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Euro 2016: è già Belgio-mania, Wilmots ritrova Nainggolan

Pubblicato il 08 giugno 2016 da redazione

Nainggolan-Belgio

Nainggolan-Belgio

ROMA. – Il ct del Belgio, Marc Wilmots, comincia ad avere un quadro preciso della situazione, a pochi giorni dall’esordio nell’Europeo contro l’Italia (appuntamento a Lione, la sera del 13 giugno), e soprattutto dopo avere tirato un lungo sospiro di sollievo sulle condizioni del romanista Radja Nainggolan.

Il centrocampista con la cresta dorata è apparso in buone condizioni, nell’ultimo test pre-torneo contro la Norvegia, disputato e vinto di misura – in rimonta – sul terreno dello stadio Re Baldovino, a Bruxelles. Stesso discorso per Moussa Dembélé, reduce da un piccolo infortunio già superato.

Nainggolan è stato anche sul punto di saltare la supersfida contro l’Italia, per la lesione al polpaccio che lo ha bloccato per un paio di settimane, poi è arrivata la schiarita ed è pure tornato il sorriso sulle labbra di Wilmots, che si presenta in Francia – dove la squadra è sbarcata ieri – dovendo già rinunciare a Kompany e Lombaerts.

Continua a preoccupare, invece, la situazione di Vermaelen, difensore del Barcellona che, negli ultimi due anni, ha visto il campo poco o nulla. Il giocatore dei Diavoli rossi soffre per un problema muscolare non ben precisato, ma il ct tenterà il suo recupero in vista dell’euro-esordio contro gli azzurri di Antonio Conte.

Comunque sia, Vermaelen non è al 100 per cento: il suo calvario cominciò il 12 marzo scorso, contro il Getafe, in una partita della Liga. Da allora non c’è stata più pace per lui, per il Barcellona e per il Belgio.

I Diavoli rossi, intanto, si sono sistemati nel Golf du Médoc resort, a Le Plan du Médoc, nella zona di Bordeaux, dove sono stati accolti da diverse migliaia di tifosi. La squadra di Wilmots, già regina di selfie e riprese con la ‘Go-pro’, è fra le più attese all’Europeo in Francia.

Il primo allenamento in terra transalpina è stato un boom, con almeno 20 mila fan che hanno assistito alla seduta, che si è svolta sotto un sole caldo e beneaugurale. Sono in tanti a scommettere sui Diavoli rossi che quantomeno puntano a ripetere gli exploit dell’Europeo del 1980, in Italia, quando arrivarono fino alla semifinale dell’Olimpico di Roma contro la Germania Ovest, che s’impose solo nel finale per 2-1.

Il Belgio è l’attuale vicecapoclassifica della Fifa, alle spalle dell’Argentina, e in Francia si presenta da vera e propria corazzata, schierando una pletora di campioni che già fanno la fortuna dei club di mezza Europa, riproponendo quel Fellaini che, nell’ultimo Mondiale, in Brasile, appena due anni fa, rappresentò una delle novità più liete dello squadrone di Wilmots.

Proprio il centrocampista con passaporto marocchino, che gioca nel Manchester United da poco passato a Mourinho, ha voluto dare un rinfrescata al proprio look, facendosi schiarire i capelli prima della partenza, forse per somigliare al colombiano Carlos Valderrama, che il ct Francisco Maturana valorizzò fra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90.

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Euro2016: Bonucci e l’Italjuve, sconfiggiamo gli scetticismi

Pubblicato il 25 maggio 2016 da redazione

BRUSSELS, BELGIUM - NOVEMBER 13:  Leonardo Bonucci of Italy reacts prior to the international friendly match between Belgium and Italy at King Baudouin Stadium on November 13, 2015 in Brussels, Belgium.  (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

BRUSSELS, BELGIUM – NOVEMBER 13: Leonardo Bonucci of Italy reacts prior to the international friendly match between Belgium and Italy at King Baudouin Stadium on November 13, 2015 in Brussels, Belgium. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

FIRENZE. – “Vincere aiuta a vincere”. E’ il mantra di Leonardo Bonucci, uno degli uomini-simbolo della Juve dei cinque scudetti di fila. “Per questo – dice – va presa a modello, vale per il calcio italiano come per la stessa Nazionale”.

