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Mattarella a militari all’estero,date aiuto e prestigio

Pubblicato il 21 dicembre 2017 da ansa

Mattarella in video-conferenza con i militari all’estero.


ROMA. – I 6.800 militari italiani impegnati oggi in 33 missioni internazionali, in 22 diverse nazioni, non solo “aiutano in concreto” i paesi in cui operano, ma danno “prestigio al nostro Paese, che viene sempre di più visto come contributore di primo piano alla pace, alla sicurezza e alla convivenza serena. E’ un’attività preziosa per la quale vorrei esprimere il ringraziamento del Paese e di tutti i cittadini alle Forze armate per quello che fanno e come lo fanno”.

Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto i suoi auguri “sinceri e intensi” ai tanti militari schierati fuori area. Un augurio “che il nostro comune cammino nel nuovo anno renda l’Italia un paese sempre migliore”.

Mattarella – accompagnato dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti e dal capo di Stato maggiore della Difesa, Claudio Graziano – ha cominciato il suo giro di saluti in videoconferenza dal piccolo team che sta preparando la nuova missione in Niger. Un’operazione “particolarmente importante nel quadro dei rapporti tra l’Italia e l’Africa”, ha sottolineato il capo dello Stato, anche perché – gli ha fatto eco il ministro Pinotti – “creare una cornice di sicurezza nei paesi africani è importante per la sicurezza del nostro Paese”. Tuttavia, ha precisato, la missione “deve essere ancora approvata dal Parlamento: “al momento c’è solo un gruppo di esploratori”.

In primo piano anche il terrorismo, nel collegamento con il contingente in Kosovo, dove i foreign fighters presenti sarebbero “circa 335, vale a dire 125 per milione di abitanti”: un “fenomeno rilevante” che la forza della Nato, a guida italiana, concorre a tenere “sotto controllo” ha spiegato il generale Salvatore Cuoci, comandante Kfor.

Un’affermazione dalla quale ha preso lo spunto Mattarella per sottolineare, rivolto a tutti i militari collegati, in particolare quelli da Iraq e Afghanistan, che “anche l’attività di monitoraggio e di contrasto del terrorismo dimostra quanto è importante la vostra missione”.

E “la sconfitta del Daesh – ha aggiunto – è un grande risultato, ottenuto anche con l’importante contributo dell’Italia”, in prima linea soprattutto con “il lavoro di formazione e addestramento delle forze di sicurezza locali”, importante anche perché “crea un rapporto di amicizia e simpatia verso il nostro Paese, che dura nel tempo, oltre la durata di queste missioni”.

Il fenomeno dell’immigrazione e dei traffici illegali è stato invece al centro dei collegamenti con le navi che incrociano nel Mediterraneo e con i contingenti a Tripoli e a Misurata (dove l’Italia gestisce un ospedale da campo). “Con le nostre missioni – ha affermato il presidente della Repubblica – stiamo aiutando con rispetto e amicizia la Libia, un Paese amico: un fatto molto importante”.

Il livello di efficacia e professionalità della Marina e della Guardia costiera libiche, hanno spiegato i comandanti dei contingenti, “è molto cresciuto negli ultimi mesi”, sia per quanto riguarda il controllo e contrasto dei traffici illeciti via mare, sia nel soccorso ai migranti e, ha replicato Mattarella, “il riconoscimento del nostro ruolo è motivo di grande prestigio ed orgoglio”.

Il ministro Pinotti ha ringraziato il capo dello Stato per “l’abbraccio dato a tutti i militari italiani all’estero, uomini e donne che tengono insieme la difesa dell’interesse nazionale e la necessità di sicurezza collettiva, contribuendo alla buona reputazione dell’Italia nel mondo”. Anche dal generale Graziano gratitudine al capo dello Stato “per il costante supporto e per la vicinanza alla grande famiglia con le stellette”.

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Voluntary Disclosure: alcune novità per i cittadini italiani ex Aire o che lavorano all’estero

Pubblicato il 04 dicembre 2017 da redazione

 

CARACAS,. – I senatori del Pd eletti all’estero Claudio Micheloni, Francesco Giacobbe e Renato Turano, hanno annunciato l’approvazione dell’emandamento al Decreto fiscale della Voluntary Disclosure con alcune novità per i cittadini italiani ex Aire che oggi risiedono in Italia e quelli che lavorano all’estero.

I tre parlamentari spiegano che fino ad oggi, i cittadini di tali categorie devono denunciare i propri depositi bancari e i redditi dei loro beni immobili ottenuti durante il periodo di residenza all’estero, con una tassazione molto alta, su redditi già tassati. Quindi hanno costantemente sollecitato un rimedio per questa situazione ingiusta per la quale i cittadini venivano considerati come evasori fiscali sul ricavato del loro regolare lavoro già tassato nei paesi di immigrazione. Il Governo anche se consapevole di questa situazione non ha mai agito per risolvere tale incongruenza. Oggi finalmente con l’emendamento approvato il 14/11/2017 si intraprende il primo passo decisivo per la soluzione del problema.

