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Con Libera l’America Latina fa rete contro le mafie

Pubblicato il 11 dicembre 2017 da ansa

Con Libera l’America Latina contro le mafie

 


ROMA. – Dall’Honduras al Messico, dal Venezuela al Brasile, tanti e diversi sono gli attori illeciti che tengono sotto scacco governi e società. I popoli latinoamericani, però, non si arrendono alla violenza. Consapevoli che un crimine globale richiede una risposta globale, sotto il coordinamento di Libera, oltre 50 tra organizzazioni, associazioni e movimenti di undici nazioni si sono unite nella Rete Alas-America Latina Alternativa social,per condividere esperienze, organizzare progetti comuni, unire le loro voci contro le mafie e la corruzione per la giustizia transizionale in Colombia e in America Latina.

Dopo la riunione a Città del Messico, nel maggio 2015, la Rete si incontra a Bogotà fino al 18 dicembre per la sua Assemblea e per fare il punto sul percorso fatto ed elaborare strategie di resistenza civile e costruire alternative al crimine organizzato. La scelta della Colombia è di per se un messaggio. “Fino alla pace” è lo slogan della seconda assemblea di Alas. Un invito per la Colombia del post conflitto come per l’America Latina delle guerre anomale e invisibili.

Durante l’ Assemblea verrà presentata la ricerca ‘Desde el bien encautado hasta el bien común’ dove vengono esaminati e comparati con accuratezza i percorsi di confisca e uso sociale dei beni criminali adottati in Messico, Guatemala, Colombia, Bolivia, Argentina. Se ne evidenziano i pregi ma anche se ne sottolineano, con spirito costruttivo, i nodi, le contraddizioni, i limiti.

Ecco allora emergere il bisogno di strumenti legislativi più efficaci e calibrati, di testi unici che evitino la dispersione o la sovrapposizione delle normative, di legislazioni sovranazionali necessarie a combattere un crimine che non è più solo organizzato ma globalizzato, favorito dai meccanismi opachi e dalle zone grigie del “libero mercato”.

Un primo risultato si è raggiunto, grazie al lavoro di Libera e alle associazioni messicane, in Messico dove è in vigore la prima legge sull’ uso sociale del beni confiscati nello Stato di Città del Messico.

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Corruzione: 566 casi nel 2017, Italia arranca ancora

Pubblicato il 10 ottobre 2017 da ansa

Corruzione: 566 casi nel 2017, Italia arranca ancora

 

ROMA. – Contro la corruzione e i reati connessi, l’Italia ha messo in campo negli ultimi anni buone leggi la cui applicazione, però, sul piano repressivo e sanzionatorio, ancora arranca. Un deficit palese si riscontra inoltre nella regolamentazione delle lobby e nelle tutele per i cosiddetti whistleblower, cioè chi segnala i casi di corruzione.

A indicare luci e ombre è Transparency in un report, che assegna specifici punteggi alle azioni di contrasto messe in atto. Questi risultati si aggiungono alla classifica che l’associazione stila annualmente sul tasso di corruzione paese per paese: l’ultima è quella di gennaio e vede l’Italia al 60/ma, pur avendo scalato 12 posizioni rispetto all’anno precedente.

Ora Transparency ha voluto effettuare anche una valutazione della normativa e nel 2017 ha censito 566 i casi di corruzione in Italia riportati dai media: per 439 le indagini sono in corso, 27 hanno visto sentenze di assoluzione, 76 di condanna, 8 di patteggiamento mentre in 10 è intervenuta la prescrizione.

Spaccato in due il quadro della lotta alla corruzione: da una parte un apparato legislativo che con 62 punti su 100 risulta sufficiente, dall’altra un’applicazione pratica e una capacità sanzionatoria e repressiva delle istituzioni che raggiunge un punteggio di 45/100, e scende a 25 sul whistleblowing e a 29 sulle lobby.

“Più volte – ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando – ho segnalato il tema delle lobby. Se non si disciplina il modo in cui la politica si relazione con il privato, si apre una spazio interpretativo anche per la magistratura. Questo tema va affrontato, ma non dal punto di vista governativo: il tema è trasversale”.

Anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, chiede interventi, pur invitando a non cadere nello “sfascismo, perché le inchieste sono sì il sintomo di un male, ma anche un segno della reazione delle istituzioni”.

Sul whistleblowing un testo in discussione alla Camera c’è e l’auspicio è che “lo si approvi”, ma “non bisogna fare una legge tanto per farla, serve un buon testo”. Ancora più netto il richiamo sulla regolamentazione dell’attività di lobby, su cui nel tempo “è stata una quantità di proposte che non hanno finora mai portato neppure ad avviare una discussione”, mentre è urgente “una norma”.

Il presidente dell’Anac ha anche evocato un’altra, importante lacuna: l’assenza di “una legislazione seria sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti” che oggi avviene attraverso fondazioni e associazioni. “Al di là delle norme – è stato il suo appello – auspico la massima trasparenza nella prossima campagna elettorale”.

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Transparency International: un terzo dei latinoamericani ammette di pagare bustarelle

Pubblicato il 09 ottobre 2017 da ansa

Transparency International

 

MONTEVIDEO. – Poco meno di un terzo dei cittadini latinoamericani ammette aver pagato un funzionario per ottenere servizi pubblici negli ultimi 12 mesi, secondo i risultati di un’inchiesta di Tranparency International sulla corruzione politica nel subcontinente.

Il sondaggio -effettuato in base alle interviste a domicilio di oltre 22 mila persone in 20 paesi- dimostra infatti che il 29% dei latinoamericani, equivalente a circa 90 milioni di persone, confessa aver consegnato una bustarella per ottenere qualche servizio dalle amministrazioni pubbliche che si occupano di sanità, giustizia, educazione, documenti d’identità o servizi di polizia.

