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Leadership scuote centrodestra, si riapre partita Lombardia

Pubblicato il 09 gennaio 2018 da ansa

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi a margine del vertice ad Arcore, 7 gennaio 2018. ANSA/UFFICIO STAMPA SILVIO BERLUSCONI

ROMA. – La corsa alla leadership tra Forza Italia e la Lega scuote ancora il centrodestra e lambisce la Lombardia riaprendo, almeno al momento, anche i giochi sul candidato governatore. Il passo indietro, per “ragioni personali”, di Roberto Maroni nella corsa al Pirellone, giunto come un fulmine a ciel sereno proprio mentre la coalizione lavora alle candidature per le politiche, agita soprattutto Matteo Salvini.

E più di qualcuno nel centrodestra legge nella mossa dell’attuale governatore della Lombardia il tentativo di una operazione più complessa, dietro la quale ci sarebbe il Cavaliere, per forzare la mano al Carroccio sulla premiership. Cosa smentita nettamente proprio da Berlusconi.

Resta il fatto che la tensione tra i due principali leader del centrodestra è tornata a salire sparigliando le carte anche sulla Lombardia. Tant’è che dopo il vertice mancato di ieri, Forza Italia comincia vedere dei problemi sulla candidatura di Attilio Fontana e apre la porta all’ipotesi di una discesa in campo della forzista Maria Stella Gelmini. Risultato: situazione di stallo. Con il rischio di un avvitamento al quale il Cavaliere risponde chiedendo di affidarsi ai sondaggi. Opzione alla quale il leader del Carroccio non sembra intenzionato per nulla a cedere.

In ogni caso, Berlusconi è convinto che si troverà una soluzione condivisa per “scegliere i migliori”. Salvini, che nel frattempo Elsa Fornero accusa di “meschinità” dopo che lui la aveva accusata di aver “rovinato la vita a migliaia di italiani”, non nasconde il proprio risentimento verso Maroni stoppando qualsiasi ipotesi di una sua candidatura in Parlamento.

Per qualcuno l’ex delfino di Umberto Bossi penserebbe a ritagliarsi un ruolo da “riserva della Repubblica” per il dopo elezioni, e nel suo gesto Stefano Parisi legge “un disegno politico di Forza Italia contro la Lega”. Ipotesi, questa, smentita dallo stesso Maroni che, sostiene, farebbe un accordo con Berlusconi “solo per la presidenza del Milan. Lo stesso Cavaliere esclude “nella maniera più assoluta” la possibilità di Maroni ministro in un governo di centrodestra.

“Se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia, che vale molto di più di tanti ministeri, evidentemente in politica non puoi più fare altro”, tuona il leader del Carroccio.

In ogni caso, nell’alleanza si punta a spargere ottimismo: lo scontro sul Pirellone potrebbe avere effetti devastanti su una coalizione che al momento è avanti in diversi sondaggi. Berlusconi smentisce qualsiasi ipotesi di governo con il Pd; sostiene di puntare al 45% e di avere in mente “un super candidato” per la guida del prossimo governo di centrodestra, che non sarebbe il governatore della Bce Mario Draghi.

Una visione rosea più o meno condivisa da Giorgia Meloni: la presidente di Fdi lancia un appello all’unità per la coalizione, che deve essere compatta contro il centrosinistra e il M5S. Berlusconi torna ad attaccare i pentastellati, che bolla come “assoluti incapaci” ed “un grave pericolo per l’Italia”. E conferma, pur non avendo ambizioni personali, di essere in campo per fare qualcosa per gli altri: “se lo fossi – chiude – non sarei più il degno figlio dei miei genitori”.

(di Francesco Bongarrà/ANSA)

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Nel centrodestra nodo candidature. Meloni lancia le primarie

Pubblicato il 04 dicembre 2017 da ansa

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia a Porta a Porta.

 

 


ROMA. – Primarie e liste pulite, oltre a fermo “no” a qualsiasi prospettiva di larghe intese, che siano con il Pd o con il M5S. All’indomani del congresso di Trieste Giorgia Meloni ribadisce alcune delle condizioni chiave che Fdi pone a FI e Lega per la coalizione di centrodestra.

Una coalizione dove resta più che mai aperto il nodo delle candidature e della premiership, con Meloni che propone primarie in ogni collegio laddove Matteo Salvini rimanda la questione al giorno delle elezioni, quando emergerà chi, tra i tre alleati, avrà preso più voti.

