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Ancora proteste e saccheggi in Venezuela: un morto e vari feriti

Pubblicato il 10 giugno 2016 da redazione

saccheggi

CARACAS – Dopo la protesta dell’altro giorno, nei rioni popolari di Petare e Palo Verde, repressa con gas lacrimogeni e pallottole di plastico da parte della Polizia Bolivariana e la Guardia Nazionale, ieri nel quartiere La Vega si è vissuto un’altra giornata di saccheggi, proteste e violenza.

Il bilancio, almeno un morto (l’autista di un camion colpito al volto da un colpo di arma da fuoco mentre si opponeva a chi tentava di saccheggiare la merce che trasportava) e vari feriti tra cui un poliziotto, anch’egli ferito da un colpo di arma da fuoco.

Scene simili si sono verificate anche nella provincia.

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Lettera al Presidente del Comites di Caracas

Pubblicato il 20 maggio 2016 da redazione

comites

Presidente Ugo Di Martino,
vorrei lasciar per iscritto la mia perplessità, così come l’ho riferita durante l’ultima assemblea del 14 maggio us, sul perché il Governo Italiano non elargisce i fondi necessari per il corretto operato del COMITES di Caracas.

La mia perplessità ha trovato una prima risposta quando ho sentito dire dal rappresentante consolare presente alla seduta: “ il bilancio consuntivo 2014 non è stato inoltrato, perché non è stato firmato, esiste solo un brogliazzo, per cui è stato impossibile inviarlo a Roma e, fino a che non si soluzioni questo inconveniente, non si farà effettivo nessun contributo”.

Sorge quindi, inevitabilmente, chiedersi: come è possibile che ció sia successo! Ma soprattutto, come mai non è stato ancora risolto se la maggioranza degli attuali consiglieri erano membri del COMITES anteriore? Soprattutto, considerando che questo fatto pregiudica il nostro operato e la nostra immagine presso le autorità consolari.

In questo senso, e, sentendomi responsabile del mio ruolo come rappresentante della comunitá che mi ha votato, chiedo, cortesemente, che nel giro di una ventina di giorni, mi vengano consegnati, sia i verbali delle riunioni di assemblea, come quelli dell’esecutivo, dal 2013 fino ad oggi, con i rispettivi bilanci preventivi e consuntivi, presentati presso le autorità consolari affinché io possa avere un ulteriore chiarimento e poter rispondere adeguatamente ai miei elettori.

Non nascondo il mio stupore anche, per la discussione sorta durante l’assemblea, quando si è parlato del punto relativo alla convocatoria del 21 maggio, quando, due membri dell’esecutivo, e due consiglieri, l’hanno interpellata duramente dicendo che aveva convocato e, usato, in maniera irregolare il nome del COMITES.

Finalmente, vorrei risaltare il fatto che, dopo un anno, non abbiamo ancora un regolamento al quale attenerci; ma, la cosa che mi risulta più strana, è che il regolamento che è stato presentato nell’ultima assemblea, perché venga approvato per via telematica, non è stato sufficientemente discusso, e presenta evidenti errori di fondo (come l’articolo che elenca le funzioni e i doveri delle commisioni di lavoro che non c’entrano niente con quelle nominate da noi), ma soprattutto, mi ha stupito abbastanza il fatto che, quando ho interpellato direttamente un membro dell’esecutivo sulla questione, mi sono sentito rispondere: che non avendolo letto non poteva rispondermi in proposito; un fatto veramente insolito, dato che era un punto dell’ordine del giorno.

Sono veramente rammaricato, perché, dopo più di un anno di essere stati eletti, ancora una volta, le nostre riunioni finiscono in grandi litigate, dove gli insulti vanno e vengono, senza, riuscire a concludere nulla per la nostra comunità.

