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Riecco Juve-Roma: centimetri, dispetti e rancori

Pubblicato il 21 dicembre 2017 da ansa

Totti: 4 gol… e tutti a casa


ROMA. – Il miglior attacco all’assalto della difesa meno battuta nel match clou di sabato, con la quasi certezza che a una delle due tifoserie il panettone andrà di traverso. Juve-Roma dagli anni ’80 ha spesso scritto la storia della serie A con una rivalità a volte velenosa, ma stavolta conterà non perdere punti che favorirebbero Napoli e Inter, il resto del poker protagonista della corsa scudetto.

La consueta sfida del gol Higuain-Dzeko è una chiave lettura parziale del match che vede al proscenio i due ex Pjanic e Benatia (Szczesny può rimpiazzare Buffon in dubbio) in una Juve che sta scoprendo la ricchezza della sua rosa gestita con mestiere da Allegri. La Roma procede a fari spenti per la gara in meno da recuperare, ma Di Francesco, che sta convincendo gli scettici con un ottimo girone d’andata e un girone di Champions prestigioso, è incappato nel primo flop: esagerando col turnover ha subito il ko col Toro in Coppa Italia.

Non ci sarà quindi un altro Juve-Roma nei quarti 10 giorni dopo la sfida in campionato. La Roma continua a segnare poco in rapporto a quanto crea col corollario dei legni colpiti e dei rigori sbagliati. Ci vorrà tutt’altro approccio sabato con una Juve che sembra avere trovato la forma migliore. Per la Roma del resto uscire indenne da casa Juve è sempre stata un’impresa: non vince a Torino da quasi otto anni (da allora un pari e sei sconfitte) e si è imposta solo in tre delle ultime 23 gare.

Tra le due grandi nemiche sono banditi gli incontri banali. Dai centimetri del famigerato gol annullato a Turone al 4-0 ‘e tutti a casa’ di Totti, dal gol scudetto di Cuccureddu nella chiacchierata sfida del 1973 alla rimessa di Aldair ‘sporcata’ dal guardalinee: tra bianconeri e giallorossi, è storia di rivalità e di veleni che hanno infiammato gli ultimi decenni.

 

Botte e risposte memorabili hanno dato sapore anche alle contese del passato remoto. Si comincia con la Juve che infrange il tabù di campo Testaccio con un 2-3 nel 1930. Ma una tremenda vendetta si consuma l’anno dopo con un 5-0, che ispirera’ il film di Mario Bonnard, con doppietta di Bernardini. Controreplica al fiele, un devastante 7-1 in casa nel 1932, maggiore score in 87 anni.

La Roma assesta un 3-1 nel 1936 violando un campo imbattuto da quattro anni. Palla al centro e a randellare e’ la Juve: 2-0 nel 1942 a una Roma verso lo scudetto, poi prende a schiaffoni gli avversari nel 7-2 del 1950 con tris di Hansen. Vendetta nel 1958 con il 4-1 alla super Juve di Charles e Sivori.

 

Passano 15 anni e la Roma nel 1973, grazie alla ‘fatal’ Verona del Milan, regala l’insperato scudetto: il vecchio Altafini e un siluro di Cuccureddu fanno il resto. La Roma di Liedholm e Falcao si presenta agguerrita alla sfida scudetto il 10 maggio 1981: Turone segna di testa ma il gol viene annullato per un fuorigioco che fa discutere per decenni.

Arriva Falcao, la Roma vince lo scudetto del 1983, la Juve lo ritarda imponendosi all’Olimpico 2-1. Tre anni dopo, la grande illusione: Juve rincorsa e abbattuta 3-0 poi raggiunta in classifica prima dell’harakiri con il Lecce. Poi dopo un 5-0 nel 1990 con tris di Schillaci, nel ’95 nuove scintille: un guardalinee urta Aldair mentre rimette il pallone in gioco, assist per Ravanelli che segna.

La Roma si vendica vincendo lo scudetto 2001 anche con un 2-2 in rimonta (Nakata e Montella) a Torino, poi con Totti e Cassano infligge un poker nel 2004 col capitano che mima un gesto, 4-0 e tutti a casa, benzina sul fuoco per nuove polemiche moltiplicate dalla fuga di Capello alla Juve che incappera’ in calciopoli, oltre ai veleni tra Moggi e Baldini, ai dispetti di mercato.

Ma quel gesto del capitano porta male alla Roma che da allora raccoglie briciole. Pausa con successo esterno per 2-1 con gol di Riise in recupero nel 2010 (ultimo successo esterno), poi altri due ceffoni (4-0 e 4-1 a Torino) fino all’1-0 del febbraio 2013 firmato Totti. Ma da allora la Roma subisce. Il ko che pesa di più è il 3-2 2014: veleni come se piovessero per i tre gol juventini (secondo la Roma due rigori inesistenti e un eurogol di Bonucci con Vidal in fuorigioco).

Dzeko firma il 2-1 dell’agosto 2015 con la Juve ultima a zero punti, prima della grande rimonta che porta allo scudetto anche con l’1-0 nel ritorno con genialata di Dybala. Poi nuovo 1-0 firmato Higuain e perentorio 3-1 col sigillo di Naingoolan, sulla strada del secondo posto. Ora l’ennesima resa dei conti sabato tra due super team costruiti per vincere con la Juve favorita e la Roma pronta a misurare la consistenza dei suoi progressi.

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L’Artico, la frontiera finale della Russia

Pubblicato il 08 dicembre 2017 da ansa

L’Artico al centro della strategia della Difesa russa.

 

SABETTA (SIBERIA ARTICA). – L’amore per la frontiera artica vien di lontano e affonda le sue radici nel periodo sovietico. Mosca oggi sembra aver riscoperto quello spirito di conquista e avventura combinandolo a un progetto più organico, che vada oltre le basi militari – che pure ci sono, vengono ristrutturate o persino costruite ex novo – e le stazioni di ricerca scientifica. Il premier Dmitri Medvedev ha infatti confermato lo scorso agosto che lo stato intende spendere 2,7 miliardi di dollari da qui al 2025 per potenziare le infrastrutture dell’artico.

La Rosatom, il colosso russo leader nel settore dell’energia atomica civile, ha persino messo a punto un progetto di “mini reattori nucleari”, alcuni dei quali “galleggianti o subacquei” disegnati appositamente per dare energia agli insediamenti artici “nel rispetto dell’ambiente”. Un punto di vista probabilmente inaccettabile per l’opinione pubblica occidentale ma assolutamente in linea con la mentalità russa.

Il 2016 è stato l’anno in cui la quantità di beni trasportati attraverso il passaggio di Nord-Est ha battuto il record di 7,5 milioni di tonnellate segnato ai tempi dell’Unione Sovietica e, stando all’Agenzia Federale russa per il Trasporto marittimo e Fluviale, potrebbe crescere di sei volte nei prossimi tre anni, fino a toccare quota 70 milioni di tonnellate nel 2035. Stando al ministero dell’Estremo Oriente russo, negoziati “sono in corso” con investitori e le maggiori compagnie di trasporto marittimo (Cosco e Maersk) per fare della rotta artica un vero e proprio “corridoio internazionale”.

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