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Sudamericano U15: la Vinotinto sfiderà il Brasile e la Croazia

Pubblicato il 17 ottobre 2017 da redazione

 

CARACAS – Nella città di San Juan, in Argentina, sono stati sorteggiati i gironi del Campionato Sudamericano Under 15. La manifestazione sportiva si disputerà a Mendoza e San Juan dal 5 al 19 novembre e parteciperanno le 10 nazionali della Conmebol, ovvero: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Paraguay, Peru, Uruguay e Venezuela. Per l’edizione 2017 sono state invitate due nazionali provenienti dall’Uefa: Croazia e Repubblica Ceca.

La Vinotinto é stata inserita nel girone B insieme a: Bolivia, Brasile, Croazia, Ecuador e Perù.

Stando alle dichiarazioni del mister Frank Tamanaco Piedrahita, i ragazzi della nazionale venezuelana vivono la preparazione di questo torneo con molto entusiasmo. “Noi dello staff tecnico abbiamo preparato la squadra per affrontare qualsiasi formazione sudamericana. Questi tornei si devono affrontare come se fossero un mondiale. Affrontare nazionali del calibro di Uruguay, Argentina, Brasile, Cile e Paraguay é come essere in una kermesse iridata”.

La vinotinto giocherà tutte le gare del primo turno nello stadio Malvinas Argentinas che ha una capienza di 42.500 spettatori.

I ragazzi di Frank Tamanaco Piedrahita affronteranno nell’ordine Ecuador (lunedì 6 novembre), Croazia (mercoledì 8), Perù (venerdì 10), Brasile (domenica 12) e Bolivia (martedì 14).

Il selezionatore della baby vinotinto ha fatto il punto sulla Croazia, avversaria che affronterà durante la seconda giornata del Sudamericano U15. “È un’ottima nazionale che ha detto sempre la sua nelle ultime edizioni dei mondiali Under 17 ed Under 15. E’ una nazionale molto metodica, ordinata e che pianifica bene le cose. Ma il Venezuela ha le idee chiare su come affrontarla”.

Alla fase successiva si qualificheranno le prime due di ogni girone: il primo del girone B sfiderà il secondo del girona A a Mendoza, e  la vincente del girone A se la vedrà con la seconda del B a San Juan. Entrambe le gare sono in programma il 17 novembre. La finale si giocherà due giorni dopo a San Juan.

La vincente del Sudamericano Under 15 si qualificherà per la terza edizione dei Giochi olimpici giovanili estivi che si svolgeranno a Buenos Aires dal 6 al 18 ottobre 2018.

(Fioravante De Simone)

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Il governo brasiliano verso l’estradizione di Battisti

Pubblicato il 13 ottobre 2017 da ansa

Cesare Battisti a Fortaleza, in una immagine del 2011.
ANSA/DEIVYSON FERNANDES

 

RIO DE JANEIRO. – Si avvicina sempre di più l’estradizione in Italia di Cesare Battisti. L’ex terrorista, ha annunciato il ministro della Giustizia brasiliano Torquato Jardim, “ha rotto il rapporto di fiducia” con il Paese sudamericano, dove l’ex membro dei Pac risiede dal 2010 grazie all’asilo politico concesso dall’ex presidente operaio, Luiz Inacio Lula da Silva.

Battisti, ha detto Jardim in un’intervista a Bbc Brasil, “ha cercato di uscire dal Brasile senza una ragione precisa, dicendo che stava andando a comprare materiale da pesca. Ma ha rotto il rapporto di fiducia perché ha commesso un illecito e lasciava il Paese con denaro oltre il limite consentito, senza motivo apparente”.

Parole che confermerebbero la convinzione del presidente Michel Temer di autorizzare l’estradizione dell’ex terrorista. Tanto che anche il guardasigilli Andrea Orlando ha espresso “apprezzamento” per le dichiarazioni del suo omologo brasiliano, ritenendolo “un mutamento di prospettiva” reso possibile dalla “riapertura dei canali della cooperazione Italia-Brasile in materia di giustizia”.

