Di Maio a Napoli: “Chi deve tornare è Draghi. Noi al 6%”

Luigi Di Maio in un bar a Napoli durante la campagna elettorale. (ANSA)
Luigi Di Maio in un bar a Napoli durante la campagna elettorale. (ANSA)

ROMA. – Dopo il criticato volo in trattoria sulle note di Dirty Dancing, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio resta a presidiare Napoli nell’ultimo scorcio di campagna elettorale. È una marcatura a zona, la sua. Quella del collegio uninominale di Napoli-Fuorigrotta, dove corre per un seggio alla Camera. Del resto, lui stesso ha utilizzato la metafora calcistica della rimonta del centrosinistra “come in Napoli-Liverpool”.

Il leader di Impegno civico apre la sua giornata campana con un rito collettivo tutto partenopeo: il miracolo di San Gennaro. “È un ottimo auspicio per la città e per il grande calore del popolo che si stringe intorno al Santo”, dichiara dopo aver assistito allo scioglimento del sangue. Che l’atteso evento sia di buon auspicio lo spera anche per la volata elettorale di Impegno Civico: “possiamo arrivare oltre il 3%, anche al 6%”.

Il ministro, per arrivare alle cifre annunciate, comincia con l’appellarsi alla sua gente. “In questi giorni dico al popolo napoletano che io sono stato quello che ha fatto il reddito di cittadinanza, il taglio dei parlamentari e dei vitalizi, chiedo loro fidatevi di me, continueremo ad andare avanti”. La contesa, da queste parti, è tutta con Giuseppe Conte, che nel Meridione si è guadagnato il nomignolo di “papà del reddito”.

Ed è proprio al leader del M5s che Di Maio riserva la prima frecciata di giornata: “Non ha nessuna credibilità. Il paradosso è che votando Conte si fa un favore alla Meloni che vuole abolire il reddito”. L’invito del politico di Pomigliano d’Arco è al voto utile per battere “una coalizione di destra che passa il tempo a litigare e, quando si trova d’accordo, si trova d’accordo sul togliere i soldi al Sud”. L’attacco è alle proposte dei rivali: “autonomia differenziata, un ministero a Milano, la riapertura del Pnrr e del Patto per Napoli”.

Con l’avvicinarsi del 25 settembre, il leader di Impegno Civico sembra sempre più a suo agio nella coalizione di centrosinistra, tanto da sposarne simboli e canzoni. In diretta su Rai Radio 1 intona “Bella Ciao” e commenta: “L’ho cantata in passato… Per noi ha un legame storico con la Resistenza, l’antifascismo”.

Dalla lotta partigiana alle questioni internazionali, il ministro gioca su tutti i fronti. Sui finanziamenti russi continua a chiedere una commissione d’inchiesta per sapere “chi ha flirtato con Putin” e sullo scenario post voto ammette: “l’unico candidato che può ritornare a Palazzo Chigi è Mario Draghi”.