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Alfano: “Italiani all’estero componente essenziale del Sistema Italia”

Pubblicato il 23 novembre 2017 da ansa

Il ministro Alfano apre i lavori dell’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale per gli Italiani all’Estero

 


ROMA. – “Un’inestimabile risorsa, una componente essenziale del Sistema Italia”: così il ministro degli esteri Angelino Alfano ha definito i cinque milioni e mezzo di connazionali all’estero, intervenendo al Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) in corso alla Farnesina. Il ministro ha precisato che nello scorso anno le rimesse hanno raggiunto i 7,2 miliardi di euro, quasi mezzo punto di pil.

Gli italiani all’estero “rappresentano un’idea nuova della nostra nazionalità, non legata a vecchi schemi e a stereotipi, con un nuovo protagonismo sociale”, ha aggiunto il ministro precisando che con la globalizzazione ci sono due modi “di essere italiani, con i piedi, il cuore e la testa in Italia o con la testa e cuore in Italia e i piedi da un’altra parte”. Ciascuno di voi, ha aggiunto deve essere “ambasciatore dell’Italia”.

Il ministro si è poi soffermato sulla necessità di difendere i diritti degli italiani all’estero ed ha citato in particolare l’impegno in sede europea sul fronte Brexit per garantire la difesa dei diritti acquisiti. Ha poi parlato della tutela degli italiani in situazioni di vulnerabilità, ricordando i 150mila connazionali in Venezuela.

Lavorare per far rientrare i giovani dall’estero

Ogni anno vanno all’estero 3mila ricercatori italiani, il 16,2% di quelli formati in Italia, mentre dall’estero ne attraiamo solo il 3%, una perdita di capitale umano di cui bisogna agevolare il rientro. Lo ha detto il ministro degli esteri Angelino Alfano al Consiglio generale degli italiani all’estero in corso alla Farnesina. Questo fenomeno, ha aggiunto il ministro, “è stato oggetto di molti interventi legislativi in passato, anche se non tutti hanno dato frutti”.

Con 80 milioni di discendenti di italiani nel mondo, il ministro ha ricordato l’importanza della lingua e della cultura italiana. Lo stanziamento complessivo per l’insegnamento dell’italiano all’estero è di 12 milioni di euro. L’Italia, ha ricordato Alfano, è il secondo paese scelto dagli studenti Usa dopo la Gran Bretagna e i 34mila ragazzi americani che studiano in Italia contribuiscono alla economia con 550 milioni di euro l’anno.

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Comites Caracas: Pensioni, assistenza sociale, scuole, un’altra occasione mancata

Pubblicato il 25 maggio 2016 da redazione

Comites Caracas: Pensioni, assistenza sociale, scuole, un’altra occasione mancata

Comites Caracas: Pensioni, assistenza sociale, scuole, un’altra occasione mancata

CARACAS – Un’altra occasione mancata. Poteva essere l’opportunità per affrontare argomenti di stringente attualità per la nostra Collettività – leggasi, pensioni, assistenza sociale, medicine, servizi consolari, scuole – con serietà e diligenza. Ed invece, non è stato così.

L’improvvisazione con cui è stato organizzato l’incontro promosso dal Comites della capitale nel Centro Italiano Venezuelano di Caracas, ha trasformato quella che poteva essere una interessante iniziativa in un inutile esercizio di accuse sterili.

Insomma, in una semplice catarsi. La nostra comunità, è vero, ha avuto modo di sfogare la propria rabbia su “bersagli facili”, Ambasciata e Consolato, ma null’altro.

Se il nostro Comites avesse coordinato l’organizzazione della manifestazione con Ambasciata e Consolato, certamente sarebbero stati presenti il capo della nostra missione diplomatica, Silvio Mignano, e il Console Generale di Caracas, Mauro Lorenzini. Avrebbero avuto l’opportunità di spiegare cosa stanno facendo e i connazionali, un centinaio o poco meno, avrebbero potuto interloquire con loro in un sano e proficuo scambio di idee, volto alla ricerca di soluzioni e non di sterili sfoghi.

Nonostante l’incontro fosse stato promosso dal Comites, del nostro organismo di rappresentanza erano presenti solamente il suo Presidente, Ugo di Martino, e i membri Teresina Giustiniano, Claudio Milazzo e Antonio Pucillo. Assenti tutti gli altri. A fare gli onori di casa, e in parte esercitando il ruolo di moderatore, il presidente del Civ, Carlo Villino.

Dopo le parole di benvenuto del presidente del sodalizio, l’incontro è stato aperto dal consigliere del Comites, Ugo Di Martino, che leggeva la risposta del sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, a una interrogazione urgente presentata dai deputati Fabio Porta, Giovanni Burtone, Demetrio Battaglia e Antonio Cuomo, del Partito Democratico.