A supporto del decreto di espulsione di Temer ci sarebbe già anche lo strumento legale adeguato: il trattato bilaterale firmato dal Brasile con l’Italia, che definisce l’estradizione un “atto sovrano”, ha ricordato Jardim, e che, come tale, “si sovrappone” alla norma sulla prescrizione di cinque anni dall’emanazione del decreto Lula nel 2010, citata dalla difesa di Battisti come ostacolo giuridico alla sua estradizione.

Per avviare e giustificare concretamente la procedura serviva tuttavia un “fatto nuovo”, ha spiegato il ministro. E l’occasione si è presentata proprio la settimana scorsa, con il presunto tentativo di fuga in Bolivia di Battisti, aggravato dai reati di traffico di valuta e riciclaggio contestatogli dalla polizia. Su raccomandazione dello stesso Jardim, Temer starebbe però attendendo la pronuncia della Corte suprema in merito alla richiesta di ‘habeas corpus’ formulata dai legali dell’ex terrorista prima di firmare l’estradizione.

Dalla sua casa-rifugio di Cananeia intanto, Battisti è tornato a provocare l’Italia (“un Paese arrogante”) e a ostentare sicurezza, come se non temesse l’espulsione. Ma in realtà è ben consapevole di essere nelle mani del capo di Stato brasiliano, a cui infatti si è rivolto chiedendo “un grande atto di giustizia e umanità”. “Vorrei che il presidente Temer prendesse coscienza profonda della situazione – è l’appello dell’ex estremista di sinistra – anche perché ha tutti gli strumenti giuridici e politici per fare un atto di umanità e lasciarmi qui”.

Un invito alla clemenza che Battisti tuttavia non riserva anche ai suoi connazionali, rifiutando – in un’intervista all’ANSA – di inviare un messaggio di solidarietà alle famiglie delle vittime che la giustizia italiana gli imputa: “Tutte le morti sono deplorevoli. Ma non c’è motivo che io chieda scusa per qualcosa che hanno commesso altri”, ha detto.

Affermazioni che non stupiscono Alberto Torregiani: “E’ normale che parli così, lo ha sempre fatto, è coerente. Se avesse un po’ di umiltà e chiedesse perdono, sarebbe sì una svolta”, ha commentato il figlio di Pierluigi, una delle vittime, per il quale finché Battisti non sarà in Italia “non è il caso di gioire”.

“Cesare Battisti chiede al Brasile umanità. Umanità per le vittime di questo killer diciamo noi. Ridatecelo, lo aspetta il carcere”, ha twittato il leader del Pd Matteo Renzi.
(di Leonardo Cioni/ANSA)

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battisti libero

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Battisti è libero. Ma si lavora per l’estradizione

Pubblicato il 07 ottobre 2017 da ansa

Battisti è libero. Ma si lavora per estradizione

RIO DE JANEIRO. – Si affievoliscono le speranze dell’Italia di riavere subito Cesare Battisti, anche se il governo brasiliano – riferiscono alcuni media locali – continua a lavorare sulla strada dell’estradizione. L’ex terrorista – dopo tre giorni passati dietro le sbarre in Brasile, per un presunto tentativo di fuga oltre confine – è potuto tornare alla sua casa sul lungomare di San Paolo grazie al provvedimento di libertà provvisoria concessogli la notte scorsa dal giudice d’appello, José Marcos Lunardelli.

Il togato ha accolto la richiesta di ‘habeas corpus’ avanzata dagli avvocati di Battisti, che mercoledì scorso era stato arrestato a Corumba’, città del Mato Grosso do Sul al confine con la Bolivia, per sospetto traffico di valuta e riciclaggio. In base alla sentenza, Battisti non potrà lasciare la zona in cui è residente senza autorizzazione previa della giustizia e dovrà presentarsi ogni mese in tribunale.

Nel motivare la sua decisione, Lunardelli ha sottolineato che non esistono prove di traffico di valuta, né di riciclaggio, reati per i quali l’italiano era stato incarcerato, e che il suo arresto ha rappresentato una “limitazione illegale della libertà di movimento”.

