Covid: giù ricoveri e morti, ma risale la curva dei casi

Sanitari nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Casal Palocco,
Sanitari nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Casal Palocco, 21 Gennaio 2022. ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA. – Dopo quasi un mese di progressiva discesa s’inverte la curva dei contagi da Covid-19, che riprendono a salire di oltre l’11% ma prosegue il calo dei ricoveri ordinari, di quelli nelle terapie intensive e anche dei decessi. E con una maggiore diffusione del virus rispetto a qualche settimana fa, avverte la Fondazione Gimbe, si rende “urgente la quarta dose per 14 milioni di italiani”. Intanto si è insediato il Consiglio della Fondazione Biotecnopolo di Siena, del quale fa parte il premio Nobel Giorgio Paris, che svolgerà anche funzioni di salute pubblica attraverso il Centro nazionale anti-pandemico.

Il monitoraggio settimanale Gimbe, relativo al periodo 14-20 settembre evidenzia che dopo 4 settimane risalgono i casi, segnando un +11,3% in 7 giorni e diventano così 15 le regioni con un incremento di infezioni. I ricoveri invece si confermano in calo: del 9,6% nei reparti ordinari e dell’8% nelle rianimazioni. Il numero delle vittime scende di quasi il 13%. (12,8%).

Dati, che secondo Nino Cartabellotta, presidente Gimbe, “indicano segnali di ripresa della circolazione virale da monitorare con attenzione nelle prossime settimane, vista la concomitanza di vari fattori che possono determinare un aumento dei nuovi casi di imprevedibile entità” come ” riapertura delle scuole, maggiore frequentazione dei luoghi chiusi con l’arrivo dei primi freddi, stop all’obbligo della mascherina sui mezzi pubblici dal 30 settembre.

“Ecco perché alle porte dell’autunno – sottolinea – è fondamentale per le categorie a rischio effettuare al più presto il secondo richiamo, visto il declino dell’efficacia vaccinale nei confronti della malattia grave dopo 120 giorni”. La quarta dose è dunque “urgente per oltre 14 milioni di persone”, rileva sempre Gimbe, precisando che la platea di persone candidate a riceverla è di oltre 19,1 milioni: di queste oltre 14 milioni possono riceverla subito, quasi 1,9 milioni non sono eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e quasi 3,2 milioni l’hanno già ricevuta. Al 21 settembre ne sono state somministrate 3.171.672.

Anche i contagi quotidiani, diffusi dal ministero della Salute, confermano il trend in risalita: sono 22.527 quelli registrati in 24 ore, ieri erano 21.190. Il tasso è al 13,6% in aumento rispetto al 12,7%. Le vittime sono 60, in aumento rispetto a ieri (46). In terapia ci sono 138 pazienti, 8 in meno, mentre gli ingressi giornalieri sono 9. I ricoverati nei reparti ordinari sono invece 3.350 (-66). Gli attualmente positivi sono 412.735.

Nel mondo sono invece stabili i nuovi contagi, come emerge dall’ultimo bollettino dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che riferisce di 3,2 milioni di casi tra il 12 e il 18 settembre. In calo i decessi del 17%. Sul fronte della ricerca, un nuovo studio ha individuato la causa – che è genetica – della Sindrome Infiammatoria Multisistemica, una delle complicanze più severe dell’infezione nei bambini.

Per merito di questa scoperta, italiana, diventa possibile riconoscere in tempo la malattia grazie alla diagnosi precoce e con terapie personalizzate. La scoperta si deve al Ceinge di Napoli in collaborazione con l’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon.

Intanto c’è stata la prima riunione, al ministero della Salute, del neo Consiglio della Fondazione Biotecnopolo di Siena che svolgerà anche funzioni di salute pubblica attraverso l’hub nazionale anti-pandemico. Oltre al Nobel Parisi, ne fanno parte Silvio Aime, in qualità di presidente e Rino Rappuoli, nominato direttore scientifico. Nel Comitato tecnico-scientifico ci sono anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e Giorgio Palù, presidente dell’Aifa.