Spagna -Sánchez, tasse extra a grandi società e più aiuti alle famiglie contro l’inflazione

Pedro Sànchez

MADRID — “Imposte straordinarie” alle “grandi società” energetiche e finanziarie e abbonamenti ai treni locali e a media-distanza “rimborsati al 100%”. Più edilizia popolare di proprietà pubblica e più borse di studio per studenti di famiglie a basso reddito. Sono questi i principali nuovi ingredienti della ricetta proposta dal premier Pedro Sánchez per proteggere “chi ha più bisogno di aiuto da parte dei poteri pubblici” di fronte all’impatto dell’altissima inflazione. Misure che si aggiungono al pacchetto già annunciato a fine giugno, come un bonus da 200 euro per persone con redditi familiari inferiori ai 14.000 euro annui o la riduzione dal 10% al 5% dell’IVA sull’elettricità.

Erano questi, quindi, i provvedimenti “ambiziosi” e “di peso” a cui faceva riferimento ieri il governo (senza dare ulteriori dettagli), alla vigilia dell’inizio del dibattito parlamentare sullo ‘stato della nazione’. Un appuntamento politico che non andava in scena da sette anni e a cui oggi Sánchez ha dato il via parlando proprio dell’inflazione come la “grande sfida” attuale del Paese.

Nel corso del suo discorso, Sánchez ha offerto una diagnosi della situazione di forte pressione attualmente in atto su economia, imprese e famiglie, dovuta in gran parte, secondo il governo, alle conseguenze su scala internazionale della pandemia di Covid e della guerra in Ucraina. “Non permetteremo che ci siano società o individui che approfittino della crisi per ammassare maggiori ricchezze, a spese della maggioranza”, ha detto il premier in un passaggio del suo intervento.

Dopo settimane difficili per il governo, tra un’inflazione a livelli senza precedenti da decenni, le diffidenze di partner parlamentari chiave come gli indipendentisti catalani e le tensioni con i soci di coalizione di Unidas Podemos, il premier ha ammesso all’inizio del suo intervento che le circostanze attuali non sono facili: nel caso in cui il presidente russo Vladimir Putin decidesse di “chiudere il rubinetto del gas”, ha avvertito, bisognerà “adottare misure di risparmio energetico”. Non tanto per la dipendenza diretta della Spagna da questa fonte energetica, ha aggiunto, ma per “solidarietà” con alleati europei che hanno le mani più legate in questo senso.

Quali potrebbero essere queste misure di risparmio? “Incrementare lo smart-working, incentivare i trasporti pubblici, abbassare un po’ la temperatura del riscaldamento o alzarla nell’aria condizionata”, sono state le indicazioni date da Sánchez. “Non si tratta di nulla che vada a stravolgere il nostro modo di vivere, bensì di azioni che ci permettano di difendere i nostri valori e il nostro stile di vita quando questi vengono attaccati”.

Forse anche in quest’ottica si può interpretare la misura annunciata dal premier che permetterà, dal 1 settembre al 31 dicembre, di ottenere un rimborso del 100% sugli abbonamenti multi-viaggio per i treni di Cercanías, Rodalies e medi-distanza di Renfe. Una misura sociale a cui Madrid conta di aggiungere lo sblocco di un’operazione urbanistica nella capitale che dovrebbe consentire di costruire 12.000 case, di cui “il 60% sarà di proprietà pubblica” e di fornire un aiuto da 100 euro al mese per studenti over 16 che già usufruiscono di borse di studio.

A questi provvedimenti verranno poi aggiunte le “imposte straordinarie” sui profitti extra di grandi società energetiche e finanziarie, da cui Madrid punta a ricavare 7 miliardi di euro tra 2023 e 2024, secondo il premier.

Nel corso dell’ora e mezza di durata del suo discorso introduttivo, Sánchez non ha poi risparmiato attacchi al Partito Popolare: dall’accusa di utilizzare toni “catastrofisti” riguardo al futuro economico del Paese a quella di offrire soluzioni “falsamente miracolose” per affrontare la crisi in arrivo o di promuovere “borse di studio per ricchi” (in riferimento a una discussa proposta dalla governatrice di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, pensata per famiglie con redditi fino a 107.000 euro).

Alle misure annunciate da Sánchez, valutate positivamente dai partner di Unidas Podemos, la portavoce popolare Cuca Gamarra ha replicato: “Il premier ha fatto un discorso offensivo, perché chiede sforzi agli spagnoli mentre non è disposto a farne nessuno”.

F.R./Redazione Madrid