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Casaleggio in Brasile: “Quasi nove milioni di voti grazie alla Rete”

Pubblicato il 05 dicembre 2017 da ansa

Enrica Sabatini insieme a Davide Casaleggio portano Rousseau in Brasile

ROMA. – Platea sudamericana per Davide Casaleggio e la piattaforma Rousseau. Il figlio del “guru” del M5S ha infatti “presentato” al centro studi Sesc di San Paolo del Brasile il Movimento che, alle Politiche del 2018, ambisce ad ottenere la guida di Palazzo Chigi. “Sono qui per raccontare la storia di un movimento politico che, senza fondi pubblici e grazie al solo utilizzo della Rete, è riuscito in soli 4 anni a passare da zero a 8,7 milioni di voti”, ha spiegato Casaleggio introducendo il suo speech.

Un intervento che, più che sulla piattaforma Rousseau, si è quindi incentrato sulla storia e l’attualità del M5S. Anche perché, da Luigi Di Maio allo stesso Casaleggio, i vertici del Movimento hanno messo in campo da tempo un percorso per far conoscere, nei cinque continenti, una forza politica che – è la loro rassicurazione – non è e non vuole essere “estremista”. Una forza che, ha ricordato Casaleggio alla platea paulista, “è riuscita a far eleggere migliaia di portavoce a tutti i livelli istituzionali”.

L’intervento di Casaleggio ha come “scenografia” un convegno internazionale, in programma dal 5 al 7 dicembre, incentrato proprio sull’attivismo digitale. E tra i relatori figurano esponenti di organizzazioni della società civile come il fondatore del Movimento brasiliano Anti-corruzione, esponenti di Mudamos, piattaforma brasiliana di partecipazione online, e docenti italiani come il sociologo Massimo De Felice.

All’intervento di Casaleggio è seguito quello della coordinatrice degli Opend Day Rousseau Enrica Sabatini, che ha parlato invece delle diverse funzionalità della piattaforma-cuore del Movimento. Per Casaleggio, nella veste di uomo chiave del Movimento si tratta del primo intervento pubblico in Sud America, a testimonianza della volontà, da parte dei vertici del M5S, di allargare il proprio raggio d’azione. E con Di Maio che, nelle prossime settimane, riprenderà il proprio tour internazionale con tappa in diverse cancellerie europee.

(di Michele Esposito/ANSA)

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Il Brasile impone il braccialetto elettronico a Battisti

Pubblicato il 05 dicembre 2017 da ansa

Cesare Battisti
ANSA/FERNANDO BIZERRA JR

 


ROMA. – Braccialetto elettronico per Cesare Battisti. La decisione della giustizia brasiliana è stata presa nell’ambito del procedimento che vede accusato di evasione fiscale l’ex membro dei Pac, i Proletari armati per il comunismo, arrestato in ottobre alla frontiera tra Brasile e Bolivia per tentata esportazione illegale di denaro all’estero. Resta aperto, invece, il nodo dell’estradizione in Italia dell’ex terrorista, in attesa che si pronunci la Corte Suprema.

La difesa di Battisti ha chiesto che il braccialetto elettronico sia applicato in un luogo più vicino alla sua attuale residenza, nello stato di San Paolo, perché l’ex terrorista “non ha soldi sufficienti” per viaggiare. La decisione a carico di Battisti è stata presa infatti dal tribunale federale di Mato Grosso do Sul, stato del centro-ovest brasiliano, confinante con quello di San Paolo.

Dopo l’arresto a Corumba, i giudici avevano deciso all’unanimità le misure cautelari alternative al carcere e il conseguente rilascio in libertà vigilata con l’obbligo del braccialetto elettronico per il costante monitoraggio durante la sua permanenza in Brasile.

Ancora nessuna indicazione, invece, sulla richiesta di ‘habeas corpus’ presentata dai legali di Battisti per scongiurare l’estradizione in Italia, che il giudice relatore del caso, Luiz Fux, ha trasformato il 30 ottobre in ‘reclamacao’, cioe’ in un ricorso che ora potrebbe riaprire la vicenda processuale. La Corte Suprema brasiliana avrebbe dovuto pronunciarsi lo scorso 24 ottobre, ma ha rinviato la decisione all’ultimo minuto per un difetto di procedura e non ha ancora stabilito la data per una nuova udienza.

L’Italia, attraverso il ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha dato mandato il 30 novembre scorso al legale brasiliano Nabor Bulhoes di difendere gli interessi della Repubblica italiana nel procedimento di estradizione a carico di Battisti di fronte al Supremo tribunale federale e in ogni eventuale fase successiva.

