Sánchez, ‘spese militari al 2% del PIL entro il 2029’. Ma la maggioranza si divide

Carro armato ucraino sulla linea di frontiera a Soledar, Donetsk
Carro armato ucraino sulla linea di frontiera a Soledar, Donetsk. (Photo by Anatolii STEPANOV / AFP)

MADRID — Aumentare le spese militari al 2% del PIL entro il 2029. È questo l’obiettivo fissato al termine del vertice NATO di Madrid dal premier spagnolo Pedro Sánchez per rispettare gli impegni assunti dal Paese iberico con gli altri alleati, in un contesto di una corsa al riarmo mentre crescono le tensioni internazionali. Ma la strada, come in molti altri casi nel corso di questa legislatura, non appare già spianata per il premier: nel Parlamento ci sono infatti voci discordanti, prima fra tutte quella dei partner di coalizione di Unidas Podemos.

“Desidero che su questa proposta ci sia un accordo nazionale, per difendere e garantire ciò che è stato messo in discussione e a rischio dalla guerra di Putin in Ucraina”, diceva ieri Sánchez nella conferenza stampa conclusiva del vertice NATO. Appuntamento che, tra l’altro, il premier spagnolo ha sfruttato anche come grande opportunità per dare slancio alla propria figura internazionale in una vetrina d’eccellenza.

Dal summit sono emerse del resto forti convinzioni sulla necessità di investire di più in difesa per aggiornare la capacità di azione bellica in un mondo segnato da conflitti gravissimi come quello in Ucraina. Una situazione descritta in termini eloquenti dalla ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles. “Non siamo in una realtà di fiori e pace, siamo in una realtà molto dura, nella quale muore moltissima gente”, ha dichiarato oggi a La Sexta, in risposta alle voci politiche interne critiche sulla necessità di aumentare le spese militari.

Le divergenze parlamentari in materia sono tuttavia altrettanto chiare. Proprio mentre concludeva il summit della NATO, il Congresso dei deputati ha infatti approvato una richiesta al governo di aumentare la spesa militare, ma per l’ok sono stati necessari i voti del Partito Popolare (opposizione), mentre tutti i partner parlamentari abituali di Sánchez di sinistra hanno votato contro.

“Abbiamo bisogno di più investimenti in sanità, istruzione e assistenza delle persone fragili, non in armi e carri armati”, ha dichiarato a cronisti da New York, dove sta realizzando un viaggio, la ministra delle Pari opportunità ed esponente di Unidas Podemos Irene Montero.

Come già successo diverse volte da quando la coalizione tra socialisti e il partito di Montero governa, Sánchez e i suoi potrebbero aver bisogno di negoziati per mantenere la maggioranza compatta. Un aiuto, forse, potrebbe arrivare da figure disposte a maggior flessibilità in materia. Oggi, ad esprimersi in tal senso è stato il ministro dell’Università Joan Subirats, anche lui scelto da Unidas Podemos. “Accettare i costi di ciò che una politica di difesa implica, se i rischi e le minacce aumentano, può essere giustificato”, ha affermato in un’intervista concessa a Rtve. “Quello che non so è se dovrebbe essere esattamente del 2% o meno”, ha aggiunto.

Redazione Madrid