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Russia 2018: opinioni contrastate sul futuro della nazionale azzurra

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da redazione

azzurri

Gli azzurri festeggiano la vittoria sull’Albania.

 

CARACAS – La scorsa settimana si é chiusa la fase a gironi delle qualificazioni verso il mondiale Russia 2018. Le nazionali con un posto garantito nel sorteggio che si svolgerà a Mosca il primo dicembre sono 23. Per l’Europa si sono qualificate direttamente alla kermesse iridata: Francia, Portogallo, Germania, Serbia, Polonia, Inghilterra, Spagna, Belgio e Islanda.

Mentre dovranno giocarsela: Svezia, Svizzera, Irlanda del Nord, Irlanda, Danimarca, Italia, Grecia e Croazia. Domani ci sarà il sorteggio dove si conoscerà l’avversaria degli azzurri, per l’occasione abbiamo chiesto agli italo-venezuelani il loro punto di vista sulla nazionale e sulle possibili rivali.

Mariano Moscaritolo ci dice la sua opinione: “Secondo la mia modesta opinione, per il playoff preferisco la Svezia, da evitare le due Irlande. Questa Italia soffre terribilmente le avversarie che le mettono pressione sul piano atletico, come in effetti si è visto contro Macedonia ed Albania, per sopperire le loro carenze tecniche, mentre gli scandinavi che giocano più sul piano fisico li vedo meno pericolosi e credo che quindi sarebbe più facile contenerli. Considerando che noi siamo una nazionale ancora piuttosto “anzianotta”, soprattutto nel reparto difensivo. Gli irlandesi poi saranno caricati a molla, soprattutto l’Eire. C’è da ricordare che non vogliono farsi sfuggire un’altra occasione per andare al mondiale. Ricordiamoci che nei playoff per il mondiale 2010 fu eliminata ingiustamente nello spareggio con la Francia a causa della famosa mano di Henry”.

Mentre Gerardo Piccioni é piú severo: “Andrò contro l’opinione di diversi amici. Ma dico che secondo me all’Italia servirebbe un bel bagno di umiltà e restare fuori dal mondiale potrebbe essere il classico “toccare il fondo” per poter rinascere come araba fenice. Cosí in futuro finalmente ci saranno regole più selettive sullo schierare più italiani nella nostra serie A. Oppure avere un campionato riserve o inserire le primavera in serie B o C ed altre soluzioni che possano offrire un maggiore parco giocatori da cui il prossimo ct possa scegliere. Spero che nello spareggio l’Italia sfidi l’Eire e che ci sia un ritorno di Antonio Conte oppure fare di tutto per portare Carlo Ancelotti”.

Sono due le sfide che possono aprire o chiudere la porta verso il Mondiale: gare da dentro o fuori. Il format delle qualificazioni per Russia 2018 manda avanti solo le vincenti dei 9 raggruppamenti della zona europea. Gli altri 4 posti che sono riservati alla Uefa vengono assegnati attraverso un playoff. Gli spareggi si giocheranno dal 9 al 14 novembre: gli azzurri di Ventura sono testa di serie, Irlanda del Nord, Irlanda, Svezia e Grecia le quattro avversarie possibili.

Giorgio D’Angelo dice la sua: “Quest’anno i playoff europei saranno più combattuti rispetto ad altri anni. Una nazionale come la nostra non dovrebbe vivere l’esperienza di uno spereggio e tantomeno giocare cosí male. Le possibili avversarie sono nazionali con un sistema di gioco molto simile. Sono squadre che sanno difendersi e la loro chiave é il gioco aereo sopratutto gli irlandesi. Sono sicuro che l’Italia si qualificherà con un risultato di misura”.

Dal canto suo Giuseppe Malafronte si sfoga in questo modo: “Stiamo finendo al livello di nazioni minuscole con campionati di infimo livello e che si affidano a gente che gioca (o che fa panca!) all’estero. Nel momento in cui una nazionale come l’Islanda, che fa gli stessi abitanti di una città medio-grande italiana, va diretta ai Mondiali superando paesi come Croazia, Turchia ed Ucraina, mentre la nostra Italia suda contro Macedonia e Albania, per evitare Danimarca e Croazia ai playoff, il problema va ben al di là di cosa fare con le squadre Primavera. I talenti non saranno più cristallini come una volta, ma è inaccettabile che l’Italia giochi così male e sia perennemente sull’orlo del baratro. Zero personalità, ancor prima che poco talento”.

Alla kermesse iridata in Russia andrà lo stesso contingente delle ultime edizioni con 13 posti (più la Russia qualificata per diritto) a disposizione dell’Europa, 4 per il Sudamerica, 3 per il Centro e Nord America, 5 per l’Africa, 4 per l’Asia e gli ultimi due posti per le vincitrici degli spareggi tra le migliori non promosse di Sudamerica e Asia contro quelle di Centro e Nord America e Oceania (che non porta nessuno direttamente al Mondiale).