Battisti è stato condannato in Italia per quattro omicidi commessi negli anni di piombo. La vicenda che lo riguarda si trascina da decenni. La prima richiesta di estradizione nei suoi confronti risale al 1991 quando fu arrestato in Francia dove, dopo un periodo in carcere, fu a lungo latitante. Più volte l’estradizione sembrava cosa fatta senza però concretizzarsi. Un quadro che si ripropose successivamente in Brasile, dove Battisti fu arrestato il 18 marzo 2007. Ma il riconoscimento dello status di rifugiato gli permise di restare nel Paese. La protezione dell’ex presidente Lula fece il resto.

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Cina 2019: la Vinotinto dei canestri si sveglia tardi, il Brasile vince 72-60

Pubblicato il 28 novembre 2017 da redazione

Gregory Echenique in azione contro il Brasile

 

CARACAS – Il Venezuela si sveglia tardi e va ko a Rio de Janeiro contro il Brasile con il punteggio di 72-60. La gara che si é svolta nell’Arena Carioca di Río de Janeiro era valevole per la seconda giornata delle qualificazioni sudamericane per il Mondiale Cina 2019.

La vinotinto dei canestri é scesa sul parquet carioca con la testa altrove commettendo gravi errori a livello difensivo e con poca precisione sotto il canestro.

Nel primo quarto, la nazionale allenata da Fernando Duró é andata a segno solo sette volte su venti tiri effettuati. I creoli sono stati anche poco precisi con le libere con 4 errori in altrettanti tiri effettuati. Al suono della sirena il match era sul 19 a 7 per i brasiliani.

Nel secondo quarto la vinotinto dei canestri é riuscita ad essere più precisa, riuscendo a penetrare più fácilmente la difesa dei padroni di casa. Si va al riposo sul 39 a 20..

“Non abbiamo cominciato con il nostro gioco, abbiamo avuto qualche difficoltà, ma dopo ci siamo ripresi e abbiamo dimostrato di poter competere su questi campi. Sapevamo che questa sarebbe stata la gara più difficile del girone, ma l’importante é che abbiamo mostrato carattere in casa di un’avversaria difficile come il Brasile” ha dichiarato a fine gara il coach Fernando Duró.

Nonostante il ko, c’è segnalare l’ottima prova di Edwin Mijares che era all’esordio con la maglia della vinotinto. Mijares é sceso in campo nella gara vittoriosa contro la Colombia e a Rio de Janeiro. In entrambe le gare le sue statistiche sono state: 16 punti e 3 assist.

“Sono soddisfatto per la prova di Mijares, per lui quest’ambiente é nuovo. Ha carattere e questo é importante a questi livelli. Deve migliorare in alcuni aspetti, ma sono sicuro che lavorerá per migliorare. La sua convocazione per me é come una vittoria” ha dichiarato Duró.

Tra i giocatori che hanno disputato un’ottima gara contro il Brasile troviamo Néstor Colmenares (10 punti e 9 rimbalzi), Gregory Echenique ed Anthony Pérez con 10 punti. Tra i carioca ottima la prova del’ex NBA Anderson Varejao con 16 punti e 12 rimbalzi.

Nell’altra sfida del girone il Cile ha battuto per 74-69 la Colombia.

Le altre gare del girone della Vinotinto dei canestri si disputeranno nei mesi di febbraio, giugno e luglio 2018. Il match contro i cileni é in programma il 22 febbraio in casa, poi il 25 visiterà la Colombia. L’incontro interno con il Brasile si disputerà il 29 giugno e poi ci sarà la trasferta cilena.

(Fioravante De Simone)

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Brasile, l’incendio del 18 ottobre ha distrutto 26% del parco nazionale

Pubblicato il 27 ottobre 2017 da redazione

Incendio

RIO DE JANEIRO – Un incendio, probabilmente di origine dolosa, ha distrutto un quarto della Chapada dos Veadeiros, un parco nazionale nella regione di Alto do Paraiso, situata nello stato brasiliano di Goias (centro-ovest). Secondo l’Istituto Chico Mendes di conservazione della biodiversità, da quando il rogo è scoppiato, lo scorso 18 ottobre, sono andati in fumo almeno 64 mila ettari, equivalenti al 26% della riserva. Creato nel 1961, il parco nel 2001 è stato incluso nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Al suo interno si trovano specie in pericolo d’estinzione, come il cervo del Pantanal e il giaguaro.

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Sudamericano U15: la Vinotinto sfiderà il Brasile e la Croazia

Pubblicato il 17 ottobre 2017 da redazione

 

CARACAS – Nella città di San Juan, in Argentina, sono stati sorteggiati i gironi del Campionato Sudamericano Under 15. La manifestazione sportiva si disputerà a Mendoza e San Juan dal 5 al 19 novembre e parteciperanno le 10 nazionali della Conmebol, ovvero: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Paraguay, Peru, Uruguay e Venezuela. Per l’edizione 2017 sono state invitate due nazionali provenienti dall’Uefa: Croazia e Repubblica Ceca.

