Archivio tag | "Europa"

italia

Tags: , ,

Gli italiani credono poco nell’Ue, positiva solo per il 36%

Pubblicato il 18 ottobre 2017 da ansa

Europa

Italiani credono poco nell’Ue.

 

BRUXELLES. – Solo il 36% degli italiani ritiene che sia un bene fare parte dell’Ue, contro il 57% della media europea, e appena il 39% ritiene che il Paese abbia ricevuto vantaggi dalla sua appartenenza all’Unione, contro il 64% dei cittadini Ue. Dato quest’ultimo che vede l’Italia all’ultimo posto tra i 28, più in basso addirittura del Regno Unito che un anno fa ha votato per la Brexit (55%).

Il quadro emerge dall’annuale ‘Parlametro’, sondaggio Eurobarometro commissionato dal Parlamento europeo. Che mostra tuttavia un leggero miglioramento nella percezione dell’Ue da parte degli italiani. L’anno scorso, infatti, erano ancora meno quelli che ritenevano un bene fare parte dell’Ue (il 33%) e quelli che lo consideravano una fonte di benefici (il 38%).

Il sondaggio è stato realizzato tra il 23 settembre e il 2 ottobre con interviste faccia a faccia a 27.881 cittadini europei maggiori di 15 anni nei 28 Stati dell’Ue. Dai numeri emerge anche una crescita nel gradimento del Parlamento europeo. Anche in questo caso è il 36% dei cittadini italiani ad averne un’immagine positiva mentre il 35% mantiene un giudizio neutro.

Il dato è tuttavia superiore alla media europea (33%) e in risalita (+6%) rispetto al 2016. Esulta il presidente del Parlamento Antonio Tajani, secondo il quale “la fiducia nell’Eurocamera e nel nostro lavoro continua a crescere, con i risultati migliori registrati dal periodo pre-crisi”.

Altro aspetto riguarda le minacce da cui l’Ue dovrebbe proteggere i suoi cittadini. Gli italiani mettono al primo posto il terrorismo, la disoccupazione e i flussi migratori incontrollati. Tutti problemi che in Italia risultano più sentiti rispetto alla media degli altri Paesi Ue.

Commenti (0)

Tags: , , ,

Accordo con Iran, braccio di ferro fra Trump ed Europa

Pubblicato il 06 ottobre 2017 da ansa

Una protesta a Teheran, in Iran, contro il discorso di Donald Trump

 

 

WASHINGTON. – “Teheran non rispetta lo spirito” dell’accordo sul nucleare: sono perentorie le parole di Donald Trump, che però non svela le sue intenzioni finali, se cioè intenda ufficialmente non certificarne il rispetto da parte di Teheran, aprendo così anche un duro braccio di ferro con l’Europa.

“Non dobbiamo consentire all’Iran di ottenere le armi nucleari”. “Il regime iraniano sostiene il terrorismo ed esporta violenza, spargimenti di sangue e caos nel Medio Oriente. Quindi l’Iran” che “non è stato all’altezza dello spirito dell’accordo”. Nell’accogliere a cena i suoi vertici militari, il presidente degli Stati Uniti parla di “calma prima della tempesta”: una frase criptica alla quale aggiunge un “vedrete presto” detto ai giornalisti.

Dall’altra parte dell’Atlantico nessuna sponda a Trump: l’Ue non lascia spazio a ‘sfumature’. L’accordo sul nucleare iraniano “funziona e sta dando risultati” e la Commissione europea “si aspetta che tutti gli attori coinvolti lo rispettino”, ha detto una portavoce dell’esecutivo europeo. Che, interpellata sulle intenzioni di Trump, ha richiamato le posizioni espresse dall’Alto rappresentante per la politica estera: “Federica Mogherini ha detto chiaramente che l’accordo non può essere rinegoziato”.

Ed ha ribadito l’impegno: “Continueremo ad assicurare che l’accordo con l’Iran sia pienamente implementato da tutte le parti in causa”, ha detto in un messaggio di congratulazioni all’organizzazione per il bando alle armi nucleari (Ican), fresca di Nobel per la Pace. In un mondo che “ha di fronte nuovi test nucleari e il rischio di una crisi atomica”, l’Ue “condivide l’impegno per arrivare a un mondo libero dalle armi nucleari”.