Insomma, in attesa di un nuovo incontro Meloni, Salvini e Silvio Berlusconi appaiono piuttosto distanti. E se fino a qualche tempo fa l’asse tra Lega e Fdi sembrava saldissimo, negli ultimi giorni anche il sodalizio dei due alleati più a destra sembra vacillare. Del resto, con il congresso di Fdi, Meloni candida il suo partito a essere una forza del Nord “invadendo”, di fatto, un campo storicamente legato al Carroccio.

In Sicilia, “abbiamo dimostrato che quando diamo un’indicazione è quella vincente, non siamo un un vaso di coccio”, è il refrain che emerge dal quartier generale di Fdi all’indomani del Congresso. Un Congresso dopo il quale Meloni chiede con ancor più forza un accordo sul programma con un duplice appello: “da Salvini voglio sapere se è d’accordo con il presidenzialismo, da Berlusconi se concorda”, in chiave europea, “con la clausola di sovranità”, spiega Meloni rilanciando anche l’urgenza di un controllo interno sulle liste e di primarie che, “nel modo più meritocratico possibile”, individuino i candidati nei collegi uninominali.

Sul tema, Salvini per adesso resta in silenzio. Ma a fare rumore, in merito al leader leghista, è la foto postata da “Vento ribelle” che ritrae Salvini imbavagliato davanti al simbolo delle Br e con il commento “ho un sogno”. “Questa è vera violenza. Non mi fanno paura, mi danno ancora più forza: andiamo a governare”, sottolinea Salvini rimandando, implicitamente, alle polemiche scoppiate sulle sue posizioni rispetto al blitz naziskin a Como.

E al leader leghista arriva una solidarietà bipartisan: oltre al centrodestra anche il Pd (“un post indegno”) e Sinistra Italiana (“solidali ma rifletta sulla violenza”) intervengono sul tema laddove uno degli amministratori del profilo “Vento Ribelle”, Davide Codenotti derubrica il post a mera “satira”.

E’ in pieno fermento, intanto, la cosiddetta “quarta gamba” della coalizione di centrodestra. “Benedetta” da Berlusconi, la gamba centrista continua a allargarsi e domani, a quanto si apprende da fonti parlamentari, vedrà riunite al tavolo tutte le sue anime: dall’Udc a Fare, fino a Saverio Romano, con più di un piede – assieme ad altri parlamentari – fuori dal gruppo Ala. Un gruppo che, come spiega Enrico Zanetti di Sc, unendosi in un unico listone ha l’ambizione di superare il 3%.

(di Michele Esposito/ANSA)

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Tensioni nel centrodestra, Salvini a Berlusconi: “Serve un chiarimento”

Pubblicato il 29 novembre 2017 da ansa

 

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

 


ROMA. – Giorgia Meloni è pronta a chiedere un incontro già la prossima settimana, Matteo Salvini rincara la dose mandando un nuovo avviso a Silvio Berlusconi con la richiesta di un “chiarimento”. In più a peggiorare la situazione nel precario equilibrio del centrodestra è la ‘tegola’ che piomba dalla Sicilia dove l’esclusione della Lega dalla giunta guidata da Nello Musumeci manda in soffitta il ‘modello’ che aveva portato alla vittoria delle elezioni e che rappresentava la base da cui partire in vista delle politiche.

Certo, i sondaggi continuano ad indicare come l’unica strada da seguire sia quella della coalizione (l’ultimo sondaggio Ixè per Radiouno attesta il centrodestra in testa con il 35,5%) e nessuno dei tre ‘capi’ sembra disponibile a rompere l’alleanza ma, complice anche la sfida interna per la leadership, ognuno cerca di guadagnare terreno per il proprio partito. Sicuramente è l’obiettivo di Matteo Salvini che da due giorni ha ripreso ad attaccare a ‘testa bassa’ il Cavaliere.

Il segretario della Lega che ha incassato anche il sostegno del Movimento nazionale di Alemanno e Storace per la corsa alla premiership, prosegue nel suo disegno di estendere il più possibile i confini del suo partito puntando sul meridione: “Salvini al 20% è la garanzia contro un governo tecnico o inciuci”, è ad esempio il ragionamento dell’ex sindaco di Roma. Ed è proprio in virtù del fatto di voler accreditare la Lega come traino di tutto il centrodestra che il segretario chiede al leader di Forza Italia un chiarimento su quella che sarà la linea del centrodestra in caso di vittoria.