La Vinotinto é stata inserita nel girone B insieme a: Bolivia, Brasile, Croazia, Ecuador e Perù.

Stando alle dichiarazioni del mister Frank Tamanaco Piedrahita, i ragazzi della nazionale venezuelana vivono la preparazione di questo torneo con molto entusiasmo. “Noi dello staff tecnico abbiamo preparato la squadra per affrontare qualsiasi formazione sudamericana. Questi tornei si devono affrontare come se fossero un mondiale. Affrontare nazionali del calibro di Uruguay, Argentina, Brasile, Cile e Paraguay é come essere in una kermesse iridata”.

La vinotinto giocherà tutte le gare del primo turno nello stadio Malvinas Argentinas che ha una capienza di 42.500 spettatori.

I ragazzi di Frank Tamanaco Piedrahita affronteranno nell’ordine Ecuador (lunedì 6 novembre), Croazia (mercoledì 8), Perù (venerdì 10), Brasile (domenica 12) e Bolivia (martedì 14).

Il selezionatore della baby vinotinto ha fatto il punto sulla Croazia, avversaria che affronterà durante la seconda giornata del Sudamericano U15. “È un’ottima nazionale che ha detto sempre la sua nelle ultime edizioni dei mondiali Under 17 ed Under 15. E’ una nazionale molto metodica, ordinata e che pianifica bene le cose. Ma il Venezuela ha le idee chiare su come affrontarla”.

Alla fase successiva si qualificheranno le prime due di ogni girone: il primo del girone B sfiderà il secondo del girona A a Mendoza, e  la vincente del girone A se la vedrà con la seconda del B a San Juan. Entrambe le gare sono in programma il 17 novembre. La finale si giocherà due giorni dopo a San Juan.

La vincente del Sudamericano Under 15 si qualificherà per la terza edizione dei Giochi olimpici giovanili estivi che si svolgeranno a Buenos Aires dal 6 al 18 ottobre 2018.

(Fioravante De Simone)

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Il governo brasiliano verso l’estradizione di Battisti

Pubblicato il 13 ottobre 2017 da ansa

Cesare Battisti a Fortaleza, in una immagine del 2011.
ANSA/DEIVYSON FERNANDES

 

RIO DE JANEIRO. – Si avvicina sempre di più l’estradizione in Italia di Cesare Battisti. L’ex terrorista, ha annunciato il ministro della Giustizia brasiliano Torquato Jardim, “ha rotto il rapporto di fiducia” con il Paese sudamericano, dove l’ex membro dei Pac risiede dal 2010 grazie all’asilo politico concesso dall’ex presidente operaio, Luiz Inacio Lula da Silva.

Battisti, ha detto Jardim in un’intervista a Bbc Brasil, “ha cercato di uscire dal Brasile senza una ragione precisa, dicendo che stava andando a comprare materiale da pesca. Ma ha rotto il rapporto di fiducia perché ha commesso un illecito e lasciava il Paese con denaro oltre il limite consentito, senza motivo apparente”.

Parole che confermerebbero la convinzione del presidente Michel Temer di autorizzare l’estradizione dell’ex terrorista. Tanto che anche il guardasigilli Andrea Orlando ha espresso “apprezzamento” per le dichiarazioni del suo omologo brasiliano, ritenendolo “un mutamento di prospettiva” reso possibile dalla “riapertura dei canali della cooperazione Italia-Brasile in materia di giustizia”.

A supporto del decreto di espulsione di Temer ci sarebbe già anche lo strumento legale adeguato: il trattato bilaterale firmato dal Brasile con l’Italia, che definisce l’estradizione un “atto sovrano”, ha ricordato Jardim, e che, come tale, “si sovrappone” alla norma sulla prescrizione di cinque anni dall’emanazione del decreto Lula nel 2010, citata dalla difesa di Battisti come ostacolo giuridico alla sua estradizione.

Per avviare e giustificare concretamente la procedura serviva tuttavia un “fatto nuovo”, ha spiegato il ministro. E l’occasione si è presentata proprio la settimana scorsa, con il presunto tentativo di fuga in Bolivia di Battisti, aggravato dai reati di traffico di valuta e riciclaggio contestatogli dalla polizia. Su raccomandazione dello stesso Jardim, Temer starebbe però attendendo la pronuncia della Corte suprema in merito alla richiesta di ‘habeas corpus’ formulata dai legali dell’ex terrorista prima di firmare l’estradizione.

Dalla sua casa-rifugio di Cananeia intanto, Battisti è tornato a provocare l’Italia (“un Paese arrogante”) e a ostentare sicurezza, come se non temesse l’espulsione. Ma in realtà è ben consapevole di essere nelle mani del capo di Stato brasiliano, a cui infatti si è rivolto chiedendo “un grande atto di giustizia e umanità”. “Vorrei che il presidente Temer prendesse coscienza profonda della situazione – è l’appello dell’ex estremista di sinistra – anche perché ha tutti gli strumenti giuridici e politici per fare un atto di umanità e lasciarmi qui”.

