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Sondaggi choc per Pd, scende ancora. Bene Grasso

Pubblicato il 09 dicembre 2017 da ansa

Luigi Bersani e Matteo Renzi

 

 


ROMA. – Il Pd scende ancora. Il partito dell’ex premier Matteo Renzi – dicono gli ultimi sondaggi – è attorno al 25%. Quindi sotto il 25,4, la ‘soglia Bersani’ delle ultime politiche. Dato che non sfugge all’ex segretario: “Mi stupisco che facciano più notizia i sondaggi che i dati reali. Sono tre anni – infierisce – che il Pd è sotto la soglia ‘Bersani’, quella del 2013, che perde tutti gli appuntamenti elettorali amministrativi”.

La contestazione è affidata ad un renziano di provata fede: “I sondaggi a tre mesi dal voto sono un puro esercizio di stile. Mancano le coalizioni ed i candidati” critica il dem Andrea Marcucci. Continuano a crescere invece – stando alle rilevazioni di ‘Repubblica’ e ‘Corriere – i Liberi e Uguali di Pietro Grasso, ora attorno al 6,6%. Bersani si rallegra: “Per noi 6,7,8% è un ottimo punto di partenza, basti pensare che non abbiamo ancora neanche il simbolo….”.

Nel centrodestra, intanto, Forza Italia stacca la Lega di Matteo Salvini. Va ancora avanti M5s, che si conferma primo partito con il 29%. Insomma, numeri choc per il segretario dem, che solo ieri, rompendo gli indugi, aveva di fatto aperto la campagna elettorale, chiuso la partita delle alleanze, assicurato di avere già una coalizione competitiva in vista del voto, anche senza Alfano e Pisapia.

Una speditezza che non piace alla minoranza interna dem. Ieri Gianni Cuperlo, oggi Cesare Damiano, chiedono a Renzi la convocazione di una direzione, entro Natale, per approfondire il nodo delle alleanze. “Dopo l’uscita di scena di Giuliano Pisapia – avverte Damiano – il rischio di andare a sbattere c’è tutto”. Anche Piero Fassino – scelto dal segretario dem come mediatore per ricostruire – non si rassegna e insiste per la collaborazione con l’area a sinistra del Pd.

“Ci sono ancora le condizioni per riprendere il dialogo con Giuliano Pisapia”, assicura l’ex Sindaco di Torino. Ma è all’iter parlamentare della legge sullo ius soli che tanti affidano le ultime speranze per ricucire con il leader di Campo Progressista e con la sinistra in generale, in vista di un ‘dopo voto’.

La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha stabilito che il dibattito sullo ius soli sarà l’ultimo appuntamento della legislatura, scelta che ha provocato la protesta di Liberi e Uguali e soprattutto la rottura, Fassino spera non definitiva, con Pisapia. Ma in tanti nel Pd, Cuperlo in testa, scommettono che la legge vedrà la luce: “Le condizioni per tagliare questo traguardo ci sono ancora: se mi viene chiesta una previsione – osserva il leader della minoranza interna – io sono pronto a dire che comunque entro la fine di questa legislatura la legge sullo Ius soli verrà approvata”.

Una strada difficile che si potrebbe mettere tutta in discesa se Gentiloni decidesse di mettere la fiducia. Ma non sfugge che questo esporrebbe il governo al rischio di cadere. Uno scenario per molti osservatori assolutamente sgradito al Colle. Una crisi politica, in vista di un voto dall’esito quanto mai incerto, sarebbe un ulteriore elemento di instabilità.

(di Marcello Campo/ANSA)

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Pisapia chiude la porta e rompe con Renzi, il Pd in difficoltà

Pubblicato il 06 dicembre 2017 da ansa

Speranza, Bordini e Pisapia.