Per il Carroccio è fondamentale mettere in chiaro alcuni punti come il rapporto con l’Europa che da sempre è fonte di tensione con Fi: “Se Berlusconi ha come punto di riferimento Angela Merkel è una cosa da chiarire. Non voglio andare al governo per fare la succursale di Berlino”, mette in chiaro il leader leghista. La proposta recapitata ad Arcore è di un programma in 10 punti e aggiunge, con una punta di ironia Salvini, “se a Berlusconi non va bene il notaio possiamo fare dal macellaio, dal benzinaio, insomma dove vuole lui”.

Se l’Europa fa discutere lo stesso vale per il ‘capitolo’ giustizia dopo la decisione presa dagli azzurri di astenersi sulla proposta di legge del Carroccio (e sostenuta anche dal Pd) di eliminare il rito abbreviato per reati come lo stupro e l’omicidio: “E’ incredibile. Era una proposta di legge intelligente ma Fi vota nel nome di un garantismo che non c’entra nulla, in questo caso. E’ grave”.

Ed ancora l’ex premier a finire sempre nel mirino del segretario della Lega che torna a puntare il dito sulla rosa di nomi avanzata dal Cavaliere come possibili candidati alla presidenza del Consiglio: “Io non lancio candidati a capocchia per avere tre titoli sui giornali – è l’accusa – Berlusconi ha già dato la composizione del governo, un dibattito surreale, lo invito a smettere”.

Il pensiero corre ancora al generale Gallitelli, l’ultimo candidato (in ordine cronologico) proposto dal leader di Fi: “E’ il quinto – osserva Salvini – Quando uno lancia un candidato ogni quarto d’ora non fa una operazione di concretezza e trasparenza”.

(Di Yasmin Inangiray/ANSA)

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Centrodestra

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Fi lavora sulle candidature, domani riunione della commissione

Pubblicato il 14 novembre 2017 da ansa

Centrodestra

Silvio Berlusconi apre al centro.

ROMA. – I sondaggi che attestano il centrodestra in vantaggio rispetto al resto dei partiti, impongono a Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni di mettere da parte, almeno ufficialmente, le divergenze e di lavorare all’unità della coalizione.

Le elezioni politiche rappresentano l’appuntamento più importante ma non sono l’unico ‘dossier’ sul tavolo dei tre leader. Parallelamente c’è da scegliere i candidati per la corsa alla presidenza di alcune regioni chiave come il Lazio e la Lombardia.

Se per il Pirellone appare scontata la ricandidatura di Roberto Maroni, la presidenza del Lazio desta maggiori problemi. E proprio per evitare di ripetere un nuovo caso Roma (il centrodestra si presentò diviso) si è deciso di procedere per step. Domani si riunirà per la prima volta la commissione elettorale di Forza Italia per esaminare le possibili candidature e poi si procederà all’incontro con gli emissari di Lega e Fratelli d’Italia.

La parola comune è condivisione: Non siamo disposti ad accettare diktat – è il ragionamento che fanno gli azzurri – sul Lazio altrimenti siamo pronti a mettere in discussione la corsa di Maroni in Lombardia. E se la scelta dei presidenti di Regione crea tensione tra i partiti, in casa degli azzurri ad accrescere ulteriormente la fibrillazione sono le notizie (smentite dalla segreteria del Cavaliere) di continui casting in corso ad Arcore per cerare volti nuovi da candidare alle prossime elezioni.

Nulla di deciso, si affrettano a precisare i consiglieri di Berlusconi, si tratta solo di riunioni che l’ex premier ha sempre fatto quando si avvicinavano le elezioni per cercare esponenti della società civile. E’ uno schema, ricordano da Arcore, che il Cavaliere segue dal’94. Già ma è bastato che la notizia trapelasse sui giornali per scatenare il panico tra gli azzurri, tutti prontamente rassicurati dal leader di Fi (pare li abbia chiamati uno ad uno) in merito alle ricandidature.

Il ‘file’ candidati seppur già presente sulla scrivania dell’ex premier diventerà centrale quando si aprirà la trattativa con gli alleati per la distribuzione dei collegi. Per ora quello che interessa a Berlusconi è mantenere alta l’attenzione su Forza Italia e di conseguenza la crescita nei sondaggi.