Un invito alla clemenza che Battisti tuttavia non riserva anche ai suoi connazionali, rifiutando – in un’intervista all’ANSA – di inviare un messaggio di solidarietà alle famiglie delle vittime che la giustizia italiana gli imputa: “Tutte le morti sono deplorevoli. Ma non c’è motivo che io chieda scusa per qualcosa che hanno commesso altri”, ha detto.

Affermazioni che non stupiscono Alberto Torregiani: “E’ normale che parli così, lo ha sempre fatto, è coerente. Se avesse un po’ di umiltà e chiedesse perdono, sarebbe sì una svolta”, ha commentato il figlio di Pierluigi, una delle vittime, per il quale finché Battisti non sarà in Italia “non è il caso di gioire”.

“Cesare Battisti chiede al Brasile umanità. Umanità per le vittime di questo killer diciamo noi. Ridatecelo, lo aspetta il carcere”, ha twittato il leader del Pd Matteo Renzi.
(di Leonardo Cioni/ANSA)

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battisti libero

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Battisti è libero. Ma si lavora per l’estradizione

Pubblicato il 07 ottobre 2017 da ansa

Battisti è libero. Ma si lavora per estradizione

RIO DE JANEIRO. – Si affievoliscono le speranze dell’Italia di riavere subito Cesare Battisti, anche se il governo brasiliano – riferiscono alcuni media locali – continua a lavorare sulla strada dell’estradizione. L’ex terrorista – dopo tre giorni passati dietro le sbarre in Brasile, per un presunto tentativo di fuga oltre confine – è potuto tornare alla sua casa sul lungomare di San Paolo grazie al provvedimento di libertà provvisoria concessogli la notte scorsa dal giudice d’appello, José Marcos Lunardelli.

Il togato ha accolto la richiesta di ‘habeas corpus’ avanzata dagli avvocati di Battisti, che mercoledì scorso era stato arrestato a Corumba’, città del Mato Grosso do Sul al confine con la Bolivia, per sospetto traffico di valuta e riciclaggio. In base alla sentenza, Battisti non potrà lasciare la zona in cui è residente senza autorizzazione previa della giustizia e dovrà presentarsi ogni mese in tribunale.

Nel motivare la sua decisione, Lunardelli ha sottolineato che non esistono prove di traffico di valuta, né di riciclaggio, reati per i quali l’italiano era stato incarcerato, e che il suo arresto ha rappresentato una “limitazione illegale della libertà di movimento”.

Uscito di prigione, Battisti è subito partito dall’aeroporto internazionale di Campo Grande in direzione di San Paolo. Prima di imbarcarsi sul volo, l’ex dei Proletari armati per il comunismo (Pac) si è fermato al bar dello scalo, cercando di confondersi tra gli altri passeggeri. Secondo quanto testimoniato dai giornalisti presenti, Battisti – vestito con una maglietta rossa sotto una giacca nera – era di buon umore, ha sorriso varie volte, letto il giornale e bevuto diversi bicchieri di birra. Poi, con gesto ironico, ha fatto un brindisi in direzione dei fotografi.

Mentre Battisti si riunisce con i suoi legali per elaborare nuove strategie di difesa, membri del governo di Michel Temer sostengono che i reati da lui commessi alla frontiera con la Bolivia possano rafforzare le motivazioni giuridiche per la sua estradizione in Italia. Una possibilità – scrive il quotidiano Estado de S.Paulo – è che Temer annulli l’asilo politico concesso all’ex terrorista nel 2010 dall’ex presidente, Luiz Inacio Lula da Silva. Ma prima di fare questa mossa il governo attende l’elaborazione di un parere giuridico da parte del suo superdicastero, la Casa Civile.

Il ‘rompicapo’ Battisti nel frattempo ha appesantito il clima anche a Roma: il senatore di FI, Maurizio Gasparri, ha per esempio suggerito il ritiro dell’ambasciatore d’Italia in Brasile, mentre il senatore della Lega, Roberto Calderoli, ha dichiarato che la scarcerazione dell’ex terrorista rappresenta “l’ennesima presa per il culo” delle autorità brasiliane a quelle italiane. Non meno dura l’opinione della leader di Fdi, Giorgia Meloni, per la quale si è trattato dell'”ennesimo schiaffo alle famiglie e alla giustizia italiana”.

La liberazione di Battisti però “non incide sull’iter di estradizione”, secondo il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, e anche l’ex capo dell’antiterrorismo di Milano, Ferdinando Pomarici, ha definito “ragionevole” la trattativa in corso tra Italia e Brasile per l’estradizione dell’ex terrorista.