Pure Londra segnala che su questo punto viaggia in senso contrario a Trump, stando al profilo Twitter dell’ambasciata britannica a Washington: “L’accordo con l’Iran sul nucleare sta funzionando” si legge, a corredo di uno schema con le cifre del ‘prima e dopo’: prima dell’accordo Teheran aveva 19mila centrifughe funzionanti, 8mila chili di uranio arricchito a basso livello e una riserva di materiale di qualità adatta ad armamenti. Dopo l’accordo ha trasferito il 95% dell’uranio e l’intera riserva di materiale.

Linea condivisa anche da Berlino e Parigi, che hanno ribadito di non voler rinegoziare l’accordo. In queste ore emerge anche l’auspicio di Mosca, che la decisione di Trump sia bilanciata e basata sulla realtà: “Speriamo che i contatti continui tra nazioni europee, altri membri della comunità internazionale e Washington sulla questione dell’ accordo sul nucleare iraniano non siano inutili e che la decisione finale del presidente americano sia equilibrata e basata sulla realtà”, ha detto il ministro degli Esteri, Serghiei Lavrov.

Così, dopo lo scossone provocato dal ritiro Usa dall’accordo di Parigi sul clima, la coesione transatlantica è appesa al filo del dossier iraniano. Ma la palla con tutta probabilità sarà presto nel campo del Congresso, se è vero – come trapelato – che Trump intende annunciare la prossima settimana che non certificherà il rispetto dell’accordo. Il Congresso avrà poi 60 giorni di tempo per decidere se imporre le sanzioni revocate in base all’intesa.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

Commenti (0)

Tags: ,

Gentiloni: “Ue abbia uno scatto d’ambizione”. Italia media

Pubblicato il 29 settembre 2017 da ansa

Tallinn, 29/08/2017 – Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha visitato un’azienda italiana all’esposizione digitale.

 

TALLINN. – L’Europa deve avere uno “scatto di ambizione” perché solo così potrà essere all’altezza delle sfide che la attendono. E l’Italia può avere un ruolo di mediazione importante tra le proposte dei diversi paesi. Il premier Paolo Gentiloni lo dice, subito dopo la bilaterale con Angela Merkel entrando al vertice di Tallinn, che segue la lunga cena dedicata al futuro dell’Europa. Quattro ore di discussione che hanno inchiodato i leader nel museo d’arte Kadriorg fino all’una di notte.

E nonostante l’ottimismo del presidente francese Emmanuel Macron che ha assicurato di aver colto una “presa di coscienza collettiva” sulla necessità di un “sussulto europeo”, l’obiettivo di un percorso unitario da intraprendere sembra ancora lontano. La metafora migliore è quella del presidente del consiglio europeo Donald Tusk: i 28 leader europei (o meglio 27) che presentano le loro proposte sul futuro dell’Europa “sembrano i concorrenti dell’Eurovision”, il festival musicale europeo. Sarebbe più utile “cantare all’unisono”.

E la prima voce fuori dal coro, per restare nella metafora, è quella della presidente lituana Dalia Grybauskaite: “Molte proposte senza sostanza” che “ognuno interpreta come vuole”, ha detto. Al centro del dibattito gli Stati Uniti d’Europa sognati da Macron, le linee guida delineate dal presidente del Parlamento europeo Jean-Claude Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione e le varie proposte emerse dai singoli paesi. Che hanno garantito, ha assicurato Angela Merkel, “un’ampia disponibilità a lavorare al processo di rafforzamento dell’Unione”.

Sul principio del resto sono tutti concordi: l’Europa deve cambiare. E’ quando si entra nel dettaglio che iniziano i problemi. A cominciare dalla riforma dell’Eurozona, con la creazione del ministro delle Finanze Ue (osteggiato apertamente dai liberali che potrebbero occupare il ministero delle Finanze tedesco) e del budget europeo (idem). Proseguendo poi con lo spinoso dossier immigrazione che continua a dividere i 27.

Il ruolo al quale punta l’Italia è quello di “favorire la convergenza tra le proposte”, ha spiegato Gentiloni, assicurando di aver iniziato a svolgerlo già alla cena di Tallinn. Quel che è certo è che per la prima volta la Germania, che ha quasi sempre indirizzato le decisioni europee, è troppo impegnata a risolvere i problemi interni per assumere il ruolo di guida.