Viste le ultime prestazioni dell’Italia Annalisa Rossi confessa: “Anche la Grecia mi preocupa, anche se è sicuramente più alla portata di una Svezia. Gli ellenici sono una squadra tosta, che distrugge il gioco avversario piuttosto che proporre il proprio. Viste le difficoltà che abbiamo poi noi a fare gioco, anche la Grecia potrebbe rappresentare un problema. Ma voglio essere ottimista! Vediamo e speriamo di arrivare a novembre con le giuste energie nervose e fisiche”.

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Belotti.

Roberto Esposito, che cita anche un evento storico ci dice: “L’attuale Italia ha perso sonoramente con la Spagna, pareggiato malamente con la Macedonia in casa e battuto solo di misura nazionali come Israele ed Albania. Su questa base penso che con la Svezia sarebbe una sfida alla pari, il che vuol dire a forte rischio eliminazione, mentre con Irlanda del Nord, Eire e Grecia sarebbero ostiche come con Albania e Israele. Voglio farti una piccola notazione statistica, l’unica mancata partecipazione dell’Italia a un mondiale risale al 1957, 60 anni fa, proprio ad opera dell’Irlanda del Nord. Speriamo che questa volta Dio ce la mandi buona”.

In Russia sono quattro le esclusioni eccellenti o comunque notevoli che testimoniano come le qualificazioni ai Mondiali in tutti i continenti vadano affrontate con la massima concentrazione fino al raggiungimento dell’obiettivo pieno perché l’insidia è sempre dietro l’angolo (nel 90% dei casi più per demerito delle blasonate che inciampano quasi da sole che non per via delle “crescite miracolose” delle sfavorite). Va sottolineato con forza che si tratta di quattro Nazionali che giustamente rimangono a casa in virtù dei problemi mostrati prima di tutto a livello di mentalità e poi, per quanto riguarda Olanda e Stati Uniti, anche come gioco di squadra. Mentre Cile e Galles, più solide tecnicamente, sono mancate prevalentemente sotto l’aspetto psicologico: una più per la difficoltà a trovare stimoli, l’altra ancora per una relativa inesperienza.

Silvano Scatton fa il punto della situazione dicendo: “Delle quattro papabili l’Eire secondo me è la nazionale più pericolosa, soprattutto per il carattere che ha. Ha vinto già uno spareggio in casa del Galles, eliminando in modo clamoroso la nazionale di Bale. Come valore tecnico, a oggi, sicuramente tra le papabili la Svezia sembra avere qualcosa in più, ma la determinazione degli irlandesi è un’arma pesante. Concludo comunque dicendo che dipenderà molto da noi: se siamo quelli delle ultime uscite, potremmo trovare difficoltà contro tutti”.

Infine Daniel Stifano confessa: “L’Irlanda del Nord credo sia l’avversaria più abbordabile nel play off, e un po’ più indietro la Grecia che può creare qualche problema solo in casa, visto il livello di tifo che hanno. Un po’ più complicate le sfide contro Svezia, ed Eire, ma se davvero non ci qualifichiamo dovranno saltare le teste di allenatore e federazione. I giocatori li escludo per il semplice fatto che molte volte hanno giocato fuori ruolo”.

Una cosa é certa, ai Mondiali, tolto chi li organizza, nessuno va gratis. Occorre meritarlo sul campo, anche contro nazionali come Trinidad & Tobago, Georgia, Bulgaria o Bolivia. Ovviamente sperando che l’Italia non abbia bisogno un ripasso del concetto, ai prossimi spareggi noi incrociamo le dita e speriamo di vedere il nome della nostra nazionale nel tabellone del sorteggio che si svolgerà a Mosca il primo dicembre.

(Fioravante De Simone)

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Porta (Pd): “Governo conferma attenzione e sensibilità alle istanze della nostra collettività”

Pubblicato il 09 marzo 2017 da redazione

ROMA – “Nonostante qualcuno continui a ripetere che questo governo non ascolta le istanze delle collettività italiane all’estero, si moltiplicano invece i segnali in senso contrario. Dopo l’approvazione in legge di bilancio di maggiori risorse per i consolati, la lingua italiana all’estero, l’informazione, le camere di commercio, i pensionati e l’Istituto Italo-latinoamericano, è di pochi giorni la notizia che, dopo aver risolto il dramma dei pensionati italiani in Venezuela, il governo, su richiesta del Parlamento, ha provveduto a potenziare la rete diplomatico-consolare italiana in quel Paese”. Lo sostiene l’on Fabio Porta, deputato eletto nella ripartizione America Meridionale, in una nota.