(di Leonardo Cioni/ANSA)

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Battisti: pronto il piano del Brasile per riportarlo in Italia

Pubblicato il 06 ottobre 2017 da ansa

Cesari Battisti. ANSA/FERNANDO BIZERRA JR

RIO DE JANEIRO. – Sarebbe pronto un ‘piano’ per riportare Cesare Battisti dal Brasile in Italia, dopo il suo presunto tentativo di fuga in Bolivia: lo sostengono i media locali, che citano gli sforzi del governo del presidente Michel Temer per trovare un ‘escamotage’ giuridico dell’ultim’ora. L’idea sarebbe quella di imbarcare l’ex terrorista su un aereo della polizia federale direttamente da Corumbà – la città del Mato Grosso do Sul dove si trova in arresto da due giorni per sospetto traffico di valuta e riciclaggio di denaro – con destinazione Roma.

Un’azione lampo che – secondo alcune fonti – potrebbe realizzarsi già nei prossimi giorni. Ci sarebbe infatti, secondo quanto si apprende, la disponibilità da parte del Brasile di consegnare Battisti all’Italia senza la richiesta di una nuova domanda di estradizione ma utilizzando quella già presentata. Prima però devono essere risolte alcune importanti questioni legali.

Tra gli ostacoli da superare – fa notare la stampa – ci sarebbe l’assenza di una dichiarazione formale da parte del governo italiano che si impegni a rispettare le regole su quella che i giuristi di Brasilia chiamano ‘detrazione penale’. In base ai trattati di estradizione, le autorità di Roma devono cioè vincolarsi ad assicurare all’imputato lo stesso regime di detenzione previsto dalle leggi brasiliane.

Fonti del ministero della Giustizia fanno sapere che “tutto quello che c’era da fare è stato fatto”. Ma in serata è lo stesso Guardasigilli a dichiarare che l’Italia intende muoversi “con grande determinazione ma anche con grande cautela”. “In questi anni e in queste ore – ha detto Orlando – il nostro Paese ha fatto ogni passo possibile sia dal punto di vista politico sia giudiziario per ottenere l’estradizione di Battisti. Oggi c’è un fatto nuovo, che è quello dell’arresto, che ci può consentire di avere più probabilità di successo. Bisogna muoversi con grande determinazione ma anche con grande cautela”.

Il ministro ha ricordato che “proprio qualche mese fa Pasquale Scotti, il braccio destro di Cutolo, è stato assicurato alla giustizia italiana con la collaborazione delle autorità brasiliane. Oggi mi auguro si possa fare lo stesso con Battisti perché credo sia il modo migliore per dare sollievo alle vittime, per rendere onore a chi è caduto e per parlare anche a chi ha sofferto”.

Secondo il Brasile, l’Italia, dovrebbe impegnarsi ad applicare la pena prevista nel Paese per i delitti commessi da Battisti (condannato all’ergastolo nel nostro paese), ovvero al massimo 30 anni di carcere. La difesa di Battisti ha intanto avanzato un nuovo ricorso alla Corte suprema, chiedendo che venga analizzata “con urgenza” la richiesta di ‘habeas corpus’ per il loro assistito presentata allo stesso tribunale lo scorso 27 settembre.

Secondo gli avvocati, esisterebbe infatti un rischio “imminente” di estradizione in Italia per l’ex estremista di sinistra. Ma il giudice federale Odilon de Oliveira, che ieri ne ha convalidato l’arresto, ha sostenuto che, con il suo tentativo di fuga in Bolivia, Battisti ha non solo “trasgredito” le norme sullo status di rifugiato politico, ma anche “offeso l’ordine pubblico” brasiliano.

Durissime poi le parole di un altro togato, Pietro Forno, che da giudice istruttore a Milano si occupò dei processi per gli omicidi commessi dai Proletari armati per il comunismo. Battisti è “un professionista della fuga, una persona che ha una laurea honoris causa in fuga”, ha ironizzato Forno.

Come accaduto ieri, anche oggi sono state molte le reazioni politiche. Parla per esempio di “scandalosa latitanza” il deputato del Pd eletto in Sudamerica, Fabio Porta, cui fa eco il segretario del Psi, Riccardo Nencini: “Non è un eroe perseguitato, ma un assassino”. Insiste sulla necessità che Battisti “sconti assolutamente la pena per quello che ha fatto” anche il vicepresidente della Camera e candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio.

Chiede invece al governo Gentiloni di “farsi rispettare dalle autorità brasiliane” il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri (FI), mentre per la deputata di Forza Italia, Elvira Savino, l’ex premier Matteo Renzi e il Pd sono i principali “responsabili” per la mancata estradizione di Battisti.