Uscito di prigione, Battisti è subito partito dall’aeroporto internazionale di Campo Grande in direzione di San Paolo. Prima di imbarcarsi sul volo, l’ex dei Proletari armati per il comunismo (Pac) si è fermato al bar dello scalo, cercando di confondersi tra gli altri passeggeri. Secondo quanto testimoniato dai giornalisti presenti, Battisti – vestito con una maglietta rossa sotto una giacca nera – era di buon umore, ha sorriso varie volte, letto il giornale e bevuto diversi bicchieri di birra. Poi, con gesto ironico, ha fatto un brindisi in direzione dei fotografi.

Mentre Battisti si riunisce con i suoi legali per elaborare nuove strategie di difesa, membri del governo di Michel Temer sostengono che i reati da lui commessi alla frontiera con la Bolivia possano rafforzare le motivazioni giuridiche per la sua estradizione in Italia. Una possibilità – scrive il quotidiano Estado de S.Paulo – è che Temer annulli l’asilo politico concesso all’ex terrorista nel 2010 dall’ex presidente, Luiz Inacio Lula da Silva. Ma prima di fare questa mossa il governo attende l’elaborazione di un parere giuridico da parte del suo superdicastero, la Casa Civile.

Il ‘rompicapo’ Battisti nel frattempo ha appesantito il clima anche a Roma: il senatore di FI, Maurizio Gasparri, ha per esempio suggerito il ritiro dell’ambasciatore d’Italia in Brasile, mentre il senatore della Lega, Roberto Calderoli, ha dichiarato che la scarcerazione dell’ex terrorista rappresenta “l’ennesima presa per il culo” delle autorità brasiliane a quelle italiane. Non meno dura l’opinione della leader di Fdi, Giorgia Meloni, per la quale si è trattato dell'”ennesimo schiaffo alle famiglie e alla giustizia italiana”.

La liberazione di Battisti però “non incide sull’iter di estradizione”, secondo il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, e anche l’ex capo dell’antiterrorismo di Milano, Ferdinando Pomarici, ha definito “ragionevole” la trattativa in corso tra Italia e Brasile per l’estradizione dell’ex terrorista.

(di Leonardo Cioni/ANSA)

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Battisti: pronto il piano del Brasile per riportarlo in Italia

Pubblicato il 06 ottobre 2017 da ansa

Cesari Battisti. ANSA/FERNANDO BIZERRA JR

RIO DE JANEIRO. – Sarebbe pronto un ‘piano’ per riportare Cesare Battisti dal Brasile in Italia, dopo il suo presunto tentativo di fuga in Bolivia: lo sostengono i media locali, che citano gli sforzi del governo del presidente Michel Temer per trovare un ‘escamotage’ giuridico dell’ultim’ora. L’idea sarebbe quella di imbarcare l’ex terrorista su un aereo della polizia federale direttamente da Corumbà – la città del Mato Grosso do Sul dove si trova in arresto da due giorni per sospetto traffico di valuta e riciclaggio di denaro – con destinazione Roma.

Un’azione lampo che – secondo alcune fonti – potrebbe realizzarsi già nei prossimi giorni. Ci sarebbe infatti, secondo quanto si apprende, la disponibilità da parte del Brasile di consegnare Battisti all’Italia senza la richiesta di una nuova domanda di estradizione ma utilizzando quella già presentata. Prima però devono essere risolte alcune importanti questioni legali.

Tra gli ostacoli da superare – fa notare la stampa – ci sarebbe l’assenza di una dichiarazione formale da parte del governo italiano che si impegni a rispettare le regole su quella che i giuristi di Brasilia chiamano ‘detrazione penale’. In base ai trattati di estradizione, le autorità di Roma devono cioè vincolarsi ad assicurare all’imputato lo stesso regime di detenzione previsto dalle leggi brasiliane.