Quindi al microfono si avvicendavano i connazionali presenti sottolineando ognuno, sempre con toni aspri, accompagnati sovente da parole pesanti, la necessità di far capire alle autorità competenti italiane che le pensioni che ricevono oggi i connazionali in Venezuela devono essere calcolate al tasso di cambio “semilibero” Dicom. Particolarmente interessante l’intervento di Giuseppe Gino. Comunque, nulla di nuovo è stato aggiunto a quanto già è pubblico e notorio.

I rappresentanti del Comites hanno taciuto, non si sa se volontariamente o per mancanza di informazioni, sui rapporti inviati dalla nostra Ambasciata e dal nostro Consolato nei quali si spiegano le peculiarità del Paese, la crisi economica e le difficoltà dei nostri pensionati castigati dal controllo dei cambi.

Si è parlato anche della raccolta di “lettere firmate”, un’iniziativa portata avanti dai patronati, che saranno consegnate all’On. Fabio Porta affinché sia il nostro eletto all’estero il responsabile di farle recapitare ai dirigenti dell’Inps.

L’assistenza sociale e la carenza di medicine sono state l’occasione per mettere il dito nella piaga dei servizi consolari e per lanciare invettive contro i funzionari. L’assenza del nostro Console Generale non ha permesso il dialogo tra il funzionario e i connazionali.

E così molti interventi pertinenti,nei quali sono stati trattati problemi di stringente attualità per i connazionali in un paese in cui la crisi morde, sono andati persi nel mare di espressioni poco felici e insultanti di alcuni connazionali. I membri del Comites si son guardati bene dal placare gli animi e dallo smussare le asprezze.

Solo la consigliere Giustiniano, nel suo intervento, in maniera molto timida, ha detto di non riconoscersi nel linguaggio impiegato nel corso della riunione ma, a sua volta, ha attaccato il nostro Consolato. Ad esempio, ha rilevato, come d’altronde ha già fatto il nostro Giornale, il pericolo che corrono i connazionali all’esterno del recinto del Consolato in una città estremamente pericolosa e particolarmente violenta.

Il presidente del Comites, dal canto suo, faceva notare quanto siano irrisorie, a volte, le cifre erogate ai connazionali meno abbienti dal nostro Consolato. Un problema che meritava una ben più amplia riflessione.

Il dibattito si è chiuso con l’argomento scuola. Tutti d’accordo sulla necessità di mantenere l’insegnamento della lingua italiana e sull’urgenza che hanno le nostre scuole di un contributo che permetta loro di proseguire con la missione formatrice dei nostri figli.

Problemi gravi e meno gravi sono stati esposti senza, peraltro, proporre soluzioni. Uno scambio di vedute, quindi, interessante ma sterile.

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Cgie, dal 23 al 25 maggio il Comitato di presidenza

Pubblicato il 20 maggio 2016 da redazione

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ROMA – Il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si riunirà a Roma alla Farnesina dal 23 al 25 maggio. Presieduto dal segretario generale, Michele Schiavone, il Cdp è formato dai vicesegretari d’area Mangione (Anglofoni extra Ue), Gazzola (Sud America), Giuseppe Maggio (Europa) e Rodolfo Ricci (nomina governativa), più i consiglieri aggiunti Pinna (Anglofoni extra Ue), Blasioli Costa (Sud America), Medda (Europa) e Lodetti (nomina governativa).

Durante i lavori sono previsti incontri con il sottosegretario Vincenzo Amendola, con i parlamentari eletti nella circoscrizione estero, con il Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero, presieduto dal Senatore Claudio Micheloni e con il Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese, presieduto dall’Onorevole Fabio Porta.

Duranti i tre giorni, il CdP lavorerà in particolare sulle procedure, sui tempi e sugli obiettivi da raggiungere per riformare gli attuali istituti di rappresentanza dei cittadini italiani all’estero.

Questo processo, come sostenuto dal Sottosegretario Amendola alla ple- naria e ribadito nella sua audizione al Co- mitato della Camera, dovrà coinvolgere dal basso tutti i soggetti istituzionali e le organizzazioni attive, che oggi rappresentano l’Italia nel mondo.

All’ordine del giorno delle riunioni saranno esaminati anche altri temi segnalati al CdP dai Consiglieri del CGIE. In particolare, sarà data la priorità al recupero dei fondi decurtati nell’ultima legge finanziaria necessari per portare a termine i corsi di lingua e cultura.

Il CdP incontrerà anche i rappresentanti delle consulte regionali e gli esperti nominati dai vari ministeri. Questi primi incontri dovrebbero permettere al CGIE di verificare in prospettiva la fattibilità di un lavoro comune teso a creare sinergie e a favorire la semplificazione degli interventi verso le comunità italiane all’estero.

Le proposte e le istanze emerse dagli incontri e dalle decisioni del CdP saranno messe a disposizione dei Consiglieri del CGIE e del Parlamento italiano unitamente ai due Comitati di Camera e Senato per sostenere la loro azione legislativa.

Gli incontri termineranno il 25 maggio

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