Feijóo sulle misure anti-crisi: “Non servono fuochi d’artificio, ma risposte costanti ai problemi”

Alberto Núñez Feijóo

MADRID — La Spagna “non ha bisogno” di “fuochi artificiali”, ma di “risposte costanti ai problemi della gente”: è questo uno dei messaggi con cui il Partito Popolare spagnolo replica al governo di Pedro Sánchez sulle nuove misure anti-inflazione, come un bonus diretto da 200 euro per famiglie in difficoltà, approvate sabato in Consiglio dei ministri. Perché, dice il leader dell’opposizione Alberto Feijóo, l’attuale “tripartito” al governo agisce solo “in base ai risultati elettorali” che ottiene, mentre il Paese ha necessità di “compensazioni di spesa pubblica improduttiva” e non solo di misure adottate “in via straordinaria”.

Il presidente del PP ha espresso questi concetti intervenendo oggi in un evento organizzato dal giornale ‘La Razón’. Ma la posizione del suo partito sul nuovo pacchetto anti-crisi è già nota da alcuni giorni. Uno dei principali rimproveri al governo è di essere intervenuto “tardi” mentre l’inflazione continua a salire, considerando tardi proposte già avanzate dai popolari come la riduzione di tasse (il pacchetto include un abbassamento dell’Iva sull’elettricità dal 10% al 5%).

Ma le critiche vanno oltre. “Il decreto lascia fuori le classi medie spagnole, non ci sono misure per chi guadagna meno di 40.000 euro, non ci sono riduzioni dell’IRPEF come avevamo chiesto noi, né provvedimenti strutturali”, ha sostenuto per esempio l’euro-deputato Esteban González-Pons.

Sei giorni prima dell’approvazione del nuovo pacchetto, i partiti di centro-sinistra e sinistra hanno subito una dura sconfitta in un territorio tradizionalmente affine, l’Andalusia, dove il PP ha stravinto ottenendo la maggioranza assoluta. “In fondo, ciò che è stato castigato dagli elettori in Andalusia”, ha detto Feijóo, “è che non si sa in cosa si trovino d’accordo i membri del governo, se non nella volontà di resistere costi quel che costi”, ha affermato.

Presentando le nuove misure, Sánchez ha insistito su argomenti come quello secondo cui per il governo è prioritario “proteggere le classi medie e lavoratrici del Paese”. Va anche ricordato che un primo pacchetto, approvato lo scorso marzo a poche settimane dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, aveva come scadenza il 30 giugno.

Con l’ultima mossa, il governo ha così prorogato misure lì contenute, come uno sconto di 20 centesimi di euro al litro sui carburanti, aggiungendone di nuove, ad esempio una riduzione al 50% degli abbonamenti a mezzi di trasporto pubblici gestiti dallo Stato.

Il pacchetto, secondo Sánchez, permetterà di contenere l’inflazione di circa 3,5 punti e costerà ai conti pubblici 9 miliardi di euro. Oggi, l’Autorità Indipendente di Responsabilità Fiscale ha indicato che le misure comporteranno un aumento di mezzo punto del deficit, che ora passerà a rappresentare il 4,7% del PIL, segnalano media iberici.

Redazione Madrid