Penso che tutti i consiglieri che l’abbiamo votata per svolgere il ruolo del presidente, facendoci eco del messaggio inviato da lei stesso, di essere l’uomo di esperienza, l’uomo giusto per condurre questo COMITATO, si sentamo responsabili per quanto sta succedendo e, io per primo, perché, essendo capolista di una proposta antagonista alla sua, le ho dato il mio voto pensando che, al di sopra delle differenze, c’era la voglia di lavorare insieme per la nostra comunità, fare squadra, ma purtroppo, fin’ora non è stato così.

Senz’altro al momento

Mariano Palazzo
Consigliere COMITES Caracas

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Un “Decreto di Emergenza” che potrebbe limitare le libertà dei venezuelani

Pubblicato il 17 maggio 2016 da redazione

Maduro preside el Consejo de Ministros

Maduro preside el Consejo de Ministros

CARACAS – Un provvedimento polemico, come lo sono stati d’altronde anche quelli precedenti, che permette molteplici interpretazioni. Il capo dello Stato, venerdì scorso, ha annunciato un nuovo “Decreto di Emergenza Economica”. E, fin qui, nulla di nuovo.

Da mesi, ormai, il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, governa per decreto. Ma, in questa occasione, il contenuto del provvedimento è diverso. Si scosta dai precedenti. Quello che entrerà in vigore, non appena sarà pubblicato in “Gazzetta Ufficiale”, amplia il concetto di emergenza, coinvolgendo anche l’ambito delle libertà del cittadino.

E, così, il presidente Maduro, qualora lo dovesse considerare opportuno, potrebbe proibire ogni tipo di manifestazione e di riunione pubblica, la libertà di transito nel paese, limitare alcuni tipi di comunicazione e stabilire paletti ben precisi alla libertà di stampa e di opinione.

Stando agli esperti, la Costituzione, comunque, prevede che lo “Stato d’Emergenza”, qualunque esso sia, non potrà mai condizionare l’operatività dei Poteri Pubblici. Quindi, con o senza di esso, l’iter per la realizzazione del Referendum Abrogativo non dovrebbe subire alterazioni importanti.

Lo stesso non si può affermare della “campagna” volta a promuovere la consulta popolare. Se il capo dello Stato dovesse decidere di limitare alcune libertà per “ragioni di ordine pubblico” – per esempio quelle di manifestazione e di riunione – potrebbe ripresentarsi quanto già accaduto nelle regioni limitrofi in occasione delle parlamentari.

Se poi si dovessero porre barriere e controlli alle comunicazioni e quindi alla possibilità di interagire attraverso i “social-network”, l’ambito di azione del Tavolo dell’Unità sarebbe ridimensionato significativamente.

Nessuna volontà di costruire ponti verso l’Opposizione per porre fine allo scontro politico che indebolisce sempre più l’equilibrio istituzionale del Paese aprendo le porte alla possibilità di soluzioni indesiderate e violente.

Il capo dello Stato, al contrario, continua ad impiegare un linguaggio veemente che alimenta le frange radicali del Psuv e del Tavolo dell’Unità. In particolare, nel Psuv, le correnti intransigenti fanno pressione affinché, una volta pubblicato in “Gazzetta Ufficiale” il nuovo “Decreto di Emergenza Economica”, si proceda al sequestro ed esproprio di quelle aziende la cui produzione, oggi, è ferma.

Non importa se a causa della mancanza di materie prime o per l’impossibilità di trovare in loco o di importare pezzi di ricambio.

Stando al presidente di Conindustria, Juan Pablo Olalquiaga, sono ben otto mila le aziende che hanno chiuso i battenti dal 1996 ad oggi. Cioè, circa i due terzi di tutto il settore produttivo. La maggior parte di esse erano piccole e medie, molte di proprietà di connazionali.

La notevole riduzione del tessuto produttivo ha avuto necessariamente effetti devastanti sui volumi dei beni nel mercato. Le lunghe, lunghissime file di venezuelani alle porte dei supermarket e generi alimentari, i tentativi di saccheggi sempre più frequenti nelle piccole comunità agricole come nei grandi centri urbani, non pare siano il prodotto di una presunta “guerra economica” dell’oligarchia e del capitale transnazionale, come specula il governo, ma della drammatica riduzione dell’industria privata.

