Battuta di Anzaldo su Meloni, scoppia il caso al Tg1

Lo studio del Tg1.
Lo studio del Tg1.

ROMA. – Le chance di catturare l’attenzione degli elettori e di convincerli a votare nella prima campagna elettorale estiva sono ridotte rispetto al passato e, anche per questo, i partiti sono già sul piede di guerra di fronte a ogni possibile intervento sgradito in tv. E’ così che una battuta di Elisa Anzaldo su Giorgia Meloni provoca le ire di Fratelli d’Italia e della Lega e il richiamo della direttrice Monica Maggioni alla sua redazione.

Clima già teso a pochi giorni dall’entrata in vigore dei regolamenti sulla par condicio appena varati da Agcom e Commissione di Vigilanza. A scatenare la prima polemica televisiva agostana la rassegna stampa mattutina del Tg1, che già aveva messo in subbuglio la redazione per via del rifiuto di alcuni giornalisti a condurla.

In studio c’era il condirettore del Corriere dello Sport, Alessandro Barbano, che ha commentato la notizia, riportata dai quotidiani, relativa al fatto che Giorgia Meloni sarebbe passata da essere tifosa laziale a tifosa romanista. “Se peccato è – ha detto il giornalista -, in questo caso non è il peggiore di Giorgia Meloni”. Frase che la conduttrice, Elisa Anzaldo, ha commentato, sorridendo: “ce ne sono tanti altri”.

Pronta la reazione della Lega che chiede alla Rai l’immediata sospensione di Anzaldo dalla partecipazione ai programmi “dopo lo spettacolo indecente visto stamane”. “La vicenda di Anzaldo è il primo simbolo dello spostamento a sinistra dei contenuti informativi della Rai che prevedrà un massacro della par condicio e del pluralismo”, afferma Federico Mollicone di Fdi, che chiede l’anticipo dell’entrata in vigore dei regolamenti sulla par condicio che saranno operativi dal 10 agosto. Anche Forza Italia parla di “un inizio di campagna elettorale decisamente non equilibrato”.

Nel mirino nel centrodestra anche le possibili nomine dei vicedirettori dei tg, anche del Tg1, dopo i job posting aziendali, che sarebbero, a suo dire, troppo orientate a sinistra. “La destra di Salvini-Meloni-Berlusconi torna ad agitare il manganello contro il servizio pubblico e la sua autonomia”, replica Andrea Romano del Pd. Nel pomeriggio il richiamo della Maggioni in una lettera alla redazione.

“Siamo nel mezzo di una campagna elettorale estremamente complessa che richiede il massimo della nostra concentrazione e professionalità – scrive -. Il nostro dovere è quello di andare in onda restituendo ai nostri spettatori il senso di sobrietà e di totale equilibrio proprio del servizio pubblico”. A seguire sono arrivate le scuse della Anzaldo. “Nelle mie intenzioni parlavo ancora di calcio – spiega -. Poiché il tono è stato avvertito come improprio, me ne scuso”.

Proprio oggi l’Agcom ha approvato il regolamento sulla par condicio, dopo l’ok della Commissione di Vigilanza arrivato ieri. Il regolamento prevede, per la prima volta per le elezioni politiche, dopo l’esordio nella campagna per le europee del 2019, che le piattaforme per la condivisione dei video siano tenute ad assumere ogni utile iniziativa volta ad assicurare il rispetto dei principi di tutela del pluralismo, della libertà di espressione, dell’imparzialità, indipendenza e obiettività dell’informazione nonché ad adottare misure di contrasto ai fenomeni di disinformazione.

(di Michele Cassano/ANSA)