La cancelliera non si è infatti esposta, consapevole che qualunque posizione netta potrebbe compromettere le trattative con Verdi e Liberali per la formazione del governo. L’unica cosa che avrebbe garantito ai partner è di pretendere, durante le consultazioni per la formazione del governo, una posizione chiara sulla riforma dell’Eurozona.

Il nuovo esecutivo del resto, secondo Gentiloni, non potrà non tenere conto delle istanze europee. “Mi auguro che il governo che verrà contribuisca alla spinta necessaria alle politiche di crescita e lavoro”, ha detto il premier assicurando che “con la cancelliera il livello di collaborazione è sempre positivo”. In sintesi, questa deve essere, per Gentiloni, “l’ispirazione di fondo” di qualunque intervento in materia economica.

Ma lo “scatto di ambizione” che Gentiloni chiede all’Europa si misurerà anche su un tema cruciale per l’Italia come “la gestione dei flussi migratori”. La road map per i prossimi due anni la stilerà Tusk, nelle prossime due settimane. Servono “soluzioni reali a problemi reali”, ha detto. Bisogna andare avanti “su una questione per volta” per “mantenere l’unità tra tutti i 27”. Peccato che quasi mai a Bruxelles unità e concretezza sono andate d’accordo.

(dell’inviata Paola Tamborlini/ANSA)

Commenti (0)

Foto

Tags: , ,

Mattarella: “La storia più forte dei populismi. Al via cantiere Ue”

Pubblicato il 27 settembre 2017 da ansa

Mattarella

Helsinki 27/09/2017
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Visita di Stato accolto dal Presidente della Repubblica di Finlandia, Sauli Niinistö (Foto Ufficio Stampa Quirinale)

HELSINKI.- La parola d’ordine è “insieme”. Si riapre il cantiere europeo e si tenta di ripercorrere l’unica strada possibile, quella delle riforme e dell’ulteriore integrazione comunitaria. L’unica che può “fare storia” e battere con i fatti le pulsioni che alimentano il populismo.

Sergio Mattarella è ottimista sul futuro dell’Europa, nonostante i controversi risultati elettorali in Germania. E da Helsinki fa suo il tema con cui la Finlandia sta celebrando il centenario della sua indipendenza: “insieme”, in nome della coesione nazionale.

Non solo uno slogan per il presidente della Repubblica che ai giornalisti spiega come questo messaggio debba diventare vangelo per le leadership europee oggi più che mai di fronte ad una missione senza ritorno: “Si è aperto nuovamente il cantiere dell’integrazione europea. E’ un percorso impegnativo che ha di fronte delle difficoltà ma che oggi sembra veramente avviato con determinazione. Sono convinto che avverrà positivamente”, assicura dopo un lungo colloquio con il presidente Sauli Niinistö, esponente conservatore espressione di una classe dirigente severa sull’economia ma aperta ad una maggiore integrazione.

Serve insomma “un salto di qualità” perchè i cittadini chiedono all’Europa “un messaggio di fiducia” che si può sintetizzare in “più sicurezza, crescita e coesione sociale”. I due presidenti si guardano bene dal commentare direttamente i risultati elettorali di uno stato membro come la Germania e tantomeno la crescita allarmante del partito di ultradestra Afd.

Ma il pensiero Mattarella è chiaro: “La logica della storia è più forte delle difficoltà contingenti”, scandisce rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un parere sui populismi europei. “Tutti i Paesi sono chiamati a giocare un ruolo importante”, nel rafforzamento dell’Unione. E la Ue spesso, ha aggiunto citando una frase dell’ex presidente della Commissione Delors, “si è sviluppata attraverso le crisi”.

Non a caso il presidente ha riferito di aver seguito “con grande interesse” il discorso del presidente francese Emmanuel Macron, apprezzandone il cuore del messaggio politico. Ma non solo, l’ottimismo del capo dello Stato sull’ineluttabilità di nuove riforme nella Ue, si regge anche sulle “recenti” parole del presidente della Commissione Juncker e sulle ultime “affermazioni” della cancelliera Merkel che, ha sottolineato Mattarella, ora tornerà al governo della Germania.