E della diminuzione dei volumi d’importazione, al venir meno la valuta pregiata a causa del crollo dei prezzi del barile di petrolio. La crisi economica, quindi, pare destinata a peggiorare invece di migliorare.

Un sondaggio di Datanálisis, reso noto da Luis Vicente León, illustra lo stato d’animo che accompagna oggi i venezuelani. L’opinionista, nel suo “pezzo” pubblicato dal Portale “Prodavinci”, spiega che a 2.500 venezuelani è stato chiesto se consideravano che oggi si vivesse meglio o peggio. Il 97 per cento ha risposto che la loro qualità di vita è sensibilmente peggiorata.

Certo, non c’era bisogno di un sondaggio per capire che oggi il tenore di vita del venezuelano si è deteriorato. E’ sufficiente osservare le lunghe file di consumatori alle porte dei supermarket per acquistare non ciò di cui si ha bisogno ma ciò che è disponibile. E’ negata a tutti, poi, la possibilità di scegliere tra marche differenti e diversità di prezzi.

Oggi ci si reca al supermarket solo con la speranza che l’arrivo della mercanzia coincida con l’ultimo numero della propria Carta d’Identità, lasciapassare indispensabile per l’acquisto dei beni di consumo di prima necessità. Ma non sempre si ha questa fortuna.

Non sono solo i generi alimentari quelli che mancano ma anche le medicine, nonostante le autorità s’impegnino ad affermare il contrario. Il ministro dell’Economia, Miguel Pérez Abad, ha annunciato la settimana scorsa l’arrivo al paese dicirca 40 tonnellate di medicine e prodotti farmaceutici provenienti dall’Iran.

E’ questa, indirettamente, l’ammissione di un grave deficit di produzione nel settore. Si criticavano, e con ragione, i governi della Quarta Repubblica per le gravi carenze nell’ambito dell’assistenza sanitaria. Oggi, purtroppo, la situazione è precipitata. E lo è al punto tale che la morte di bambini e anziani per mancanza di medicine non fa più notizia. Solamente intristisce.

Intanto il Tavolo dell’Unità, dopo la recente manifestazione repressa con violenza dalle forze dell’ordine, ha esortato di nuovo i venezuelani a protestare domani per esigere celerità al Consiglio Nazionale Elettorale, nel controllo delle firme al fine di procedere definitivamente all’attivazione del Referendum Revocativo.

L’obiettivo, anche in questa occasione, è di raggiungere pacificamente la sede dell’organismo elettorale. Il Sindaco di Caracas, Jorge Rodríguez, ha già dichiarato che l’iniziativa del Tavolo dell’Unità non ha i permessi delle autorità competenti e, quindi, i venezuelani non potranno sfilare lungo le strade della capitale in segno di protesta.

Il Sindaco di Caracas ha anche assicurato che le forze dell’ordine interverranno con fermezza per soffocare sul nascere ogni provocazione o violenza.Il centro storico della capitale, dove si svolgono le attività politiche ed economiche del Paese, quindi, resta “off limits” per l’Opposizione ed esclusivo appannaggio delle organizzazioni filogovernative.

Corsi e ricorsi storici. In seno al Tavolo dell’Unità, cresce come la schiuma il dibattito interno in vista delle amministrative. Le correnti radicali, che sono anche quelle che fanno più baccano, sostengono che oggi l’obiettivo fondamentale è il Referendum Revocativo e che le amministrative sono solo una perdita di tempo e di energie.

Sono, questi, i settori incapaci di apprendere dagli errori del passato recente. In democrazia il vero potere si esercita nei governi regionali e il cammino verso Miraflores passa necessariamente attraverso la loro conquista. Disertare le amministrative, e in ogni caso non attribuire loro l’importanza che hanno, rappresenterebbe un “crasso errore” che si pagherebbe in futuro in termini di quote di potere politico.

