Zuppi (Cei): “La caduta del governo penalizza i poveri”

(ANSA) – ROMA, 24 LUG – Il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) Matteo Maria Zuppi si sofferma con La Stampa sul passaggio delicato che sta attraversando il Paese tra la caduta del governo e i rischi di una crisi sociale. “Le misure contro fragilità e diseguaglianze sono urgenti, e invece rischiano di essere ancora rimandate, dato che i processi decisionali saranno di fatto paralizzati almeno fino all’autunno”, afferma l’arcivescovo di Bologna. “La crisi di governo – aggiunge – rischia di bloccare gli aiuti economici in arrivo con il Pnrr”, che è “un’ opportunità unica per ricostruire tanti pezzi della nostra Nazione” e che “guarda al futuro”.

In Italia, ricorda il cardinale, “ci sono quasi 6 milioni di persone in povertà, una su dieci” e “tutti temono l’onda lunga della crisi in autunno”, rileva Zuppi, che dichiara: “Non possiamo, come rispetto al Covid, sperare solo che andrà tutto bene”. “Dobbiamo attrezzarci alle necessità che esploderanno”. La solidarietà “è offuscata dall’egoismo”, riflette il numero uno della Cei, ma da questa situazione “da soli non si esce”. E “non basta allungare qualche aiuto – denuncia -: dobbiamo dare stabilità, a iniziare dal lavoro e dalla casa”.

Zuppi si sofferma in particolare sul lavoro precario. “L’ occupazione oggi è mortificata e svilita dalla precarietà”, accusa. Un problema che, insieme alla sicurezza sul lavoro e all’ uguaglianza salariale, impone “decisioni chiare e una incisiva collaborazione con le parti sociali e con l’Europa”. Per i leader politici, allora, “è il tempo di scelte non opportunistiche”. Serve “una aspirazione alla compattezza capace di mettere da parte posizioni polarizzate che sono un grande inganno”. (ANSA).