Come citato nel primo comma – affermano Micheloni, Giacobbe e Turano – “Le attività depositate e le somme detenute su conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero alla data di entrata in vigore della presente disposizione, in violazione degli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, da soggetti fiscalmente residenti in Italia ovvero dai loro eredi, in precedenza residenti all’estero, iscritti all’AIRE o che hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera e in Paesi limitrofi, derivanti da redditi prodotti all’estero (…) possono essere regolarizzate, anche ai fini delle imposte sui redditi prodotti dalle stesse, con il versamento del 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 a titolo di imposte, sanzioni e interessi”. L’istanza di regolarizzazione dovrà essere trasmessa entro il 31 luglio 2018, e il versamento delle somme dovute dovrà avvenire entro il 30 settembre 2018 (prima rata o soluzione unica)”.

“I cittadini compresi in queste categorie che rientrano in Italia dopo il 31 luglio 2018 – spiegano i parlamentari – non saranno inclusi in questo intervento: per questo motivo bisogna continuare il lavoro fino a concludere questa legislatura e nella prossima salvaguardare tali cittadini e i dipendenti statali in servizio all’estero.”

Per concludere i tre senatori consigliano alle associazioni, patronati e mezzi d’informazione di diffondere la notizia affinchè vengano agevolati i cittadini direttamente interessati e informare tutta l’opinione pubblica. L’effetto di questo emandamento è di correggere, anche se per ora solo parzialmente questi casi evidenti di doppia imposizione e non di evasione o elusione fiscale.

Angelo Di Lorenzo TwitterFacebook

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Studenti a scuola all’estero, +111% tra il 2009 e il 2016

Pubblicato il 08 novembre 2017 da ansa

Studenti a scuola all’estero

 

ROMA. – Ultimi giorni per gli studenti tra i 15 e i 17 anni per iscriversi al concorso di Intercultura in scadenza domenica 12 novembre (le iscrizioni sul sito www.intercultura.it). In palio 2.100 posti in 65 Paesi nei 4 continenti e un migliaio di borse di studio offerte da sponsor o messe a disposizione dal fondo di Intercultura. Tra i posti disponibili anche un centinaio in Cina e circa 300 negli Usa.

Attualmente, sono all’estero più di 2.100 studenti: il 21% in Usa e Canada, il 5% in Australia e Nuova Zelanda; il 25% in America latina, il 13% in Asia, l’1% in Africa, il 35% in diversi Paesi dell’Europa.

I programmi scolastici di Intercultura sono conformi al bando per le borse di studio per soggiorni scolastici all’estero offerte dal programma Itaca di Inps: 1.250 borse di studio riservate a figli o orfani e equiparati dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali o dei pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici.

L’attenzione verso la formazione scolastica all’estero è sempre più presente tra i ragazzi italiani ed è’ in continuo aumento il numero degli studenti delle superiori che decide di trascorrere un periodo di scuola (dai tre mesi all’anno) in un altro Paese: +111% tra il 2009 e il 2016, arrivando a una stima di 7.400 studenti all’estero nell’ultimo anno, secondo una ricerca della Fondazione Intercultura.

Per gli studenti che frequentano all’estero l’intero anno scolastico, la normativa scolastica italiana riconosce la possibilità di accedere alla classe successiva senza ripetere l’anno. Inoltre, le esperienze di studio all’estero sono equiparate ai progetti di alternanza scuola-lavoro.

I dati sono in crescita anche per i benefici dell’esperienza di scuola e di vita in un altro Paese. Tra chi è tornato l’anno scorso, secondo le risposte a un questionario dell’associazione, il 21,7% ha superato la maturità con 100 o 100 e lode.

Inoltre, chi ha vissuto un’esperienza del genere all’estero si laurea in misura maggiore della media italiana (84% contro 52%), ha un percorso universitario brillante (il 64% si dichiara tra i migliori del proprio corso e il 32% ottiene il massimo alla laurea rispetto al 21% della media nazionale), l’83% dichiara di non aver avuto difficoltà a trovare lavoro o a cambiarlo (con un tasso di disoccupazione complessivo al di sotto del 9%).

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Legge elettorale: anche i residenti in Italia si possono candidare nella Circoscrizione Estero

Pubblicato il 13 ottobre 2017 da redazione

Senatore Claudio Micheloni.

