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Fitch: Citgo declassata a CCC

Pubblicato il 06 dicembre 2017 da redazione

 

 

CARACAS.- Fitch Ratings ha declassato la filiale di Pdvsa da B-2 a CCC. Citgo sta diventando un problema per i creditori che si trovano davanti a rischi sempre più evidenti per via delle incertezze sul rifinanziamento del debito. Inoltre, il rischio è aumentato per i cambi nella direzione della filiale che si associano a inadempienze da parte di Pdvsa.

Il timore e l’incertezza dilagano tra gli investitori anche perché non si sa come finiranno i litigi e laudi arbitrali in corso contro la statale petrolifera venezuelana. Questa situazione niente allettante comporta un maggior rischio per il rifinanziamento del prestito a lungo termine 2018, un prestito di 611 milioni di dollari, in scadenza il 12 maggio dell’anno che si avvicina.

Calcoli di Fitch

Secondo i calcoli di Fitch, il saldo disponibile su questo prestito è al momento di 273 milioni. Questa cifra viene suddivisa in 145 milioni in liquidità senza alcuna restrizione, 87 milioni in liquido associato al debito generato dal prestito a lungo termine, e un eccedente di 41 milioni generato dal servizio di debito. Perciò, a Citgo rimane rifinanziare 338 milioni di dollari.

Tuttavia, Fitch crede che il rifinanziamento del debito non sarà facile. Ma suggerisce che l’opzione più realista sia quella di optare per una estensione invece di chiedere un rifinanziamento del debito totale della filiale. Rifinanziamento fatto nel passato in situazione meno convulsa di quella che il Venezuela sta vivendo.

L’effetto delle sanzioni e la corruzione

Si fanno sentire. I principali rischi per gli investitori di Citgo corrono paralleli con gli effetti avversi che le sanzioni stanno avendo sull’economia del paese. Ma non solo. A fare la sua parte c’è anche lo strascico che sta lasciando l’onda di corruzione scoperta in Pdvsa con la detenzione di personaggi chiave.

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Torino Capital: mancanza di indipendenza tra governo e Pdvsa, punto debole della ristrutturazione

Pubblicato il 06 dicembre 2017 da redazione

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CARACAS. – La banca d’affari sostiene che le detenzioni di Eulogio Del Pino e Nelson Martinez non hanno fatto altro che buttare legna sul fuoco. Nel momento di un deficit di pagamento, i detentori di obbligazioni venezuelane potrebbero prendere azioni contro il governo venezuelano, proprio per la carenza di indipendenza tra il governo, Pdvsa e Citgo. Una situazione che rende il governo venezuelano vulnerabile.

Secondo Torino Capital, gli argomenti della Procura per detenere gli ex presidenti di Pdvsa, accusati di peculato e corruzione, “potrebbero avere implicazioni significative su eventuali dispute legali a futuro tra il governo venezuelano e i detentori di obbligazioni sovrane.”

La relazione della banca d’affari mette in guardia riguardo le accuse fatte a Martinez, proprio perché fondate sulla conoscenza che lui aveva di una operazione di rifinanziamento in Citgo. Nella suddetta operazione, Martinez avrebbe offerto gli attivi della filiale senza l’approvazione del presidente Maduro.

Questa affermazione della Procura rende palese l’inesistenza di una separazione di poteri tra Pdvsa, le sue filiali ed il governo venezuelano.

Una situazione delicata che potrebbe far percepire ai creditori la statale del petrolio e Citgo come “alter ego” del governo, rendendolo ancora più vulnerabile nel caso si arrivasse ad un embargo.

Citgo e Pdvsa

Torino Capital nota come la relazione tra Citgo e i suoi proprietari sia regolata dalla Legge di Delaware, secondo la quale non è necessaria la autorizzazione degli azionisti per ottenere finanziamenti. Tuttavia, la relazione tra Pdvsa e il suo proprietario, la Repubblica Bolivariana del Venezuela, segue la legge venezuelana che le permette di utilizzare i suoi attivi per attività collaterali.

E questa situazione potrebbe giocare a favore dei detentori di bonds venezuelani nel caso questi dovessero arrivare ad una disputa legale con il governo venezuelano. Basterebbe dimostrare che Pdvsa e le sue filiali rappresentano pienamente lo Stato venezuelano.

L’opinione di Francisco Rodriguez

Francisco Rodríguez, economista della banca d’affari batte su questo tasto. Rodriguez ribadisce che se un tribunale riesce a stabilire la mancanza di indipendenza tra l’azienda e i suoi azionisti, questi potrebbero diventare i responsabili del debito della corporazione.

“Certamente l’insistenza della procura nell’affermare che l’esecutivo doveva autorizzare il rifinanziamento del debito di Citgo, al punto di arrestare i dirigenti, potrebbe suggerire che il governo considera suoi i beni della corporazione. E in più, i suoi direttori sarebbero allora semplici funzionari pubblici.”

In quest’ottica, la nomina di Asdrubal Chávez come presidente di Citgo significherebbe la continuità di questa politica. “Un altro esempio di mimesi tra la Repubblica la Corporazione.”

Il governo aumenta la spesa

Torino Capital nota l’aumento della spesa pubblica. Il governo ha incrementato la spesa di un 25,1% a novembre. Una cifra che contrasta con la contrazione registrata nei primi nove mesi dell’anno (22,3%).

Comunque, la spesa inter mensile a novembre è stata 111% simile a quella del 2016 che era stata 109%.

L’aumento della tredicesima da tre a quattro mesi e l’approvazione dei pagamenti dei vari sussidi statali hanno contribuito all’aumento della spesa. Sono stati erogati ben 4 bilioni 500.000 bolivares distribuiti tra le 8 milioni di famiglie sussidiate.

Contrazione del Pil

Mentre Torino Capital calcola l’aumento della spesa pubblica, la An annuncia la contrazione del Pil. Un mix pericoloso. L’economista José Guerra ha informato che il Pil si è contratto del 12% durante i primi nove mesi del 2017.

Il deputato prevede un futuro buio per l’economia del paese che si trova in recessione dal 2014. E crede che la liquidità messa in circolo dal governo, porterà l’inflazione a superare il 2000%.

La solita musica

Osservatori dell’andamento economico come Torino Capital, studi seri dell’Assemblea Nazionale, economisti e specialisti di opposizione e critici del chavismo; tutti convergono nel dire che le politiche governative in materia di economia sono sbagliate. Ma il governo preferisce credere che il disastro economico del paese è frutto dell’operato di una “guerra economica”. La solita musica.

 

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