Riconciliazione Ankara-Riad, bin Salman vola da Erdogan

Primo piano dell'estinto Jamal Khashoggi con la kefiah in testa.
Il giornalista ex direttore del giornale saudita Al-Watan, Jamal Khashoggi, ucciso da un commando saudita. EPA/ALI HAIDER

ISTANBUL. – Turchia e Arabia Saudita ritrovano la loro “fratellanza storica”. Questo il termine utilizzato nel comunicato congiunto dopo la visita ad Ankara del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (Mbs) che ha inaugurato la “nuova era” nei rapporti tra i due Paesi già evocata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan nella sua visita a Riad lo scorso aprile.

“Durante i colloqui, è stata sottolineata la determinazione ad inaugurare un nuovo periodo di cooperazione nei rapporti bilaterali a livello politico, economico, militare e riguardo alla sicurezza” si legge nella dichiarazione congiunta dopo la breve visita – poche ore – di Mbs ad Ankara. Come aveva fatto sapere un funzionario turco, l’incontro di oggi aveva l’obiettivo di “ristabilire i rapporti che esistevano prima della crisi” che si è consumata negli ultimi anni portando alla diminuzione dell’interscambio economico tra i due Paesi – che fino al 2019 si attestava sui 5 miliardi di dollari all’anno – e arrivare alla “piena normalizzazione” rimuovendo vari limiti al commercio che erano stati reciprocamente imposti.

Tante le questioni che hanno diviso Ankara e Riad in anni recenti, a partire dall’opposizione saudita alla fratellanza musulmana in Egitto, sostenuta invece da Erdogan, fino all’embargo imposto da vari Paesi del Golfo, tra cui l’Arabia Saudita, al Qatar nel 2017, che venne criticato dalla Turchia.

Il punto di rottura più profondo è stato però toccato nel 2018 dopo l’omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi nel Consolato di Riad a Istanbul. La visita di oggi chiude definitivamente quella crisi. All’epoca, Erdogan criticò duramente il principe ereditario saudita per l’accaduto mentre un’inchiesta turca – e anche una della Cia – rilevò responsabilità di Mbs nell’omicidio.

“In Turchia – ha detto all’ANSA Hatice Cengiz, fidanzata turca di Jamal Khashoggi, commentando la visita di Mbs ad Ankara – subito il governo ha scelto di stare dalla parte della giustizia, ma poi ha cambiato idea. È una vergogna che non abbiano scelto la giustizia e i diritti umani perché sarebbe potuto essere un messaggio molto importante. Purtroppo hanno deciso di non andare oltre”.

“Vedere Mohammad bin Salman visitare questo Paese è straziante perché è la legittimazione politica che gli è stata data a mettere le persone in grande pericolo. Mi sento particolarmente sconvolta e triste” ha aggiunto la ricercatrice turca 39enne che recentemente aveva contestato la magistratura di Ankara per la decisione di chiudere e trasferire a Riad il processo in Turchia sull’omicidio di Khashoggi, dove erano imputati in contumacia 26 cittadini sauditi, tra cui alcuni vicini a Mbs.

(di Filippo Cicciù/ANSA).