(di Leonardo Cioni/ANSA)

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Centrale Idroelettrica

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Brasile, quattro centrali idroelettriche all’asta. Una va all’Enel

Pubblicato il 27 settembre 2017 da redazione

Enel si aggiudica centrale idroelettrica in Brasile

Centrale Idroelettrica

RIO DE JANEIRO – Il governo brasiliano ha venduto all’asta quattro centrali idroelettriche per un valore complessivo di 12,13 miliardi di reais (3,5 miliardi di euro). L’operazione, realizzatasi oggi a San Paolo, ha reso all’esecutivo verdeoro il 9,73% in più della cifra attesa, pari a undici miliardi di reais.

Le dighe alienate, che appartenevano alla Compagnia energetica di Minas Gerais (Cemig), sono quelle di Jaguara, Sao Simao, Miranda e Volta Grande. Quest’ultima in particolare è andata ad Enel, che se l’è aggiudicata per 1,41 miliardi di reais (oltre 400 milioni di euro), informa la stampa locale.

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Venezuela: in Brasile boom di domande d’asilo

Pubblicato il 13 marzo 2017 da redazione

RIO DE JANEIRO – La complessa realtà politica che vive il Venezuela ha molteplici riflessi. Li ha nel paese, dove la popolazione deve convivere con una crisi economica senza precedenti aggravata dal clima di instabilità delle istituzioni democratiche; e li ha all’estero, dove cresce il numero di cittadini venezuelani che cercano oltre frontiera una vita migliore e protezione.
Ad esempio, stando a quanto reso noto dalla polizia federale di Roraima, lo stato più settentrionale del Brasile, confinante col Venezuela, negli ultimi anni si è verificato un massiccio aumento delle richieste di asilo da parte di cittadini venezuelani.
Il numero di coloro che hanno chiesto il riconoscimento della protezione internazionale alle autorità del Brasile, negli ultimi tre anni, sarebbe aumentato addirittura del 22 mila per cento. In effetti, nel 2014 le domande sono state appena nove e 230 nel 2015. L’anno scorso, invece, i venezuelani che si sono rivolti alla sede della polizia federale della capitale di Roraima, Boa Vista, per essere considerati rifugiati, a causa dell’aggravarsi della crisi economica e politica, sono stati ben 2.230.
Quest’anno la polizia di frontiera del Brasile avrebbe giá ricevuto 4mila richieste di asilo. Si presume, quindi, che il numero raddoppierà alla fine del 2017. Molti venezuelani si recano all’estero in cerca di una migliore qualità di vita e di lavoro. Sono tanti i giovani che a malincuore lasciano il Paese in cerca di un futuro che il Venezuela oggi non può assicurare. E sono anche tanti, e il numero continua a crescere, coloro che chiedono asilo a causa della realtà politica che oramai concede poco spazio alle libertà democratiche. In prigione, d’altronde, sono ancora tanti, come denunciato dal Foro Penal Venezolano, una delle piú autorevoli Ong del Paese, i prigionieri politici.

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Sì all’impeachment. Dilma chiama la piazza

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

dilma

SAN PAOLO. – Cala il sipario su Dilma Rousseff. Il Senato brasiliano ha infatti approvato con 55 voti a favore e 22 contrari, dopo una maratona durata 22 ore, l’apertura di un procedimento di impeachment nei confronti della prima presidente donna del Brasile, interrompendo bruscamente dopo oltre 13 anni la leadership del Partito dei lavoratori fondato dall’ex presidente Lula e travolto dalle ultime inchieste giudiziarie.

La presidente non esce però definitivamente di scena: il processo di impeachment le concede 180 giorni di tempo per preparare al meglio la difesa prima del voto definitivo del Senato, a maggioranza dei due terzi. Ovvero 54 voti, solo uno in meno di quelli espressi in questa seduta dai senatori. Impedire le destituzione appare pertanto un’impresa difficile ma non impossibile per la battagliera Dilma, che prima di lasciare il palazzo presidenziale di Planalto ha puntato nuovamente il dito contro le opposizioni.

“E’ un impeachment fraudolento, un vero golpe. In gioco ci sono il rispetto della volontà sovrana dei 54 milioni di elettori che mi hanno votata e della democrazia. Posso aver commesso errori, ma mai reati”, ha tuonato in diretta tv la presidente, che ha anche mobilitato i propri sostenitori “all’unità e alla lotta, ma in pace”.

“Nella mia vita – ha proseguito Dilma con la voce rotta dall’emozione – ho sofferto il dolore indicibile della tortura, il dolore straziante della malattia e ora soffro il dolore di un’ingiustizia. In questo momento fa più male l’ingiustizia, perché sono vittima di una farsa giuridica e politica”.

Prima di lasciare il palazzo, Dilma ha voluto abbracciare i propri sostenitori che la aspettavano da ore sotto il sole cocente di Brasilia e si è concessa un bagno di folla “per mitigare la grande tristezza dell’ingiustizia e del tradimento”.