Secondo i risultati dell’inchiesta, i più corrotti sono i poliziotti e i dirigenti politici, citati dal 47% degli intervistati, con cifre record in Venezuela per i poliziotti (79%) e in Paraguay per i politici (69%). “La corruzione rappresenta un metodo di arricchimento per alcuni, e soprattutto un ostacolo significativo per l’accesso a servizi pubblici fondamentali, particolarmente per i settori più vulnerabili della società”, ha sottolineato José Ugaz presidente di Transparency International.

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07:33New York: governo Bangladesh condanna attentato

DACCA (BANGLADESH) - Il governo del Bangladesh ha condannato l'attentato fallito a New York, il cui autore e' un immigrato di 27 anni dal paese del sud-est asiatico. ''Il Bangladesh e' impegnato nella sua conclamata politica di 'tolleranza zero' contro il terrorismo, e condanna il terrorismo stesso e l'estremismo violento in ogni forma o manifestazione ovunque nel mondo, compreso l'incidente di lunedi' mattina a New York'', ha comunicato il governo in una nota.

05:24Molestie: New Yorker licenza corrispondente da Washington

WASHINGTON - Un'altra firma del giornalismo americano finisce nel turbine delle accuse di molestie sessuali: il New Yorker ha licenziato Ryan Lizza, corrispondente del magazine da Washington, dopo che una donna ha denunciato un suo comportamento inappropriato. Addebito che Lizza nega, sostenendo che la decisione di licenziarlo "e' stata fatta precipitosamente e senza una indagine completa dei fatti rilevanti". "Un terribile errore", ha aggiunto. Ma sia il prestigioso periodico che il legale della vittima hanno replicato che la descrizione degli eventi e' accurata.

05:21Usa: appello contro espulsione giornalista messicano scomodo

WASHINGTON - Il National Press Club e altri difensori della liberta' di stampa hanno lanciato un appello al governo Usa perche' conceda asilo al giornalista messicano Emilio Gutierrez, che rischia di essere espulso dopo essere fuggito una decina di anni fa in Usa per una serie di articoli contro la corruzione nell'esercito messicano. Gutierrez, che ha impugnato l'espulsione, teme di essere ucciso se rimpatriato in Messico, considerato uno dei Paesi piu' pericolosi al mondo per i giornalisti (finora 11 morti quest'anno).

05:16New York:Trump a Congresso,cambiare leggi immigrazione

WASHINGTON - Donald Trump, poche ore dopo l'attentato di New York, sollecita il Congresso a riformare le leggi sull'immigrazione "per proteggere il popolo americano". Prima di tutto, spiega in una nota, "l'America deve correggere il suo lassista sistema sull'immigrazione, che consente a troppe persone pericolose e inadeguatamente valutate di entrare nel nostro Paese".

01:02Calcio: Mihajlovic “Cercavamo risultato importante”

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - ""Non voglio entrare nelle decisioni arbitrali. C'è il Var e l'arbitro è andato a vedere. Voglio solo parlare della partita, cercavamo una grande vittoria e l'abbiamo trovata. Sono orgoglioso dei miei ragazzi": così il tecnico del Torino, Sinisa Mihajlovic a Premium dopo la vittoria all'Olimpico sulla Lazio. "Certamente l'espulsione ci ha aiutato - riconosce - ma anche nel primo tempo abbiamo creato tanto: la vittoria è meritata. Del resto non mi interessa, non ho mai commentato le decisioni arbitrali, ora con il Var è più facile". "La mia panchina era a rischio? Quando uno fa questo lavoro ogni settimana è a rischio. Ma io ho fiducia nella mia squadra, so come ci alleniamo e so che alla fine il lavoro paga sempre. La società comunque non mi ha mai fatto mancare la fiducia, queste sono solo voci per riempire i giornali. Ljajic "è andato in tribuna per comportamenti sbagliati. In settimana ha fatto cose che non andavano bene. Da lui mi aspetti un altro atteggiamento".

00:26Calcio: posticipo serie A, Lazio-Torino 1-3

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - Il Toro sbanca l'Olimpico biancoceleste in un posticipo della 16/a giornata di serie A, imponendosi 3-1 su una Lazio che sperava invece di raggiungere la Roma al quarto posto. Una partita ricca di emozioni e anche di polemiche, segnata da una 'follia' di Immobile alla fine di un primo tempo già ricco di occasioni per entrambe le squadre. L'attaccante laziale, furente per un fallo di mano in area di Iago Falque considerato non da rigore dall'arbitro e per aver colpito subito dopo un palo, ha colpito Burdisso. Consultata la Var, Giacomelli lo ha espulso. La Lazio in 10 ha cercato di reagire mentre la Curva Nord si svuotava in segno di protesta contro il direttore di gara, ma in 19' ha subito tre reti da Berenguer, Rincon e del giovanissimo Edera, entrato poco dopo la rete del momentaneo 2-1 siglata da Luis Alberto. Il Torino, che veniva da quattro pareggi di fila, sale a quota 23, a -1 dal settimo posto in classifica occupato dal Milan.

23:49Ladro ucciso: archiviata l’accusa di omicidio

(ANSA) - MILANO, 11 DIC - Il gip di Milano Teresa De Pascale, come chiesto dalla Procura, ha archiviato l'inchiesta che era stata aperta per omicidio volontario a carico di Francesco Sicignano, il pensionato di Vaprio d'Adda, nel Milanese, che nell'ottobre del 2015 sparò ed uccise un ladro albanese che era entrato nella sua abitazione. Ad opporsi alla richiesta di archiviazione, formulata dai pm a fine maggio 2016 evidenziando la "legittima difesa", erano stati i familiari del giovane albanese chiedendo al gip nuovi approfondimenti.

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