(Mauro Bafile/Voce)

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Calcio venezuelano: Aragua, Anzoátegui, Caracas e Zamora a caccia delle semifinali

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

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CARACAS – Inizia il secondo round dell’octagonal del Torneo Apertura: Aragua, Deportivo Anzoátegui, Caracas e Zamora dopo i risultati positivi ottenuti all’andata cercheranno di fare il passo definitivo per la fase successiva.

L’Aragua andrá sul difficile campo di Pueblo Nuevo per cercare di profanare il cosidetto ‘Templo sagrado del fútbol nacional’: qui il Deportivo Táchira in dieci gare giocate in questo Torneo Apertura 2016 ha vinto in 5 occasioni, ha pareggiato in quattro ed é stato battuto solo dallo Zamora 1-2.

I giallorossi si presentano sul campo di San Cristóbal con la missione di difendere col coltello tra i denti l’1-0 ottenuto nella gara d’andata. Dal canto suo la squadra di Maracay giocando in trasferta in 11 gare disputate ne ha vinte 4, ne ha pareggiate 4 e ne ha perso 3.

Sul rettangolo di Pueblo Nuevo, in 12 gare disputate i padroni di casa invece hanno vinto in 11 occasioni, solo in una occasione l’Aragua é riuscito a strappare un punto al Táchira. I gialloneri hanno segnato 31 reti e ne hanno subito 8. L’unico pari risale al 18 febbraio del 2007, allora il match si chiuse sul 2-2.

Il Deportivo Anzoátegui ospita il Mineros dopo l’importante vittoria (0-1) ottenuta a Puerto Ordaz. Il Danz tra le mura amiche ha disputato in questo torneo 10 incontri con un bilancio di 4 successi e 6 pareggi, mentre i neroazzurri hanno giocato 9 partite fuori casa con un saldo di 4 vittorie, 2 pareggi e 3 rovesci.

I precedenti sul rettangolo verde del José Antonio Anzoátegui sono 12 e parlano di 6 vittorie per i padroni di casa, 3 pareggi e 3 sconfitte. L’ultima volta che si sono affrontati a Puerto La Cruz in una gara di campionato é stato il 22 luglio del 2015, allora finí 1-1.

Il Caracas andrá a far visita al Deportiva La Guaira: in questi 90 minuti difenderanno il 2-1. La formazione arancione ha giocato in questo campionato nel recinto di casa in 9 occasioni ottenendo 6 successi e 3 pareggi, uno di questi proprio contro il Caracas.

Dal canto suo i ‘rojos del Ávila’ hanno disputato 10 gare in trasferta con un bottino di 2 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte. Negli almanacchi troviamo che il Deportivo La Guaira ha ospitato in 10 occasioni il ‘derby capitolino’ e gli arancioni hanno vinto in 2 opportunitá, hanno pareggiato in tre ed i ‘rojos’ si sono imposti in 5 occasioni.

Infine lo Zamora, che grazie al 3-2 ottenuto a Valera contro il Trujillanos, approfitterá del fattore campo per chiudere subito la pratica ed approdare alla fase successiva. Bisogna segnalare che i bianconeri di Barinas, non perdono una gara in casa da un po’ di tempo: 40 gare per la precisione. In questo campionato solo il Caracas é riuscito a strappare un punticino dallo Stadio La Carolina.

I ‘guerreros de la montaña’, hanno giocato in 10 occasioni in trasferta con un saldo di 3 successi, 4 pareggi e 3 ko, uno di questi proprio contro lo Zamora (3-1). A Barinas, sono 16 i precedenti: 10 vittorie bianconere, 2 pareggi e 4 successi per il ‘Tru’.

Detto questo non resta che accomodarsi in poltrona o andare allo stadio e vedere chi riuscirá a spuntarla dopo questi novanta minuti e forse anche 120: sono tanti i risultati possibili prima di conoscere le quattro squadre che si giocheranno il titolo di campione del Torneo Apertura.