Mentre Dilma si allontanava scortata da un imponente servizio di sicurezza, il vice presidente Michel Temer ha giurato con una semplice cerimonia ed ha assunto l’interim della presidenza. Temer, un avvocato di 75 anni figlio di immigrati di origine libanese sposato con una ex modella di 43 anni più giovane, ha annunciato di aver già pronta la lista dei ministri, il cui fiore all’occhiello è l’ex governatore della banca centrale durante i governi Lula, Henrique Meirelles, al quale Temer ha affidato il delicato portafoglio delle Finanze per tentare di far ripartire l’asfittica economia brasiliana.

La ricetta di Temer è riequilibrare i conti tagliando le spese. A rischio ci sono i programmi sociali per le fasce più povere del Paese lanciati da Lula e proseguiti da Dilma. Temer sa bene che la partita si gioca proprio sul terreno dell’economia e sa altrettanto bene che se non otterrà risultati immediati, tra sei mesi potrebbe profilarsi un clamoroso ritorno di Dilma. Il cui partito si è detto pronto ad un implacabile ostruzionismo in parlamento alle iniziative del “traditore” Temer.

(di Marco Brancaccia/ANSA)

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Brasile: impeachment, la maggioranza dei senatori favorevoli

Pubblicato il 12 maggio 2016 da redazione

dilma

SAN PAOLO. – Sono già 41 i senatori che si sono espressi a favore dell’impeachment di Dilma Rousseff, un numero sufficiente per far scattare la sospensione di 180 giorni della prima presidente donna del Brasile. Il quorum è stato raggiunto dopo oltre 16 ore di maratona ad oltranza in senato. La votazione è prevista nelle prossime ore al termine delle dichiarazioni di voto.

Appare quindi scontato il via libera del Senato, visto che il quorum necessario per far scattare la sospensione della presidente di sinistra è di 41 voti su 81 senatori. Al termine delle dichiarazioni, si procederà al voto elettronico in aula.

Dilma ha annunciato che pronuncerà un discorso dopo il voto ed il video sarà postato su tutti i social network. Il vice presidente Michel Temer assumerà l’interim subito dopo la notifica alla presidente dei risultati del voto da parte della Corte suprema.

Come primo atto, Temer terrà un discorso alla Nazione in diretta tv alle 15 (le 20 in Italia) dal palazzo presidenziale di Planalto, in compagnia del ministro delle Finanze indicato, l’economista Henrique Meirelles, ex governatore della banca centrale brasiliana.

La presidente Dilma, che sarà sospesa per un periodo di 180 giorni durante i quali potrà difendersi dalle accuse davanti ai giudici della Corte suprema, lascerà Planalto alle 11 (le 16 in Italia), accompagnata dall’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, suo amico e mentore politico, giunto appositamente da San Paolo per manifestarle la propria solidarietà.

Lula e Dilma raggiungeranno la piazza dei Tre poteri, davanti al parlamento di Brasilia, e si uniranno ad una manifestazione organizzata in sostegno della presidente.

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01:31Calcio: Maradona a Calcutta per match di beneficienza

(ANSA) - NEW DELHI, 11 DIC - Più volte rinviato, è finalmente cominciato oggi un viaggio di Diego Maradona nella metropoli indiana di Kolkata (Calcutta), dove si tratterrà per tre giorni, impegnato in una serie di attività di beneficienza. I continui spostamenti di data della sua visita hanno fatto sì che oggi a riceverlo nella capitale dello Stato di West Bengala vi fossero quasi solo giornalisti e responsabili locali, ma non molti tifosi. Nella sua precedente visita che risale a nove anni fa, l'aeroporto cittadino fu preso d'assalto da migliaia di tifosi che lo acclamarono in strada fino ad oltre la mezzanotte. Gioviale e rilassato, Diego ha salutato con la mano i presenti prima di entrare insieme con la fidanzata Rocio Oliva nell'auto che lo ha portato in un hotel del centro che aveva approntato per lui una suite 'Diego Maradona'. Gli organizzatori si sono impegnati particolarmente nel decoro della suite, le cui pareti mostrano passaggi centrali della vita del calciatore.

00:54Calcio: Donadoni’C’è tanta rabbia, ci manca sempre qualcosa’

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - "Abbiamo preso il secondo gol nel momento in cui il Milan era forse nel peggior momento: siamo stati ingenui ed è un peccato, perché in più di un'occasione siamo andati vicini al gol''. A Premium Sport l'allenatore del Bologna Roberto Donadoni non nasconde l'amarezza le occasioni sprecate: ''C'è tanta rabbia, prestazioni come questa non possono equivalere a zero punti, ma ci manca sempre qualcosa. Non c'è nessun complesso nei confronti delle big: forse a volte siamo eccessivamente preoccupati di quello che possono creare, ma se andiamo a vedere le partite che abbiamo giocato con le grandi non mi sembra ci siano state situazioni di superiorità da parte loro. Dobbiamo lavorare sul profilo mentale e anche su quello tecnico: un controllo fatto bene o fatto male si traduce in un'occasione colta o sprecata e quindi in una partita vinta o persa. Dobbiamo essere più centrati su noi stessi''.