 

 

ROMA. – Giuliano Pisapia chiude la porta: non si alleerà con il Pd di Matteo Renzi e non correrà alle prossime elezioni. Finisce male la lunga trattativa tessuta con i Dem. Non sortiscono alcun effetto neanche i contatti delle ultime ore con lo stesso Renzi. La scelta del Pd di inserire lo ius soli al’ultimo posto nel calendario del Senato è la goccia – spiegano da Campo progressista – che fa traboccare il vaso.

E dopo ore di riunione con i suoi, l’ex sindaco ufficializza il suo personale passo indietro: “Ci abbiamo provato ma è impossibile proseguire nel confronto con il Pd”. Gli esponenti di Cp prendono ora due diverse strade: gli ex Sel guardano a Liberi e uguali di Pietro Grasso, i centristi dialogano ancora con il Pd. Saranno loro – spiegano dal Nazareno – a costruire la ‘gamba’ di sinistra della coalizione Dem, con Verdi e Socialisti.

Ma nel Pd c’è grande preoccupazione: “Siamo davanti a un burrone”, dice la minoranza. La scelta di Pisapia matura dopo lungo travaglio: per ore si confronta con i suoi. Da un lato c’è l’ala sinistra di Cp, da Ciccio Ferrara e Marco Furfaro: è insostenibile, anche la base è in grande sofferenza, è la tesi, allearsi con il Pd, che sceglie l’alleanza con Ap e vuole solo una “stampella” a sinistra.

Dall’altro lato ci sono i centristi come Bruno Tabacci e gli ex prodiani come Franco Monaco, che insistono sulla necessità di tenere unito il centrosinistra con i Dem. L’ex sindaco sente Grasso, con cui i contatti negli ultimi giorni sono stati frequenti. Lo chiamano dal Pd Piero Fassino e Luigi Zanda, che gli spiegano che al momento non ci sono i numeri, ma il Pd è ancora impegnato sul fronte ius soli: si proverà fino all’ultimo minuto della legislatura.

Anche Renzi si fa sentire via messaggio. Ma, dicono i “pisapiani”, le rassicurazioni private non bastano più. C’è così poca chiarezza, affermano, che neanche erano stati avvertiti del passo indietro annunciato in tv da Angelino Alfano. Gli ex Sel suonano il “gong”: “Giuliano, non ci sono i margini”. Potrebbero ora unirsi a Liberi e uguali, magari insieme a Laura Boldrini che però per ora non scioglie la riserva.

“Cercano la poltrona, sono cadaveri politici”, li accusa Michele Ragosta. “Un’accusa meschina”, replicano da Cp. E nel movimento è caos e sconforto: “Io non ci sarò ma voi non mollate, le battaglie proseguono”, scrive Pisapia ai militanti. Renzi, in tour in Sicilia, non commenta. Ma dalle fila della maggioranza Dem trapela irritazione e anche preoccupazione per una decisione che, affermano, Pisapia aveva già preso.

“Non si usi contro di noi l’argomento ius soli: vogliamo la legge e la faremo”, dichiara Matteo Richetti. Più dura Maria Elena Boschi, convinta che il Pd potrebbe correre da solo: “Supereremo il 30% con una coalizione ampia, ma non possiamo rincorrere chiunque”.

La coalizione, spiegano dal Nazareno, avrà tre gambe. Ci sarà una lista centrista, con Pier Ferdinando Casini e Beatrice Lorenzin. Ci sarà poi una lista di sinistra, con i centristi di Cp, Leoluca Orlando ed ex Sel come il sindaco di Cagliari Zedda, oltre a Socialisti e Verdi: girano già bozzetti del simbolo “Sinistra e Progresso” con un sole che ride e una rosa. Infine, i Dem sperano di attrarre i Radicali di +Europa, che domani vedranno Gentiloni per chiedere di dimezzare le firme per presentare liste alle elezioni, ma il cui ok non è scontato.

Senza Pisapia, dicono i pasdaran renziani, il leader Dem sarà più libero di guadagnare terreno al centro. Ma la situazione è “disastrosa”, dicono a taccuini chiusi dalla minoranza Pd: si rischia una debacle elettorale. La sinistra Dem nega il rischio di un’ulteriore scissione, ma è pronta a chiedere a Renzi una “riflessione”. C’è chi, come Gianni Cuperlo, auspica un sussulto finale.