Fonti del ministero della Giustizia fanno sapere che “tutto quello che c’era da fare è stato fatto”. Ma in serata è lo stesso Guardasigilli a dichiarare che l’Italia intende muoversi “con grande determinazione ma anche con grande cautela”. “In questi anni e in queste ore – ha detto Orlando – il nostro Paese ha fatto ogni passo possibile sia dal punto di vista politico sia giudiziario per ottenere l’estradizione di Battisti. Oggi c’è un fatto nuovo, che è quello dell’arresto, che ci può consentire di avere più probabilità di successo. Bisogna muoversi con grande determinazione ma anche con grande cautela”.

Il ministro ha ricordato che “proprio qualche mese fa Pasquale Scotti, il braccio destro di Cutolo, è stato assicurato alla giustizia italiana con la collaborazione delle autorità brasiliane. Oggi mi auguro si possa fare lo stesso con Battisti perché credo sia il modo migliore per dare sollievo alle vittime, per rendere onore a chi è caduto e per parlare anche a chi ha sofferto”.

Secondo il Brasile, l’Italia, dovrebbe impegnarsi ad applicare la pena prevista nel Paese per i delitti commessi da Battisti (condannato all’ergastolo nel nostro paese), ovvero al massimo 30 anni di carcere. La difesa di Battisti ha intanto avanzato un nuovo ricorso alla Corte suprema, chiedendo che venga analizzata “con urgenza” la richiesta di ‘habeas corpus’ per il loro assistito presentata allo stesso tribunale lo scorso 27 settembre.

Secondo gli avvocati, esisterebbe infatti un rischio “imminente” di estradizione in Italia per l’ex estremista di sinistra. Ma il giudice federale Odilon de Oliveira, che ieri ne ha convalidato l’arresto, ha sostenuto che, con il suo tentativo di fuga in Bolivia, Battisti ha non solo “trasgredito” le norme sullo status di rifugiato politico, ma anche “offeso l’ordine pubblico” brasiliano.

Durissime poi le parole di un altro togato, Pietro Forno, che da giudice istruttore a Milano si occupò dei processi per gli omicidi commessi dai Proletari armati per il comunismo. Battisti è “un professionista della fuga, una persona che ha una laurea honoris causa in fuga”, ha ironizzato Forno.

Come accaduto ieri, anche oggi sono state molte le reazioni politiche. Parla per esempio di “scandalosa latitanza” il deputato del Pd eletto in Sudamerica, Fabio Porta, cui fa eco il segretario del Psi, Riccardo Nencini: “Non è un eroe perseguitato, ma un assassino”. Insiste sulla necessità che Battisti “sconti assolutamente la pena per quello che ha fatto” anche il vicepresidente della Camera e candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio.

Chiede invece al governo Gentiloni di “farsi rispettare dalle autorità brasiliane” il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri (FI), mentre per la deputata di Forza Italia, Elvira Savino, l’ex premier Matteo Renzi e il Pd sono i principali “responsabili” per la mancata estradizione di Battisti.

(di Leonardo Cioni/ANSA)

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Centrale Idroelettrica

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Brasile, quattro centrali idroelettriche all’asta. Una va all’Enel

Pubblicato il 27 settembre 2017 da redazione

Enel si aggiudica centrale idroelettrica in Brasile

Centrale Idroelettrica

RIO DE JANEIRO – Il governo brasiliano ha venduto all’asta quattro centrali idroelettriche per un valore complessivo di 12,13 miliardi di reais (3,5 miliardi di euro). L’operazione, realizzatasi oggi a San Paolo, ha reso all’esecutivo verdeoro il 9,73% in più della cifra attesa, pari a undici miliardi di reais.

Le dighe alienate, che appartenevano alla Compagnia energetica di Minas Gerais (Cemig), sono quelle di Jaguara, Sao Simao, Miranda e Volta Grande. Quest’ultima in particolare è andata ad Enel, che se l’è aggiudicata per 1,41 miliardi di reais (oltre 400 milioni di euro), informa la stampa locale.

