i dati che diventeranno ancora più efficaci quest’estate”. “La questione dei concimi? Ho sollevato questo punto tre mesi e mezzo fa con la Commissione europea e sto aspettando risposta, questo è il punto e lo solleverò ancora nel prossimo consiglio europeo”.

(di Paola Lo Mele/ANSA)