E chi spera in un appello in extremis di Romano Prodi che possa aiutare a ricompattarsi. Ma la convinzione dei più è che ormai si sia troppo avanti. Liberi e uguali, che a giorni presenterà un simbolo “con tanto rosso”, gongola: “Rispettiamo le scelte di Pisapia, lo aspettiamo”, dice Pier Luigi Bersani.

(di Serenella Mattera/ANSA)

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Legge elettorale

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Legge elettorale: Fi ci crede, primi dubbi tra i Dem

Pubblicato il 27 settembre 2017 da ansa

Legge elettorale

Legge elettorale

ROMA. – Forza Italia crede nel nuovo modello elettorale, il Rosatellum 2.0, nonostante i malumori di diversi deputati emersi alla riunione di martedì. I due capigruppo, Renato Brunetta e Paolo Romani si fanno portavoce di questa convinzione, mentre gli sherpa lavorano a piccole modifiche – da concordare con Pd e gli altri partiti che sostengono l’accordo – per convincere i riottosi.

Il giorno dopo l’approvazione del testo base in Commissione emergono invece i dubbi in casa Dem, specie nei parlamentari di alcune Regioni o di alcune correnti interne. La prima verifica ci sarà venerdì, quando scade il termine per presentare gli emendamenti.

Romani ha definito “una ragionevole mediazione” il mix del Rosatellum 2.0, che prevede un terzo di seggi in collegi maggioritari e due terzi in listini proporzionali. Brunetta si sbilancia e prevede l’approvazione alla Camera il 15 ottobre (il testo arriva in Aula il 10) e il s’ definitivo entro novembre. Lo stesso Brunetta e gli sherpa “azzurri” (Francesco Paolo Sisto e Roberto Occhiuto) hanno conferito con molti colleghi del gruppo.

Si lavora a piccoli interventi sul testo che potrebbero tranquillizzare i dubbiosi. Per esempio diminuendo il numero dei collegi plurinominali a 60, in modo che tutti i capilista sarebbero sicuri di essere eletti; cosa che non si verificherebbe se il loro numero si aggirasse intorno agli 80.

Dubbi sono invece sulla bocca di diversi deputati del Pd. I Dem, infatti, in regioni come Veneto e Lombardia, eleggerebbero meno deputati con il Rosatellum che con l’Italicum (nelle regioni “rosse” è l’inverso). Nasi arricciati anche tra i deputati di correnti che “pesano” di meno nel partito: temono di essere relegati in collegi uninominali difficili, o in posizioni di rincalzo nei listini bloccati.

Alcuni di essi, eletti in regioni del Sud (come anche molti di Fi), preferirebbero le preferenze dell’Italicum: “almeno ce la giochiamo”, spiega uno di essi. In più il partito è indietro nella costruzione di una coalizione, anche se il capogruppo Ettore Rosato dice che ne nascerà una con alleati al centro e a sinistra; su questo il centrodestra è più avanti.

Ottimista però il renziano Andrea Marcucci: “penso che il Rosatellum 2.0 possa farcela”. Tra i contrari M5s e Mdp confermano la totale ostilità al testo. Tuttavia Alfredo D’Attorre preannuncia non un ostruzionismo a suo di “valanghe” di emendamenti, ma proposte di modifica di merito, per cercare di attrarre i deputati di Pd e Fi e spezzare la blindatura del testo da parte dei vertici.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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15:38Iran: Università Novara, ‘Djalali torturato per confessione’

(ANSA) - NOVARA, 18 DIC - "Ma quale confessione! E' stato torturato finché non ha dovuto dire quanto volevano i suoi carcerieri". Il professore Francesco Della Corte, direttore del Credim, il Centro di ricerca interdipartimentale in medicina dei disastri dell'Università del Piemonte Orientale per cui ha lavorato Ahmadreza Djalali, commenta così la confessione del ricercatore iraniano che in televisione ha sostenuto di essere una spia, l'accusa per cui è stato arrestato e condannato a morte. "Non è bastato che venisse condannato a morte dal Tribunale della Rivoluzione di Teheran per reati mai commessi - prosegue Della Corte - ora hanno voluto che pubblicamente si accusasse, in modo da avere una scusa, di fronte all'opinione pubblica, per poterlo uccidere".