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Venezuela: in Brasile boom di domande d’asilo

Pubblicato il 13 marzo 2017 da redazione

RIO DE JANEIRO – La complessa realtà politica che vive il Venezuela ha molteplici riflessi. Li ha nel paese, dove la popolazione deve convivere con una crisi economica senza precedenti aggravata dal clima di instabilità delle istituzioni democratiche; e li ha all’estero, dove cresce il numero di cittadini venezuelani che cercano oltre frontiera una vita migliore e protezione.
Ad esempio, stando a quanto reso noto dalla polizia federale di Roraima, lo stato più settentrionale del Brasile, confinante col Venezuela, negli ultimi anni si è verificato un massiccio aumento delle richieste di asilo da parte di cittadini venezuelani.
Il numero di coloro che hanno chiesto il riconoscimento della protezione internazionale alle autorità del Brasile, negli ultimi tre anni, sarebbe aumentato addirittura del 22 mila per cento. In effetti, nel 2014 le domande sono state appena nove e 230 nel 2015. L’anno scorso, invece, i venezuelani che si sono rivolti alla sede della polizia federale della capitale di Roraima, Boa Vista, per essere considerati rifugiati, a causa dell’aggravarsi della crisi economica e politica, sono stati ben 2.230.
Quest’anno la polizia di frontiera del Brasile avrebbe giá ricevuto 4mila richieste di asilo. Si presume, quindi, che il numero raddoppierà alla fine del 2017. Molti venezuelani si recano all’estero in cerca di una migliore qualità di vita e di lavoro. Sono tanti i giovani che a malincuore lasciano il Paese in cerca di un futuro che il Venezuela oggi non può assicurare. E sono anche tanti, e il numero continua a crescere, coloro che chiedono asilo a causa della realtà politica che oramai concede poco spazio alle libertà democratiche. In prigione, d’altronde, sono ancora tanti, come denunciato dal Foro Penal Venezolano, una delle piú autorevoli Ong del Paese, i prigionieri politici.

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Sì all’impeachment. Dilma chiama la piazza

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

dilma

SAN PAOLO. – Cala il sipario su Dilma Rousseff. Il Senato brasiliano ha infatti approvato con 55 voti a favore e 22 contrari, dopo una maratona durata 22 ore, l’apertura di un procedimento di impeachment nei confronti della prima presidente donna del Brasile, interrompendo bruscamente dopo oltre 13 anni la leadership del Partito dei lavoratori fondato dall’ex presidente Lula e travolto dalle ultime inchieste giudiziarie.

La presidente non esce però definitivamente di scena: il processo di impeachment le concede 180 giorni di tempo per preparare al meglio la difesa prima del voto definitivo del Senato, a maggioranza dei due terzi. Ovvero 54 voti, solo uno in meno di quelli espressi in questa seduta dai senatori. Impedire le destituzione appare pertanto un’impresa difficile ma non impossibile per la battagliera Dilma, che prima di lasciare il palazzo presidenziale di Planalto ha puntato nuovamente il dito contro le opposizioni.

“E’ un impeachment fraudolento, un vero golpe. In gioco ci sono il rispetto della volontà sovrana dei 54 milioni di elettori che mi hanno votata e della democrazia. Posso aver commesso errori, ma mai reati”, ha tuonato in diretta tv la presidente, che ha anche mobilitato i propri sostenitori “all’unità e alla lotta, ma in pace”.

“Nella mia vita – ha proseguito Dilma con la voce rotta dall’emozione – ho sofferto il dolore indicibile della tortura, il dolore straziante della malattia e ora soffro il dolore di un’ingiustizia. In questo momento fa più male l’ingiustizia, perché sono vittima di una farsa giuridica e politica”.

Prima di lasciare il palazzo, Dilma ha voluto abbracciare i propri sostenitori che la aspettavano da ore sotto il sole cocente di Brasilia e si è concessa un bagno di folla “per mitigare la grande tristezza dell’ingiustizia e del tradimento”.

Mentre Dilma si allontanava scortata da un imponente servizio di sicurezza, il vice presidente Michel Temer ha giurato con una semplice cerimonia ed ha assunto l’interim della presidenza. Temer, un avvocato di 75 anni figlio di immigrati di origine libanese sposato con una ex modella di 43 anni più giovane, ha annunciato di aver già pronta la lista dei ministri, il cui fiore all’occhiello è l’ex governatore della banca centrale durante i governi Lula, Henrique Meirelles, al quale Temer ha affidato il delicato portafoglio delle Finanze per tentare di far ripartire l’asfittica economia brasiliana.