“Insieme”, quindi. Avanti tutta a partire da una strettissima collaborazione con Francia, Germania e Spagna. Senza dimenticare che il nodo che più interessa l’Italia, la crisi dei flussi, deve essere sciolto con la collaborazione di tutti. Collaborazione che la piccola Finlandia ha fornito e continuerà a fornire, come ha confermato il presidente Niinistö: “Voglio ringraziare l’Italia per il suo contributo. Abbiamo parlato di migrazioni e delle pressioni sul Mediterraneo dove l’Italia è rimasta molto sola, accogliendo flussi importanti”, ha spiegato.

Da parte sua Mattarella ha ringraziato la Finlandia per aver accolto la sua intera quota di ricollocamenti. Che per la verità sembrano pochi anche in relazione alla piccola popolazione dello stato scandinavo: sono 779 provenienti dall’Italia. Anche qui a Helsinki non manca un capitolo dedicato alla situazione libica: bisogna “garantire ai campi in Libia una condizione civile e dignitosa e l’Italia sta facendo la sua parte”, ma serve l’impegno di tutti, a partire dalle Nazioni Unite e delle sue Agenzie.

Insomma, la ricostruzione politica della Libia è anche “necessaria per stroncare l’inumano traffico di essere umani nel Mediterraneo, un traffico che contrasta con le coscienze” dell’intero pianeta.

(Dell’inviato Fabrizio Finzi/ANSA)

Commenti (0)

Tags: , , , ,

Ancora rischio deflazione nell’Eurozona e nel resto d’Europa

Pubblicato il 19 maggio 2016 da redazione

Presidente della Banca d'Italia Ignazio Visco

Presidente della Banca d’Italia Ignazio Visco

ROMA. – Un’economia che stenta a rimettersi in marcia mentre si fa concreto il rischio di un’avvitamento sulla deflazione. E’ ancora così pericolosamente incerto il quadro nell’Eurozona e nel resto d’Europa, nonostante la serie di contromisure iper-espansive messe in atto dalla Bce e l’ultimo potenziamento della cura Draghi: tassi a zero e rafforzamento degli acquisti di Bond tramite il piano di quantitative easing.

“Credo che corriamo ancora un concreto rischio di deflazione” avverte il presidente della Banca d’Italia Ignazio Visco in una intervista pubblicata dal tedesco Handelsblatt proprio nel giorno in cui Eurostat certifica la ricaduta in negativo dei prezzi al consumo. Ad aprile nell’area euro e nella Ue a 28 l’indice ha registrato un -0,2% su annuo dopo che a marzo l’andamento dei prezzi era risultato fermo a zero.

La deflazione “è la cosa peggiore che possa capitarci” rincara Visco spiegando che “si rischiano fallimenti ed effetti molto negativi sull’economia reale”. Il governatore non entra nel dettaglio, ma è un fatto che la Bce di recente abbia lanciato un nuovo allarme sulla spirale degli ‘effetti di secondo livello’ di una inflazione troppo bassa che finirebbero con il comprimere salari e prezzi innescando una pericolosa reazione a catena.

L’Italia ad aprile ha archiviato un -0,4%, un livello leggermente migliore della stima Istat di -0,5% del 13 maggio, mentre l’economia sembra mostrare segni di guarigione. “La ripresa in Italia è fragile ma c’è”, assicura Visco. “Vediamo finalmente aumentare gli investimenti e l’occupazione cresce grazie alle riforme e gli stimoli del governo.

Le esportazioni hanno mantenuto la loro forza, ma – avverte – l’economia deve essere aiutata da ulteriori cambiamenti strutturali”. Un percorso inevitabile tenuto conto che la traiettoria di crescita dell’Italia si inquadra in un contesto generale molto incerto (di recente la Bce ha menzionato con preoccupazione anche l’incognita Emergenti) e in alcuni casi deteriorato.

Un mese fa il Fondo monetario internazionale ha parlato di un sensibile aumento delle possibilità di recessione e deflazione, soprattutto in Eurolandia. Sono tredici i Paesi Ue con tasso di inflazione negativo, inclusi la Germania a -0,3% e la Francia a -0,1% e a pesare è sempre il crollo dei prezzi energetici.

Ma la frenata dell’inflazione poteva essere ben più forte se la Bce non si fosse mobilitata, puntualizza Visco difendendo Francoforte dalle rimostranze di parte tedesca sui contraccolpi dei tassi di interesse troppo bassi. “È evidente che non possano esserci tassi negativi in eterno”, spiega, ma “abbiamo fatto quello che andava fatto” e “senza il programma di acquisto dei bond il tasso di inflazione sarebbe sostanzialmente più basso”.