15:37Pyeongchang: Fontana, Corea? Nel villaggio saremo protetti

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - "Per la situazione in Corea del Nord sono abbastanza tranquilla, perchè una volta entrati al villaggio olimpio saremo come in un bolla. Ci sentiremo, e saremo protetti, e saremo concentrati sulle gare. Quel che succede al di fuori, nei limiti, ci coinvolgerà relativamente". Arianna Fontana, portabandiera dell'Italia tra 53 giorni ai Giochi di PyeongChang, non si dice preoccupata per le tensioni internazionali caudate dalle minacce del regime di Pyeongyang. L'atleta, dopo aver ricevuto la bandiera al Quirinale dalle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito il suo dispiacere per il bando imposto dal Cio agli atleti russi per il doping: "Non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Ci sono molti atleti puliti che. Una ragazza russa che ho sentito - ha aggiunto - mi ha detto che sapranno solo a fine gennaio se potranno gareggiare. Mi dispiace, sono momenti non molto semplici".

15:36Turchia: 822 arresti per terrorismo in una settimana

(ANSA) - ISTANBUL, 18 DIC - Continuano in Turchia gli arresti di massa sotto lo stato d'emergenza post-golpe. Nell'ultima settimana, sono 822 le persone finite in manette con accuse di terrorismo. Lo rende noto il ministero degli Interni. La maggior parte (575) è sospettata di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Altre 148 sono state arrestate per supposti collegamenti con il Pkk curdo. Nelle operazioni contro il Pkk sono inoltre stati "neutralizzati" 28 combattenti, 9 dei quali uccisi. Detenuti anche 75 sospetti affiliati all'Isis e 24 a gruppi illegali di estrema sinistra. Dal tentato putsch dello scorso anno, in Turchia gli arresti per presunti reati di terrorismo sono più di 50 mila.

15:32Germania: Schulz chiede ministero finanze, Merkel frena

(ANSA) - BERLINO, 18 DIC - I media tedeschi affermano che Martin Schulz rivendicherebbe il ministero delle finanze per l'Spd, nel caso in cui si arrivasse a un governo di Grosse Koalition. Ma Angela Merkel, sollecitata in materia, frena. "Parlare di una distribuzione dei ministeri, non avendo ancora neppure la certezza di costruire insieme un governo, non mi sembra la sequenza giusta", ha affermato, rispondendo alle domande dei giornalisti, in conferenza stampa, rispetto a possibili desiderata dei socialdemocratici. È stato il giornale economico Handelsblatt a scrivere oggi, in prima pagina, che il leader dei socialdemocratici vorrebbe per il suo partito il ministero delle finanze.

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(ANSA) - ROMA, 18 DIC - Questi gli arbitri, gli assistenti, i IV Ufficiali, i Var e gli assistenti Var per le partite valide per gli ottavi di finale di Coppa Italia in programma da domani: Napoli-Udinese (19/12 ore 21): Pasqua di Tivoli Mondin-Bellutti/Di Paolo/Pairetto-Fiorito); Atalanta-Sassuolo (20/12 h.15): Ghersini di Genova (Rocca-La Notte/Minelli/Giacomelli-Ranghetti); Roma-Torino (20/12 ore 17.30): Calvarese di Teramo(Paganessi-Prenna/Abbattista/Banti-Di Vuolo); Juventus-Genoa (20/12 ore 20.45): Maresca di Napoli (La Rocca-Bindoni/Marini/Mariani-Alassio).

15:20Migranti: ok a progetto per impiego in Scavi Pompei e Reggia

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