La ricetta di Temer è riequilibrare i conti tagliando le spese. A rischio ci sono i programmi sociali per le fasce più povere del Paese lanciati da Lula e proseguiti da Dilma. Temer sa bene che la partita si gioca proprio sul terreno dell’economia e sa altrettanto bene che se non otterrà risultati immediati, tra sei mesi potrebbe profilarsi un clamoroso ritorno di Dilma. Il cui partito si è detto pronto ad un implacabile ostruzionismo in parlamento alle iniziative del “traditore” Temer.

(di Marco Brancaccia/ANSA)

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Brasile: impeachment, la maggioranza dei senatori favorevoli

Pubblicato il 12 maggio 2016 da redazione

dilma

SAN PAOLO. – Sono già 41 i senatori che si sono espressi a favore dell’impeachment di Dilma Rousseff, un numero sufficiente per far scattare la sospensione di 180 giorni della prima presidente donna del Brasile. Il quorum è stato raggiunto dopo oltre 16 ore di maratona ad oltranza in senato. La votazione è prevista nelle prossime ore al termine delle dichiarazioni di voto.

Appare quindi scontato il via libera del Senato, visto che il quorum necessario per far scattare la sospensione della presidente di sinistra è di 41 voti su 81 senatori. Al termine delle dichiarazioni, si procederà al voto elettronico in aula.

Dilma ha annunciato che pronuncerà un discorso dopo il voto ed il video sarà postato su tutti i social network. Il vice presidente Michel Temer assumerà l’interim subito dopo la notifica alla presidente dei risultati del voto da parte della Corte suprema.

Come primo atto, Temer terrà un discorso alla Nazione in diretta tv alle 15 (le 20 in Italia) dal palazzo presidenziale di Planalto, in compagnia del ministro delle Finanze indicato, l’economista Henrique Meirelles, ex governatore della banca centrale brasiliana.

La presidente Dilma, che sarà sospesa per un periodo di 180 giorni durante i quali potrà difendersi dalle accuse davanti ai giudici della Corte suprema, lascerà Planalto alle 11 (le 16 in Italia), accompagnata dall’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, suo amico e mentore politico, giunto appositamente da San Paolo per manifestarle la propria solidarietà.

Lula e Dilma raggiungeranno la piazza dei Tre poteri, davanti al parlamento di Brasilia, e si uniranno ad una manifestazione organizzata in sostegno della presidente.

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10:47Arabia Saudita: Ministero Esteri nega contatti con Israele

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Il ministero degli Esteri dell'Arabia Saudita ha negato che nelle ultime settimane rappresentanti ufficiali del governo saudita si siano recati in Israele. Secondo quanto riportato da Al Arabiya English, in un comunicato si legge che le notizie su visite di ufficiali sauditi presso Israele "sono false e non hanno nessuna base di verità". Vengono inoltre invitati i media a verificare con accuratezza ciò che pubblicano. "Nessuna attenzione verrà data a dicerie e notizie con finalità altre ormai note", avrebbe aggiunto una fonte interna al ministero.

10:39Calcio:Nicchi,tempo effettivo gioco forse in futuro, ora no

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - ''Non è escluso che si arrivi al tempo effettivo di gioco, ma ora no''. Il presidente dell'associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, apre al 'cronometro in campo' anche se solo in futuro: ''Oggi non serve il cronometrista per il tempo effettivo - aggiunge Nicchi ai microfoni di Radio Anch'io lo sport - può darsi in futuro. C'e' anche un problema di risorse. Con i primi risultati di questa sperimentazione (la Var, ndr) perdiamo un minuto e mezzo - aggiunge Nicchi - non a vedere il monitor si perde tempo ma con altri episodi''.