Dunque, se l’Italia vuole cercare di essere protagonista agli Europei non ha che una strada da percorrere: andare sulla scia dello squadrone bianconero. Lo sa Conte che infatti, conoscendo bene quell’ambiente, s’affida ancora al blocco della Vecchia signora.

E lo ribadisce Bonucci, assicurando che lui e i compagni di club sono pronti a mettersi a totale disposizione del ct e della Nazionale, sperando di trasmettere il Dna vincente che da sempre contraddistingue la Juve (“il ct trasmette carica, noi portiamo qui la nostra forza e la nostra mentalità”) e colmare così il gap con le Nazionali più competitive: “Vogliamo sognare e fare bene come nella Juve, trasformare lo scetticismo in gioia, per riuscirci dovremo avere spirito di sacrificio ed essere umili, coraggiosi, sognatori”.

Non manca un riferimento al grande assente Balotelli. “E’ un peccato per questa Nazionale non poter contare sul miglior Mario – dice Bonucci -. Tutto è stato sempre nelle sue mani, doveva essere intelligente, per cercar di cambiare e ancora non lo ha fatto, in una Nazionale così sarebbe stato importante, se l’avesse capito e avesse compreso che qui non servono primedonne, ma carri armati che si sacrificano per il compagno, oggi sarebbe uno dei migliori attaccanti al mondo”.

Il difensore è consapevole di come l’Italia non goda di pronostici favorevoli: “Premesso che, nei momenti di difficoltà, noi italiani sappiamo sempre tirare fuori il meglio: se siamo così in basso nel ranking Fifa vuol dire qualcosa che non va. Cosa? Dal Mondiale vinto nel 2006 hanno pesato i risultati negativi nelle amichevoli, inoltre tolte Juve e Udinese non siamo riusciti a fare e riempire nuovi stadi come succede all’estero. E soprattutto a coltivare talenti capaci di avvicendare i campioni del passato”.

“Quindi – sottolinea – bisogna lavorare di più e meglio sui vivai come le altre Nazionali che sono ripartite da zero e oggi sono un giusto mix di giocatori d’esperienza e giovani di belle speranze”.

Un mix che è tra le armi della squadra bianconera: “Lì c’è un progetto ben preciso ed è questo che serve alla Nazionale. In tal senso, la Juve con il suo percorso va preso a esempio: all’inizio i nostri giovanni hanno pagato l’arrivo in un grande club – ricorda Bonucci, omaggiando all’inizio Scirea che oggi avrebbe compiuto 63 anni, e riservando poi belle parole per Rugani e Ogbonna, in lizza per entrare nel gruppo dei 23 -.

Di qui le difficoltà incontrate a inizio stagione. Poi, però, abbiamo avuto tutti il coraggio di rimetterci in discussione e ripartire, fino a vincere il quinto scudetto di fila e la Coppa Italia. Questo deve essere il modello per tutto il movimento se vogliamo riportarlo al top del calcio mondiale”.

Nell’attesa spera, comunque, di riuscire a mettere in bacheca un trofeo internazionale: “Il sogno è di fare un grande Europeo, senza rimpianti, lo vuole Conte e lo vogliamo noi”.

I test con Scozia e Finlandia serviranno a prepararsi per il gran debutto contro il Belgio: “E’ l’avversario più forte di un girone tosto, seguito dalla Svezia di Ibrahimovic. Se poi penso a una grande sfida, penso alla Germania. Anche perché affrontarla significherebbe che stiamo facendo qualcosa di davvero importante”.

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