(Fioravante De Simone/Voce)

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Venezuela: ancora saccheggi e tentativi di linciaggio

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

Caracas: En Terrazas del Avila linchan a un par de sujetos

Caracas: En Terrazas del Avila linchan a un par de sujetos

CARACAS – Ancora violenza. Così come aumentano i tentativi di saccheggio di supermarket piccoli e grandi in tutto il paese, cresce il numero dei linciaggi. A Puerto Ordaz, tre presunti delinquenti sono stati pestati a sangue nei giorni scorsi e solo l’intervento della Polizia li ha salvati da una norte atroce.

Stando alla Polizia, i malviventi sarebbero stati scoperti in fragrante rubando alcune gomme d’auto. Gli abitanti del quartiere “La Churuata” di Puerto Ordaz, stanchi del vandalismo e dell’inoperatività della Polizia avrebbero deciso di farsi giustizia da soli. L’intervento delle Forze dell’Ordine hanno evitato la tragedia.

Sono purtroppo sempre piú frequenti i tentativi di linciaggio nel Paese e non sempre la polizia arriva in tempo per evitare la tragedia.

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Calcio venezuelano: Al via l’Octagonal del Torneo Apertura

Pubblicato il 10 maggio 2016 da redazione

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CARACAS – Si torna in campo nel Torneo Apertura con l’Octagonal. Zamora, Deportivo Táchira, Deportivo Anzoátegui, Deportivo La Guaira, Caracas, Mineros, Aragua e Trujillanos lotterano fino alla fine del mese per mettere in bacheca il trofeo di campione. La squadra che riuscirá ad alzare la coppa il prossimo 29 maggio avrà garantito un posto nella fase a gironi della Coppa Libertadores 2017 ed uno dei due posti per la finale scudetto che si disputerá a fine anno.

In questa sorta di play off si sfideranno la prima contro l’ottava, la seconda contro la settima, la terza contro la sesta ed infine la quarta contro la quinta. Vale a dire: Zamora-Trujillanos, Deportivo Táchira-Aragua, Deportivo Anzoátegui-Mineros e Deportivo a Guaira-Caracas.

Nello stadio Giuseppe Antonelli, l’Aragua sfida il Deportivo Táchira. La formazione di Maracay ha inanellato quattro vittorie consecutive: prestazione che gli ha permesso di timbrare il biglietto per l’Octagonal. Dal canto suo il ‘carrusel aurinegro’, nello stesso numero di gare ha racimolato due vittorie, un pari ed un ko (proprio contro i rivali di oggi).

I precedenti tra queste due squadre sono 26, con un bilancio di 4 vittorie per i giallorossi, 8 pareggi e 14 succesi per i gialloneri. Nella cosidetta ‘ciudad jardín’ si sono sfidati in 14 opportunitá con un saldo di 4 vittorie per i padroni di casa, 7 pari ed in tre occasioni il Táchira ha espugnato il campo di Maracay. L’ultima volta che si sono affrontati l’incontro é stato vinto per 2-0 dall’Aragua, ma c’é da segnalare che i gialloneri sono scesi in campo con una squadra rabberciata, con diversi giocatori della primavera, a causa dell’impegno in Coppa Libertadores.

A Puerto Ordaz, il Danz andrá a far visita al Mineros. Si prevede un must del calcio da degustare dal fischio d’inizio fino al novantesimo. La formazione orientale ha avuto un’andatura costante durante la Regular Season del Torneo Apertura, mentre il percorso dei neroazzurri é stato in crescendo. Durante la loro storia, si sono affrontati in 24 occasioni, con 10 vittorie per il Mineros, 5 pareggi e 9 successi per l’Anzoátegui.

Durante la stagione regolare, la vittoria é andata nella casella dei neroazzurri, dopo i 90’ la gara si é chiusa sul 4-1. Ma c’é da dire, che il Danz é un rivale ostico per il Mineros: negli ultimi precedenti in match ad eliminazione diretta ha avuto la meglio la formazione orientale. Il vincitore di questo incrocio sfiderá nella fase successiva una tra Aragua e Táchira.