00:48Calcio: Gattuso “strada ancora lunga, difesa da migliorare”

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - "Dobbiamo ancora migliorare, specie in difesa, perché il Bologna ci ha messo in difficoltà. Ma devo ringraziare i ragazzi per la vittoria, per la mentalità e per lo spirito di sacrificio: mi tengo la prestazione e il risultato, ma dobbiamo ben tener presente che la strada è ancora lunga". Così l'allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, dopo la vittoria a San Siro sul Bologna. Il tecnico ha elogiato il match winner Bonaventura: "Ha grandissima qualità. Sa fare gol, si sa inserire. Credo sia uno dei centrocampisti migliori d'Italia, deve migliorare un pochino sul fisico". Una battuta sul suo comportamento a bordo campo: "Le partite le sento tantissimo, pure quando gioco a calcio balilla con mio figlio, ma certo su questa di panchina è ancora più emozionante. Il Milan è la mia seconda pelle".

00:32Calcio: Spagna, Suarez-Messi, Barcellona sbanca a Villarreal

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - Il Barcellona torna alla vittoria in Liga dopo due pareggi superando 2-0 in trasferta il Villarreal, alla terza sconfitta di fila. Restano cinque i punti di vantaggio della capolista sul Valencia, vittorioso ieri sul Celta Vigo, e sei sull'Atletico Madrid, che in un altro incontro domenicale della 15/a giornata è andato a vincere 1-0 a Siviglia sul campo del Betis. A Villarreal, i blaugrana hanno sbloccato il risultato solo nella ripresa, con le reti di Luis Suarez al 27' e Messi al 38', con l'argentino che porta così a 14 centri il bottino personale in campionato. Il Barcellona ha ancora un vantaggio di 8 punti sul Real Madrid, che prima del Clasico del 23 dicembre, forse l'ultima occasione per rientrare in corsa per il titolo, andrà in trasferta in settimana negli Emirati per la semifinale, e probabilmente la finale, del Mondiale per club.

00:23Basket: Serie A, Torino-Milano 71-59

(ANSA) - TORINO, 10 DIC - La Fiat Torino batte 71-59 l'EA7 Milano e aggancia in classifica i milanesi. Una vittoria di carattere quella conquistata dalla squadra dell'ex milanese Banchi, passata a condurre nella prima frazione per poi non lasciare più il comando della partita. Se all'inizio le percentuali di Milano hanno favorito la fuga torinese (32-27 al 20'), nella ripresa la difesa di Torino ha fatto la differenza. Washington ha chiuso le falle in difesa, Mbakwe ha fatto impazzire sotto canestro i lunghi milanesi, caricando di falli Tarczewski e Gudaitis. Un parziale di 17-6 a metà terzo quarto (51-33), propiziato da Mbakwe e Vujacic ha indirizzato la partita: Milano ha provato nel finale a riavvicinarsi, ma la Fiat ha controllato senza patemi il risultato. Ottima prova di Patterson (16), Mbakwe (15) e Vujacic (10) per Torino, mentre sulla sponda milanese il solo Jerrels è riuscito ad andare in doppia cifra chiudendo con 10 punti.

00:21Calcio: Bonaventura, vittoria sia punto di partenza Milan

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - "Era importante vincere e ce l'abbiamo fatta. Siamo felici, venivamo da un periodo in cui seminavamo tanto e raccoglievamo poco''. A Premium Sport, il centrocampista del Milan Giacomo Bonaventura racconta il suo match da protagonista contro il Bologna: ''Dovevamo tenere un po' più la palla una volta andati in vantaggio, ci servirà da lezione per le prossime. Sperando che questa vittoria possa essere un punto di partenza. Io sto meglio, piano piano sto arrivando al cento per cento e cerco sempre di dare tutto me stesso per la squadra''.

00:08Serie A: il Milan batte il Bologna 2-1 nel posticipo

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - Una doppietta di Jack Bonaventura fa respirare il Milan di Rino Gattuso alla sua prima vittoria da quando ha preso il posto in panchina di Vincenzo Montella. In un Meazza congelato con fiocchi di neve a sprazzi, i rossoneri battono il Bologna 2-1 (1-1) nel posticipo della 16/a giornata della Serie A. Apre le marcature Bonaventura al 10' pt, bel pari di Verdi al 23' pt, decide di nuovo Bonaventura al 31' st. Con i tre punti conquistati questa sera il Milan si porta al settimo posto a quota 24 punti.

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