10:37A Napoli cadavere extracomunitario,ha colpo pistola in testa

(ANSA) - NAPOLI, 23 OTT - Il cadavere di un cittadino extracomunitario è stato ritrovato in un appartamento di Napoli, in via Giovanni Tappia. Sul corpo dell'uomo, di circa 35-40 anni, è stato individuato un colpo di pistola alla testa. In casa è stata anche trovata la pistola, vicino al corpo. Potrebbe trattarsi di un suicidio ma la Polizia di Stato indaga per non escludere alcuna pista. Ieri sera sono stati i Vigili del Fuoco e gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato ad accedere nell'appartamento trovato completamente a soqquadro; il corpo era già in avanzato stato di decomposizione.

10:26Turchia: 859 arresti per terrorismo in una settimana

(ANSA) - ISTANBUL, 23 OTT - Ancora arresti di massa in Turchia con accuse di "terrorismo". Sono 859 le persone finite in manette nell'ultima settimana, secondo un bollettino del ministero degli Interni. La maggior parte (643) sono sospettate di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Altre 131 sono state arrestate in operazioni contro il Pkk curdo, durante le quali sono anche stati "neutralizzati" 64 militanti, di cui 45 uccisi. Detenuti dall'antiterrorismo anche 69 sospetti affiliati all'Isis e 16 a gruppi illegali di estrema sinistra. Dal tentativo di putsch del 15 luglio 2016, gli arresti per presunti reati di terrorismo in Turchia sono stati più di 50 mila.

10:03Vittima incidente a terra, lui filma e fa la diretta su Fb

(ANSA) - BOLOGNA, 23 OTT - Mentre la vittima di un incidente stradale era a terra, lui con il telefonino si è connesso a Facebook e ha iniziato a trasmettere la diretta dell'agonia, scrivendo: "Chi mi segue chiami aiuto!" e "C'è sangue, speriamo si salvi". E' successo a Riccione (Rimini), dove nella notte tra sabato e domenica è morto in viale Veneto un ragazzo di 24 anni, Simone Ugolini, dopo un schianto in motorino contro un albero. L'autore del video, come riportano quotidiani locali, si chiama Andrea Speziali, ha 29 anni, esperto d'arte e candidato alle ultime elezioni comunali. Sui social è stato bersagliato di critiche e insulti. "Mi hanno detto che avevano già chiamato i soccorsi", ha detto poi - riferisce Il Resto del Carlino - spiegando di essere rimasto "sconvolto, sotto choc" e di aver voluto "far qualcosa per quel giovane a terra". "Mi sono messo a filmarlo e volevo fare una diretta, volevo condividere il mio dolore. Non cercavo lo scoop - ha aggiunto - ora ho capito di aver sbagliato e chiedo scusa a tutti". (ANSA).

09:59Calcio: Nicchi ‘Montella si dovrà adeguare alla Var’

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - ''Io non rispondo a Montella in senso lato, dico soltanto che anche lui si dovrà adeguare a questa tecnologia. La carriera non se la gioca solo lui ma tutti''. Il presidente dell'Aia (l'associazione italiana arbitri), Marcello Nicchi, risponde alle polemiche sulla Var del tecnico del Milan Vincenzo Montella dopo il pari con il Genoa ed il rosso a Bonucci. ''Lui - aggiunge Nicchi ai microfoni di Radio Anch'io lo sport - sa come bisogna contenersi, se la sua squadra girasse come si deve non saremmo qui a commentare''.

09:59Esplode bombola di gas a Palermo, 4 pompieri feriti

(ANSA) - PALERMO, 23 OTT - Quattro vigili del fuoco sono rimasti feriti, la notte scorsa, uno in modo più grave, a causa dell'esplosione di una bombola di gas, che era sistemata in un camper nella zona di Cruilas a Palermo, alle spalle dell'ex centro commerciale Grande migliore. La squadra era intervenuta dopo la segnalazione di un incendio, intorno alle 3. Durante le operazioni la bombola è scoppiata e i quattro pompieri sono stati travolti dalle fiamme. Il caposquadra è ricoverato al centro grandi ustioni del Civico. Ha ustioni al viso e alle mani. La prognosi riservata.

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