Lo stadio Olímpico della Ucv, sará lo scenario dell’incontro tra Caracas e Deportivo La Guaira. Il Clásico capitalino é andato in scena in 18 occasioni con un bilancio di 11 vittorie per i ‘rojos del Ávila’, 3 pareggi e 4 sucessi per la ‘maquinaria naranja’. Giocando come squadra di casa, il Caracas ha portato a casa i tre punti in 6 occasioni ed é stato sconfitto in 2 opportunitá. Nella stagione regolare, la gara tra queste due formazioni si é chiusa sullo 0-0.

Nel Fortino del José Alberto Pérez, il Trujillanos ospita lo Zamora. ‘Guerreros de la Montaña’ e ‘Llaneros’ si sono affrontati in 30 occasioni con un bottino di 8 trionfi per la squadra di Valera, 7 pareggi e 15 successi per i bianconeri. Nella stagione regolare, la squadra allenata dall’italo-venezolano Francesco Stifano si é imposta per 3-1. Ma c’é da segnalare, che nelle sfide ad eliminazione diretta, il Trujillanos ha un’ottima performance, con un bilancio di 4 qualificazioni ed una eliminazione, e proprio contro lo Zamora.

Zamora, Deportivo Táchira, Deportivo Anzoátegui e Deportivo La Guaira, che hanno chiuso la stagione nelle prime quattro posizioni avranno l’opportunitá di chiudere la pratica qualificazione tra le mura amiche.

(Fioravante De Simone/Voce)

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00:15Calcio: Juric, con il Chievo la sfida più importante

(ANSA) - ROMA, 23 APR - "Non sono dispiaciuto della prestazione dei ragazzi. Sono consapevole del divario, la Juve ci ha punito alla prima occasione ma la squadra ha fatto il massimo e non ho nulla da rimproverare". Ivan Juric guarda già oltre il 4-0 incassato sul campo della Juventus. Il Genoa è atteso dalla partita con il Chievo, fondamentale: "Sì, ora noi abbiamo cinque finali, dobbiamo essere tutti uniti per conquistare la salvezza perche sarà durissimo. Ho pensato a questo nei cambi di Laxalt e Burdisso". "Ora avremo tre partite in casa su cinque e dobbiamo fare il massimo numero di punti possibili - conclude l'allenatore - La classifica non ci dà garanzie. Contro il Chievo sarà una delle partite più importanti della storia recente del Genoa, dovremo vincere a tutti i costi: l'ambiente dovrà essere molto unito".

23:50Calcio: Allegri, per scudetto non è ancora fatta

(ANSA) - ROMA, 23 APR - "Avevamo tre partite da vincere: Pescara, Empoli e Genoa. I ragazzi sono stati bravi a vincerle. Non era facile contro il Genoa che ha fatto bene con la Lazio e ha cambiato l'allenatore, poi dopo la Champions poteva esserci un calo fisico e mentale. Invece i ragazzi sono stati molto bravi". Massimiliano Allegri, nel corso del programma 'Serie A live', loda la Juventus dopo il 4-0 al Genoa. Lo scudetto, però, ancora non se lo sente in tasca: "No, però ora ci mancano otto punti perché la Roma può arrivare a 90 e ci mancano 5 partite. Non dimentichiamoci che abbiamo ancora lo scontro diretto, senza la matematica non si può parlare di Scudetto". Una vittoria che rende più tranquillo l'avvicinamento alle semifinali di Champions: "Ora avremo qualche giorno per preparare la trasferta di Bergamo e poi quella di Monaco. Ho la possibilità di cambiare molti giocatori per avere sempre energie fresche. C'è molto entusiasmo, ma dobbiamo pensare a una gara alla volta perché per il momento non abbiamo vinto niente".