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato stampa ricevuto dal Senatore Claudio Micheloni

Non è certo cosa semplice approvare una nuova legge elettorale quando la legislatura volge al termine: gli interessi di parte, e di cortissimo respiro, trovano maggiori spazi per imporsi, nonostante la tormentata vicenda degli ultimi anni dovrebbe suggerire, se non imporre, senso di responsabilità e attenzione alla qualità della nostra democrazia.

Per esprimere un giudizio complessivo sulla nuova legge preferisco attendere il suo arrivo al Senato.
C’è tuttavia una novità, intervenuta dopo il passaggio in commissione alla Camera, che riguarda direttamente la circoscrizione estero, dunque i milioni di cittadini italiani residenti fuori dal Paese:

“Gli elettori residenti in Italia possono essere candidati in una sola ripartizione della circoscrizione Estero; gli elettori residenti all’estero possono essere candidati solo nella ripartizione di residenza della circoscrizione Estero.”

Si tratta indubbiamente di un cambiamento storico: prevedere la possibilità di collocare nella circoscrizione estero candidati residenti in Italia, infatti, significa contraddire radicalmente la logica, le finalità e il significato della legge sul voto degli italiani all’estero.

Nei dieci anni abbondanti che sono trascorsi dalla prima applicazione della legge, in effetti, abbiamo assistito a diversi tentativi di aggirare questa regola fondamentale: tentativi terminati con inchieste penali, quando scoperti, o avvolti nel silenzio compiacente di quanti si curano esclusivamente dei propri interessi di ceto e non dei diritti dei cittadini che pretendono di rappresentare.

A chi può interessare una circoscrizione estero nella quale si possono candidare quei politici della madrepatria che non abbiano trovato collocazioni alternative? A chi, se non a quelle segreterie di partito che, non contente di continuare a sottrarsi a un diretto e limpido giudizio popolare, giungono oggi a sovvertire il senso di una norma approvata con oltre 50 anni di ritardo sul dettato costituzionale?

Mi colpisce il silenzio assordante con cui tale modifica è stata accolta sin qui, con le sole eccezioni del segretario generale del CGIE Schiavone e dell’onorevole Fedi, e prima di loro del senatore Di Biagio.

Mi colpisce, ma non mi stupisce, dato che nessuno aveva trovato nulla da obiettare quando, pochi mesi fa, il Partito Democratico, in occasione delle sue ultime primarie, aveva cancellato la medesima regola. Nonostante le mille assicurazioni secondo le quali si trattava di un’eccezione circoscritta, decisi di rinunciare a partecipare alle liste per le primarie, per un motivo molto semplice: non si gioca con i principi.

Ritengo gravemente sbagliato trattare questa vicenda in termini politicisti, quasi fosse una questione ordinaria, da valutare come un più o un meno all’interno di una trattativa, preoccupandosi della candidabilità degli italiani all’estero in Italia, o vantando lo straordinario risultato di aver evitato una modifica ancora più estesa. Se qualcuno getta immondizia nel giardino di casa mia, cerco di impedirlo o mi consolo pensando che qualcun altro voleva trasformarlo direttamente in una discarica?

L’ottusità è più pericolosa della malafede. Come si può ignorare che con questa modifica si aggiungerebbe, alle diverse delusioni degli ultimi anni, l’amarezza di una umiliazione definitiva delle ragioni storiche, morali, economiche e culturali che hanno portato all’introduzione della circoscrizione estero?

È una domanda aperta, che pongo a me stesso, a chi ha parlato e soprattutto a chi tace.

Spero che ciascuno di noi, rappresentanti degli italiani all’estero, trovi il coraggio e la dignità di esprimersi: il silenzio e l’ipocrisia non salveranno nessuno.

 

Sen. Claudio Micheloni

Presidente CQIE – Comitato per le questioni degli italiani all’estero

Membro 3 Commissione permanente – Affari esteri, emigrazione

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10:10Nuova Zelanda: premier annuncia di essere incinta

(ANSA-AP) - WELLINGTON, 19 GEN - La primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinda Arden, ha annunciato oggi di essere incinta, precisando che il lieto evento è atteso per giugno e aggiungendo che rimarrà per sei settimane in maternità. "Intendo pienamente rimanere contattabile e disponibile per tutto il periodo di sei settimane, quando sarà necessario", ha poi affermato, aggiungendo di aver chiesto al vice premier Winston Peters di sostituirla come primo ministro finché lei non tornerà al suo ufficio. Arden, 37 anni, ha inoltre detto che suo marito Clarke Gayford resterà a casa ad occuparti del bimbo. "Clarke e io abbiamo il privilegio di essere nella posizione in cui Clarke può rimanere a casa per essere il nostro principale assistente. Sapendo che così tanti genitori si destreggiano per la cura dei loro nuovi bambini, ci consideriamo molto fortunati", ha detto la premier, che è salita al potere nell'ottobre scorso, dopo esser diventata leader del partito laburista".

