Lavoro: battuta d’arresto a maggio, meno 49mila occupati

Una manifestazione di disoccupati in un'immagine d'archivio.
Una manifestazione di disoccupati in un'immagine d'archivio. ANSA CLAUDIO PERI

ROMA. – C’è meno lavoro. Per la prima volta dopo tre mesi, gli occupati diminuiscono e sono 49 mila in meno a maggio rispetto ad aprile, secondo i dati dell’Istat.

Il calo è dello 0,2%. Si riducono anche i disoccupati che cercano attivamente un posto, mentre aumentano gli inattivi. Così il tasso di disoccupazione cala di un decimo di punto, fino all’8,1%, mentre quello di inattività sale al 34,8%.

A risentire della frenata è soprattutto il lavoro stabile, che perde in un mese 96 mila occupati permanenti. I lavoratori autonomi e soprattutto quelli con contratti a termine, invece, continuano a crescere e questi ultimi segnano un nuovo record storico. I dipendenti precari sono oltre un 3 milioni 170 mila, il valore più alto dal 1977 e nell’ultimo anno sono cresciuti a un ritmo oltre dieci volte superiore ai colleghi stabili.

Tra le fasce di età, risultano in espansione soltanto gli occupati più anziani, quelli ultracinquantenni, e quelli più giovani, gli under 25, che vedono pure un calo della disoccupazione molto superiore alla media (2,1 punti nell’anno).
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Anche così i ragazzi di 15-24 anni rimangono di gran lunga la parte della popolazione con il tasso di persone in cerca di lavoro più elevato: è al 20,5%, oltre il doppio della media nazionale.

Nel confronto con maggio 2021, gli occupati risultano superiori di 463 mila unità e il tasso di occupazione resta “prossimo ai valori record registrati nei mesi precedenti”, sottolinea l’Istat.

Il tasso di occupazione complessiva è infatti il 59,8%, con il consueto divario di genere che, nell’ultimo anno, si è addirittura allargato: per gli uomini il tasso di occupazione è infatti al 69% (1,9 punti più elevato di un anno fa) e per le donne al 50,7% (+1,6).

Dalle serie storiche emerge anche che il tasso di disoccupazione è il più basso da circa 11 anni, a partire da aprile 2011, escludendo i mesi del lockdown duro di marzo e aprile 2020, quando molte persone avevano rinunciato a cercare lavoro. Il tasso di inattività, invece, si colloca leggermente sopra i livelli pre-pandemici.

Secondo la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, il mercato del lavoro “è un’altalena continua” e “deve fare un passo, di qualità”. “Non basta dire ci pensa il Pnrr a creare occupazione, ad aiutare giovani e donne ad inserirsi nel mondo del lavoro”, dice Veronese e chiede alla politica che “argini il precariato incentivando buona e stabile occupazione”.

(di Chiara Munafò/ANSA).