23:44Portavoce Merkel, auguri a Macron

(ANSA) - BERLINO, 23 APR - "Bene che Emmanuel Macron con il suo corso per una forte Europa e un'economia sociale di mercato abbia avuto successo. Auguri per le prossime due settimane". È quello che ha twittato Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel, commentando il primo risultato delle elezioni francesi.

23:38Macron, ‘sarò presidente contro i nazionalismi’

(ANSA) - ROMA, 23 APR - "Spero tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi": lo ha detto Emmanuel Macron, vincitore del primo turno alle presidenziali francesi. Voglio andare oltre" i risultati di stasera "e unire tutti i francesi". Lo ha detto il leader di En Marche! Emmanuel Macron davanti ai suoi sostenitori in festa. "Porterò avanti l'esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l'Europa", ha aggiunto. 'Oggi domenica 23 aprile il popolo francese si è espresso. Nel momento in cui il nostro paese attraversa un periodo inedito della nostra storia, colpita dal terrorismo e dalle sofferenze economiche ha risposto nel più bello dei modi, andando a votare massicciamente e ha deciso di mettermi in testa al primo turno", ha detto ancora Macron che parlava con alla spalle la bandiera francese e quella europea.

23:36Calcio: Barcellona vince 3-2 a Madrid, decide Messi

(ANSA) - ROMA, 23 APR - Un gol di Leo Messi al 47' della ripresa ha deciso il 'Clasico' e decretato il successo del Barcellona sul terreno del Real Madrid. I catalani hanno così momentaneamente agganciato la squadra allenata da Zidane in vetta alla Liga, con 75 punti, ma il Real deve recuperare una partita. Al Santiago Bernabeu i padroni di casa sono passati per primi in vantaggio con la rete di Casemiro al 28', pareggiata appena cinque minuti dopo dal solito Messi, su assist di Rakitic. Il quale, al 28' della ripresa, ha portato il Barcellona in vantaggio con un sinistro preciso da fuori area. Al 32' il Real è rimasto in 10 per l'espulsione di Sergio Ramos, intervenuto fallosamente su Messi. Ma è riuscito comunque ad agguantare il pareggio al 40' con la rete di Jaimes Rodriguez. Il 2-2 poteva stare bene al Real, non al Barcellona che ha continuato ad attaccare, fino ad essere premiato dall'ennesima magia della 'Pulce'.

21:51Le Pen, ‘io la grande alternativa. Macron erede Hollande’

(ANSA) - HENIN-BEAUMONT, 23 APR - "Io vi propongo l'alternanza fondamentale che fondi un'altra politica. Questo non accadrà con l'erede di François Hollande e del suo quinquennato catastrofico". Lo ha detto Marine Le Pen ai militanti nel suo quartier generale, senza tuttavia nominare il suo avversario al secondo turno, Emmanuel Macron. "Mi avete portato al secondo turno delle presidenziali. Ne sono onorata con umiltà e riconoscenza. Vorrei esprimere a voi elettori patrioti la mia più profonda gratitudine. E' un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro", ha aggiunto.

21:40Francia: Fillon si schiera con Macron, ‘fermare Le Pen’

(ANSA) - PARIGI, 23 APR - Francois Fillon riconosce la sconfitta e invita gli elettori a votare per Emmanuel Macron contro Marine Le Pen. "L'estremismo porta solo disgrazie e divisioni", ha detto. "Non sono riuscito a convincervi - ha detto Fillon davanti ai suoi - al momento giusto la verità su queste elezioni sarà scritta. E' una mia sconfitta, io solo ne debbo portare il peso. Alle legislative potranno far sentire la voce del centro e della destra, per questo vi chiedo di restare uniti e determinati". "In attesa - ha continuato - dobbiamo scegliere chi è preferibile, l'astensione non fa parte dei miei geni, soprattutto quando c'è un partito estremista, conosciuto per la sua violenza e l'intolleranza. Il suo programma porterebbe il paese al fallimento, aggiungerebbe caos europeo. Non c'è altra scelta che votare per Emmanuel Macron".

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