Elezioni: partono le autocandidature 5s, Conte sente Di Battista

Roberto Fico, Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio in una foto d'archivio.
In una foto del 2018 Luigi Di Maio, Roberto Fico e Alessandro Di Battista. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA. – Da venerdì a lunedì, gli iscritti al M5s possono farsi avanti per provare a entrare nelle liste. Il regolamento per le autocandidature dovrebbe essere il primo passo per le parlamentarie, lo ha confermato anche Giuseppe Conte in mattinata: “Dobbiamo assolutamente farle, è un passaggio che rientra nella democrazia diretta”.

Ma nel testo, approvato dal Comitato di garanzia e pubblicato nel pomeriggio, non c’è un riferimento esplicito, come era invece nel regolamento per le elezioni del 2018, in cui si prevedeva che la lista finale fosse “pubblicata sulla Piattaforma Rousseau per essere sottoposta alla consultazione in Rete”. Questa volta sul sito del Movimento si specifica che è “fatta salva la facoltà del Presidente”, ossia di Conte, “di indicare modalità e i criteri per la formazione delle liste di candidati”.

Fra i parlamentari M5s circola già qualche dubbio se si procederà con la selezione tramite consultazione degli iscritti su SkyVote. In attesa di ulteriori indicazioni, tra le varie direttive del regolamento, viene ampliato il criterio della territorialità: per le elezioni del 2018, infatti, era previsto tra i luoghi in cui presentare la candidatura anche il “centro principale degli interessi vitali”, mentre ora si parla in modo più vago di “centro principale dei propri interessi”.

Un tema non secondario che ha creato non poche tensioni. Virginia Raggi, membro del Comitato di garanzia, avrebbe lavorato in queste ore affinché il Movimento rispettasse le sue tradizionali regole nella definizione delle liste e non derogasse al principio. Nonostante il pressing dell’ex sindaca, la regola così com’è permetterebbe di far vivere una campagna elettorale più serena ad alcuni dei big a rischio.

Come Stefano Patuanelli, ministro triestino. Pur se da capolista, rischierebbe di rimanere fuori dalle Camere. Ad ogni modo, maligna qualche parlamentare 5s ben informato, “alla luce di questa deroga non sarebbe da stupirsi se nei prossimi giorni ci fosse qualche cambio di residenza improvviso, magari verso qualche paesino in Puglia…”.

Tra i candidati non dovrebbe mancare Chiara Appendino e anche Rocco Casalino starebbe preparando i documenti necessario per presentare la domanda. E potrebbe far parte della partita anche Alessandro Di Battista, che non ha sciolto ancora le riserve personali su una sua eventuale candidatura ma continua a stimolare le idee e le conversazioni dentro e fuori i 5 stelle.

Rientrato nelle scorse ore dalla Russia, dove ha realizzato un reportage per il ‘Fatto quotidiano’, ieri si è sentito telefonicamente con Conte. Oggi ha avuto parole al vetriolo nei confronti dell’ex compagno di viaggio Luigi Di Maio, definendolo “arrivista, disposto a tutto, incline al più turpe compromesso pur di stare nei palazzi” e c’è chi già immagina una sua esposizione sempre maggiore nei prossimi giorni di campagna elettorale.

Giuseppe Conte ieri ha parlato di lui come di “una persona seria, assolutamente leale” e ha aggiunto: “Ci confronteremo con lui e vedremo se condividerà questo nuovo percorso con questa carta dei principi e dei valori”. Una porta aperta che solo Di Battista dovrà decidere se imboccare o meno.

(di Flavio Russo/ANSA)