Draghi: “M5s fondamentali, per me c’è solo questo governo”

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, in una conferenza stampa. (Ufficio stampa Presidenza del Consiglio)

ROMA. – Il governo ad oggi “non rischia”. Ma “non si fa senza i 5 Stelle”. Il premier si presenta in sala stampa al termine di due giorni roventi per la politica. A stemperare il clima, a minimizzare sia il suo rientro da Madrid prima della fine del vertice Nato sia le polemiche attorno a sue frasi, smentite, sul suo predecessore a Palazzo Chigi. Ma invia agli azionisti della sua maggioranza un messaggio chiaro: i 5S sono “fondamentali” e non ci si può “accontentare” di un appoggio esterno né di qualunque altra geometria politica.

Non ci sono, insomma, alternative a questo governo, perlomeno con Mario Draghi alla guida. Nè ipotesi di rimpasti, peraltro mai richiesti dai partiti. L’impegno a proseguire l’esperienza a capo dell’esecutivo, il presidente del Consiglio l’aveva ribadita poche ore prima a Sergio Mattarella. Salito al Quirinale nel primo mattino, Draghi ha illustrato al presidente della Repubblica gli esiti dei summit di Bruxelles, Elmau e Madrid dell’ultima settimana. E ha garantito al Capo dello Stato il suo impegno a patto che i partiti continuino a sostenerlo nella formazione attuale.

Un punto sui vertici Draghi lo aveva presentato anche in Cdm ai ministri. Nessun accenno, invece alle tensioni politiche né strigliate, come accaduto in passato. Anzi, come ha ripetuto anche davanti ai giornalisti, i vertici hanno fatto registrare “risultati importanti” per l’Italia anche “per merito di questa maggioranza di saper prendere decisioni con generosità”. L’Italia “come bussola”, indica il premier, sottolineando che per lui ma, è convinto, anche per le forze politiche, resta “preminente” l’interesse degli italiani”.

Il premier spende, come mai prima, parole di apprezzamento per il Movimento: “Ha dato contributi importanti all’azione di governo”, ne ha segnato la “vocazione ambientale” e ne è parte “fondamentale”. L’esecutivo, insomma, è “nato con loro” e non si può accontentare dell’appoggio esterno, è il suo ragionamento, perché “valuta troppo il contributo dei 5 Stelle”.

Parole che probabilmente non basteranno ad archiviare la frizione con Giuseppe Conte. Un incontro con il leader M5s non sarebbe ancora in agenda, ma si potrebbe tenere nei prossimi giorni, forse a inizio della prossima settimana. “L’ho sentito, ci siamo scambiati dei messaggi”, spiega il presidente del Consiglio. E Conte “ha confermato che non è intenzionato ad uscire dal governo e a dare l’appoggio esterno”, riferisce Draghi.

Il premier si dice poi “completamente estraneo” alla vicenda che ha fatto esplodere la rabbia del leader M5s di un suo colloquio con Beppe Grillo e la richiesta di rimuovere l’ex capo del governo dalla guida dei pentastellati. “Non ho mai pensato di entrare nelle questioni interne di un partito”, scandisce, chiarendo: non ho “mai fatto le dichiarazioni che mi sono state attribuite sui 5 Stelle”. E se ci sono “riscontri oggettivi, come mi dicono, vediamoli…”, dice con fermezza, perché “io non li trovo”.

Draghi ridimensiona anche lo scontro in atto tra altre parti della sua maggioranza, sulla cannabis così come sullo Ius Scholae. Mentre Pd e M5s da un lato e centrodestra dall’altro, si sfidano sulla cittadinanza per i minori stranieri e sulla coltivazione delle piantine di marijuana, con la Lega che chiama in causa proprio la tenuta del governo, Draghi rimanda la palla nel campo parlamentare convinto che “queste diversità di vedute non portano difficoltà al governo”. Che in ogni caso, ricorda, “non ha mai preso posizioni” sulle iniziative delle Camere.

L’esecutivo, ribadisce ancora una volta,è lì “per fare”. E la lista delle “sfide” ancora da affrontare è lunga, dal Pnrr alla siccità, alla guerra e il suo impatto sul potere di acquisto dei cittadini e sulla competitività delle imprese. Avanti quindi con il sostegno all’Ucraina – anche con invii di nuove armi se necessario – così come sulle azioni per rendersi indipendenti dal gas russo, comprese le valutazioni sul potenziamento della produzione nazionale.

E avanti con gli interventi economici per proteggere famiglie e imprese, con “nuovi interventi” già “probabilmente a luglio, dopo i 3 miliardi stanziati con il secondo passaggio in Cdm per contenere le bollette anche nel terzo trimestre. E in prospettiva anche con un intervento sul cuneo fiscale. “Il momento sarà probabilmente la legge di bilancio”, prevede Draghi, assicurando che entro le prossime due settimane saranno convocate le parti sociali per valutare insieme “gli strumenti” adatti.

(di Silvia Gasparetto/ANSA)