Spartiacque della campagna elettorale sarà la sentenza della corte di Strasburgo. La data per l’unica udienza è fissata per il 22 ma non è escluso che per la sentenza ci possano volere anche sei mesi. Certo, la speranza dell’ex premier è comunque di aver ragione in merito all’applicazione della Severino ma, se così non fosse Berlusconi, spiegano i suoi, non ha nessuna intenzione di fare passi indietro: Io sono comunque in campo e non mi faccio da parte, è il refrain che continua a ripetere.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)

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Tensione con Berlusconi, Salvini boccia i sondaggi per i candidati

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da ansa

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

 

ROMA. – Un’iniziativa insieme mercoledì a Milano per mettere a tacere i dubbi sul disinteresse di Silvio Berlusconi per il referendum sull’autonomia di Veneto e Lombardia. E così mercoledì il leader di Forza Italia (dopo aver dato forfait all’iniziativa organizzata dal partito sabato scorso perchè impegnato ad Ischia) sarà insieme al governatore della Lombardia Roberto Maroni per tirare la volata finale alla campagna per il sì alla consultazione popolare.

Un’iniziativa che rinsalda l’asse tra l’ex premier ed il presidente lombardo rispetto alla sfida per la leadership che vede il Cavaliere a duello con Matteo Salvini. Segretario della Lega che coglie l’occasione di tirare una bordata al Cav dicendo no a candidature in base ai sondaggi, “come a X Factor”. Un modo -prosegue il leader il Carroccio – per prendere per scema la gente”. Quindi il rilancio: scegliamo i migliori a prescindere dalla tessera che hanno in tasca”.

Berlusconi, in un messaggio su facebook per ringraziare per l’accoglienza ricevuta ad Ischia, rilancia a modo suo il tema della leadership chiarendo che “dopo 4 governi non eletti è tempo che il popolo scelga il leader”. E se Roberto Maroni ha definito “immortale” la leadership del Cavaliere precisando però che la guida del centrodestra andrà a chi “prende più voti”, Salvini invece non ha dubbi: “A marzo sarò premier”, dice ai microfoni del programma di radiouno un giorno da pecora dovendo scommettere tra diventare presidente del Consiglio o sposare la sua compagna.

Un dibattito, quello sulla leadership, da cui si chiama fuori Giorgia Meloni che bolla la discussione come “machista” ricordando che il leader non si sceglie “tramite un editto”. A dividere però non è tanto il discorso su chi guiderà la coalizione, argomento (è opinione di tutti e tre i leader) di cui è presto discutere.

A creare malumori, dopo l’ok alla legge elettorale da parte di Lega e Forza Italia rispetto a Fdi, è l’asse tra gli azzurri ed i leghisti sul referendum rispetto alla Meloni ed il conseguente ‘gelo’ con il segretario del Carroccio. Nonostante Salvini ribadisca di non aver litigato con la Meloni (“io vado d’accordo con tutti”), la leader di Fratelli d’Italia insiste nel bocciare la consultazione popolare: “Ho fondato, un partito, che si chiama non a caso ‘Fratelli d’Italia’ e che, diciamo, ha il pallino dell’unità nazionale”.

I nodi restano anche se l’ultimo sondaggio Demos pubblicato dal quotidiano la Repubblica evidenzia che il centrodestra unito è primo con il 34% dei consensi. Numeri che invitano i partiti a superare le divergenze nonostante la leader di Fdi continui a dirsi convinta che l’attuale legge elettorale “ci consegnerà un governo Renzi-Berlusconi ed un parlamento di nominati”. E che sia una “legge pessima fatta nell’interesse dei partiti e non dei cittadini”.

Gli occhi ora sono puntati sulle elezioni siciliane che rappresentano un test decisivo per la coalizione, sopratutto se saranno confermati i sondaggi che attestano il candidato del centrodestra, Nello Musumeci, saldamente in testa nella corsa per la guida della regione.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)

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05:42Shutdown: nessun accordo al Senato Usa, voto rinviato (2)

(ANSA) - WASHINGTON, 22 GEN - Il Senato degli Stati Uniti voterà a mezzogiorno ora di Washington (le sei del pomeriggio in Italia) nel tentativo di revocare lo shutdown, la chiusura dell'amministrazione federale scattata alla mezzanotte di sabato, che entra quindi nel terzo giorno. I colloqui fra democratici e repubblicani non hanno però al momento portato ad un accordo. E' stato il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ad annunciare per primo in serata chenon è stato raggiunto un accordo che consenta la revoca dello shutdown con l'inizio della settimana lavorativa. Le aspettative sono che a mezzogiorno (le sei del pomeriggio in Italia) il Senato voti su un provvedimento di spesa temporaneo, possibilmente che consenta la 'riapertura' del governo fino al prossimo 8 febbraio con il contestuale impegno da parte del leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, di indire una votazione sul nodo dell'immigrazione prima di quella data.