08:45Mafia: confiscati beni per 25 mln nel Trapanese

(ANSA) - PALERMO, 19 GEN - Beni per oltre 25 milioni di euro sono stati confiscati nel Trapanese. La Direzione investigativa Antimafia di Trapani ha notificato il decreto del Tribunale all'imprenditore di Campobello di Mazara, Andrea Moceri, 57 anni ed ai suoi familiari. Il patrimonio, era già stato sequestrato nel novembre del 2015. Nei confronti di Moceri è stata imposta la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per due anni. Secondo i magistrati tra le imprese illecitamente finanziate vi è l'oleificio "Fontane d'oro s.a.s." (oggi in amministrazione giudiziaria), con sede a Campobello di Mazara (TP), intestato a prestanome di Francesco Luppino (detenuto), accusato di essere, tra gli uomini più fedeli del boss latitante Matteo Messina denaro. Il patrimonio comprende 35 unità immobiliari, locali commerciali, appartamenti per civile abitazione, rimesse, 35 appezzamenti di terreno, 5 compendi aziendali, quote di partecipazioni in varie società di capitali, numerosi conti bancari e polizze assicurative.

01:34Calcio: Chelsea assalto a Dzeko, pronti 50 milioni

(ANSA) - ROMA, 19 GEN - Il Chelsea tenta l'assalto a Edin Dzeko. Lo si apprende da fonti vicine al club londinese, secondo cui i Blues sarebbero pronti a offrire 50-55 milioni di euro alla Roma per il bosniaco ed Emerson Palmieri. Se la trattativa andasse in porto, a Trigoria prenderebbero in esame la candidatura di Sturridge, già offerto in passato, e anche del viola Babacar, che piace al tecnico dei giallorossi Eusebio Di Francesco. Ma in un primo colloquio con il Chelsea si sarebbe parlato anche di un eventuale prestito dell'attaccante belga Michy Batshuayi, riserva di Morata.

01:25Calcio: Coppa del Re, Real Madrid vince in trasferta

(ANSA) - MADRID, 18 GEN - Con nove rincalzi in campo dall'inizio, il Real Madrid ha interrotto la striscia di tre partite senza successi andando a vincere per 1-0 sul campo del Leganes nella partita d'andata della sfida dei quarti di finale della Coppa del Re. Dal punto di vista del gioco, la crisi della squadra di Zidane continua ad essere tale ma le rete di Asensio all'89' da' un poco di serenità all'ambiente. "Intanto mi prendo il risultato - ha commentato Zidane -, che mi dà buone sensazioni. Arriverà il momento che giocheremo meglio, ne sono certo".

00:24Calcio: Mancini, mi piacerebbe allenare il Paris SG

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - "Seguo la Ligue 1, e il Psg è la squadra migliore. È ovvio che qualsiasi tecnico vorrebbe guidare questa squadra, è una delle migliori al mondo e con gli arrivi di Neymar e Mbappé ha buone possibilità di vincere la Champions. Mi piacerebbe allenare il Psg, perché no... Oggi c'è Emery che sta facendo bene ma nel calcio tutto può cambiare". Parole di Roberto Mancini, attuale allenatore dello Zenit, al quotidiano sportivo francese 'L'Equipe', che ha fornito un'anticipazione dell'intervista che verrà pubblicata domani. Mancini dice la sua anche sul big-match degli ottavi di Champions, in cui la squadra parigina se la vedrà con il Real Madrid. "Affrontare il Real è sempre difficile - dice -, ma penso che il Paris SG abbia buone possibilità di qualificarsi".

23:25Calcio: Nardella, proporrò proroga progetto stadio Firenze

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23:18Calcio: Regno Unito e Italia, due idee a confronto

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Regno Unito e Italia. Due idee di calcio a confronto. Da quello femminile alle attuali differenze tra la Serie A e la Premier League. Questi i temi al centro del dibattito al Circolo Canottieri Aniene di Roma. Presenti numerosi ospiti, tra cui Jill Morris, ambasciatore del Regno Unito in Italia, Patrizia Panico, ex giocatrice della Nazionale femminile, e l'ex capitano della Nazionale inglese, Sol Campbell. A fare gli onori di casa, il presidente del Coni, Giovanni Malagò: "Oggi il calcio femminile in Italia è appannaggio della Lega Dilettanti - ha spiegato - ma se avessi l'opportunità di dare un contributo penso che le donne devono avere la stessa possibilità degli uomini. Il calcio femminile alle Olimpiadi ha avuto numeri di share impressionanti, è da matti non andare dietro questi numeri". Grande tifosa di calcio e del Liverpool in particolare, l'ambasciatore Morris rivela: "Il calcio è una delle tante cose che uniscono i nostri due Paesi: la passione dei tifosi, i cori, la rivalità tra club".

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