L’On. Fabio Porta intervistato dal nostro Direttore, Mauro Bafile

Il deputato, poi, dopo un breve accenno all’editoriale del nostro Direttore, Mauro Bafile, “Non siamo più soli”, scrive che è “sempre di questi giorni l’altra decisione del governo che conferma, andando incontro ad un’altra richiesta delle nostre collettività, la semplificazione delle procedure per il rilascio dei passaporti elettronici, la moltiplicazione dei ‘consolati itineranti’ e il rafforzamento dei poteri dei consolati onorari”
“Se nei prossimi mesi, – continua Porta – utilizzando le risorse già stanziate in legge di bilancio, si istituiranno presso i consolati dove maggiori sono le giacenze originate dalle domande di cittadinanza le cosiddette ‘Task force’ per l’eliminazione di tale arretrato, potremmo davvero dire di essere di fronte ad una importante e definitiva inversione di tendenza dopo anni di disattenzioni e promesse disattese rispetto alla comunità degli italiani nel mondo”.
Porta considera necessarie queste precisazioni per le varie dichiarazioni che continuano a rilevare tagli indiscriminati da parte dei Governi ai fondi destinati ai consolati italiani nel mondo.
“Anche la recente riapertura dell’Ambasciata italiana a Santo Domingo – conclude Porta – conferma con i fatti e non a parole l’impegno del sottosegretario per gli italiani all’estero Vincenzo Amendola e di tutto il governo in questa direzione”.

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M5S vuole sbarcare in Sud America: “Siamo forza di governo”

Pubblicato il 01 marzo 2017 da redazione

M5s punta alle elezioni e ragiona sulla squadra di governo

ROMA – Prima sono state Europa, Russia e Israele. Ora è il turno dell’America del Sud, quella parte del mondo più legata all’Italia grazie alle comunità di emigranti che vi sono radicate. L’obiettivo della delegazione del M5s che ha iniziato una tournèe in questa parte del mondo è quello di ‘presentare’ all’America Latina la propria storia politica, una storia che gli italiani del sud-america conoscono molto bene.

La tournèe dei “cinquestelle” è iniziata in Argentina. Per la delegazione dei parlamentari, composta da Manlio Di Stefano, Ornella Bortolotta e Vito Petrocelli, sono previsti incontri con i rappresentanti del governo Macrì. Incontri con esponenti del governo, e probabilmente anche del Psuv e dell’Opposizione, sono previsti anche in Venezuela. Nell’agenda degli esponenti del “Movimento 5 Stelle” è in programma anche la partecipazione alla ricorrenza della scomparsa del presidente Hugo Chàvez, forse la più importante assieme a quella del fallito “Golpe” del 1989.

Dal “lancio” dell’agenzia Ansa si apprende che “in valigia i pentastellati porteranno un ‘mini-report’ in lingua spagnola – con tanto di foto e frasi di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo – che racconta la storia del Movimento, dalla sua nascita ai successi alle amministrative di Roma e Torino”.

La commemorazione della morte dell’estinto presidente Chàvez permetterà alla delegazione dei deputati del M5s d’incontrare delegazioni e rappresentanti governativi dell’America Latina che si recheranno a Caracas. Anche quelli dell’Ecuador ai quali Beppe Grillo, non molto tempo fa, tesseva le lodi via blog definendo quello equatoriano un modello da seguire. Si spera, comunque, che nonostante i tanti impegni ufficiali che sicuramente li terranno occupati, i pentastellati riescano a trovare tempo non osservare la realtà del Paese che oggi attraversa una profonda crisi economica e sociale che si manifesta attraverso le file davanti ai supermarket, la disperazione per la mancanza di medicine e le tante famiglie raccogliendo alimenti nei bidoni della spazzatura.

Nel caso della nostra Comunità, nell’incremento della richiesta di aiuto al Consolato. Sono sempre più, infatti, le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese con la misera pensione, che hanno bisogno di medicine irreperibili in Venezuela o che devono sottoporsi a interventi chirurgici i cui costi sono proibitivi. E magari anche per incontrare la nostra comunità, così come fecero il Sottosegretario Mario Giro, il deputato Fabio Porta e il Senatore Claudio Micheloni e, più di recente, il Senatore Pier ferdinando Casini promotore della mozione approvata qualche settimana fa dal Parlamento

– Vogliamo presentare il M5S così com’è a una realtà molto importante per l’Italia, qual è l’America Latina – ha spiegato Manlio partito per Buenos Aires assieme ad altri parlamentari -. E raccontare il lavoro che abbiamo fatto finora. Insomma, ci presentiamo come forza di governo nell’interesse di tutti gli italiani.

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