01:53Mo: Abu Mazen chiederà a Ue riconoscimento Palestina

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) chiederà all'Ue di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina, nel corso della sua visita odierna a Bruxelles. Lo ha detto all'agenzia France Press in un'intervista ripresa dda molti media internazionali il ministro degli Esteri dell'Anp, Riyad Al-Maliki. Abu Mazen, ha detto, "si aspetta che i ministri degli esteri europei riconoscano collettivamente lo stato di Palestina", in risposta alla decisione Usa su Gerusalemme capitale di Israele. Abu Mazen deve incontrare oggi il capo della diplomazia europea Federica Mogherini e i 28 ministri degli ESteri dell'Ue, al margine della loro riunione mensile. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva avuto lo stesso incontro l'11 dicembre scorso. "Se gli europei vogliono avere un ruolo, allora devono essere equilibrati nel trattamento delle parti e ciò dovrebbe iniziare con il riconoscimento dello stato di Palestina", ha affermato ancora il capo della diplomazia palestinese.

01:09Papa: si congeda da Perù, “terra di speranza, siate uniti”

(ANSA) - LIMA, 21 GEN - "Ho iniziato il mio pellegrinaggio tra voi dicendo che il Perù è una terra di speranza. Terra di speranza per la biodiversità che vi si trova insieme con la bellezza di luoghi capaci di aiutarci a scoprire la presenza di Dio". Così il Papa nel suo saluto al Perù al termine della messa alla Base aerea di Las Palmas alla quale secondo le autorità locali hanno assistito 1,3 milioni di persone "Terra di speranza - ha detto - per la ricchezza delle sue tradizioni e dei suoi costumi che hanno segnato l'anima di questo popolo". Terra di speranza "per i giovani, che non sono il futuro ma il presente del Perù". "A loro chiedo di scoprire nella sapienza dei loro nonni, degli anziani, il Dna che ha guidato i vostri grandi santi - ha aggiunto -. Non sradicatevi. Nonni e anziani, non smettete di trasmettere alle giovani generazioni le radici del vostro popolo e la sapienza della via per arrivare al cielo". "Vi invito a non aver paura di essere i santi del XXI secolo. Fratelli peruviani, avete tanti motivi per sperare, l'ho visto, l'ho toccato con mano in questi giorni. Custodite la speranza. E non c'è miglior modo di custodire la speranza che rimanere uniti", ha concluso Francesco.

00:44Pallavolo: Superlega, risultati e classifica

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Risultati della sesta giornata di ritorno della Superlega di pallavolo: Calzedonia Verona - Diatec Trentino 1-3 Lube Civitanova - Azimut Modena 0-3 Revivre Milano - Wixo Piacenza 2-3 BCC Castellana Grotte - Gi Group Monza 3-2 Taiwan Latina - Callipo Vibo Valentia 3-0 Kioene Padova - Bunge Ravenna 2-3 Sir Safety Perugia - Biosì Sora 3-0 - Classifica: Perugia 51; Civitanova 47; Modena 45; Trentino 33; Verona 32; Padova 30; Piacenza e Milano 29; Ravenna 27; Latina 22; Monza 19; Vibo Valentia 12; Castellana Grotte 10; Sora 7.

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23:19Shutdown: Statua Libertà e Ellis Island aperte,paga New York

(ANSA) - WASHINGTON, 21 GEN - La Statua della Liberta' e Ellis Island a New York saranno aperte domani ai visitatori, anche se lo shutdown dell'amministrazione federale Usa dovesse proseguire. Lo ha annunciato il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo. Sara' infatti l'autorità statale a sostenere le spese necessarie per l'apertura dei siti compreso il salario dei dipendenti federali che vi lavorano. I due 'monumenti' - come gli altri nel Paese gestiti dalle autorità federali - sono rimasti chiusi a partire dalla mezzanotte di sabato quando è scattato lo shutdown. Cuomo ha spiegato che i siti sono vitali per l'industria del turismo. Da ciò la decisione di farsi carico della spesa per tenerli aperti, 65mila dollari al giorno, cifra inferiore rispetto alle entrate. La stessa decisione fu presa in occasione dello shutdown nel 2013 durante l'amministrazione Obama.

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