Anche Draghi, in una lettera di risposta a un parlamentare europeo, Nikolaos Chountis, spiega che il Qe “continua ad avere un impatto positivo su crescita, occupazione e prezzi” e “i livelli attuali dei tassi di interesse riflettono l’outlook debole su crescita e inflazione”.

Commenti (0)

Tags: , , ,

Allarme Usa, in Europa ondata foreign fighter mai vista

Pubblicato il 12 maggio 2016 da redazione

allarme

BERLINO. – L’allarme è esplicito: l’Europa sta subendo un’ondata di foreign fighter senza precedenti. E arriva da fonte autorevole: da Lisa Monaco, la zarina antiterrorismo della Casa Bianca che, in visita a Bruxelles, ha ha fatto pressing sulle autorità belghe perchè facciano squadra e condividano di più le informazioni d’intelligence sul fronte della lotta all’Isis.

Un flusso di jiahdisti di ritorno “come non si era mai visto”, ha aggiunto Monaco, che ha illustrato le due minacce cui l’Europa deve far fronte: quella dei combattenti europei addestrati in Siria che tornano a casa, e quella del processo di radicalizzazione di molti individui sul suolo europeo innescato dall’Isis. A queste se ne aggiunge una terza, almeno nei Paesi che sono stati interessati dagli imponenti flussi migratori dell’ultimo anno: quella dei terroristi infiltrati fra i migranti.

La Neue Osnabruecker Zeitung ha rivelato che la polizia criminale federale tedesca ha ricevuto finora 369 segnalazioni su sospetti terroristi o simpatizzanti di organizzazioni terroristiche, che sarebbero arrivati in Germania mescolandosi fra i profughi.

In 40 casi sono state avviate indagini giudiziarie, perché i sospetti erano apparsi concreti. Le accuse sono di appartenenza diretta a gruppi terroristici e pianificazione di gravi reati. Finora però non sono mai emersi indizi concreti su piani di attentati, ha detto l’Anticrimine tedesco. È un numero comunque più alto rispetto a quelli finora resi noti.

Il quotidiano di Osnabrueck riporta anche una presa di posizione più tranquillizzante del ministero dell’Interno tedesco: in diversi casi le segnalazioni si sono rivelate false, frutto di millanterie da parte di altri migranti, di tentativi di discredito o di semplici frottole, ha detto un portavoce interpellato dal giornale.

Quel che l’Anticrimine ha però aggiunto è che “il pericolo terroristico in Germania e in Europa resta molto alto e che nuovi attentati di cellule islamiche non sono affatto da escludere”. Punto su cui concordano anche gli esperti americani arrivati a Bruxelles assieme a Lisa Monaco.

John Mulligan, numero due dell’antiterrorismo Usa, ha spiegato che il successo delle indagini è legato non solo allo scambio di informazioni ma anche alla velocità della loro condivisione. “Il tempo che abbiamo per agire è poco – ha detto – perché ormai in Europa abbiamo a che fare con cellule capaci di sferrare attacchi rapidamente, senza il bisogno di lunghi periodi di pianificazione”.

(di Pierluigi Mennitti/ANSA)

Commenti (0)

Tags: , , , ,

Premio letterario Fenice-Europa

Pubblicato il 10 maggio 2016 da redazione

Premio Fenice Europa

Luigi Ballerini con Hanna non chiude mai gli occhi (San Paolo), Carlo F. De Filippis con Le molliche del commissario (Giunti) e Andrea Fazioli con L’arte del fallimento (Guanda), sono i tre libri vincitori della XIX edizione del Premio Fenice-Europa “Un Romanzo Italiano per il mondo”.

I loro tre libri sono stati selezionati tra quelli pervenuti presso la segreteria del premio, da una giuria tecnica composta da Claudio Toscani, Younis Tawfik e Adriano Cioci. I tre romanzi sono stati consegnati a 460 lettori residenti in Italia e all’estero (Europa, America e Antartide). Saranno loro a decretare il “supervincitore” durante la cerimonia finale di Losanna (Svizzera) il prossimo 3 settembre.

LUIGI BALLERINI

Luigi Ballerini è nato a Sarzana e vive a Milano. Medico e psicoanalista, da anni si dedica alla narrativa. I suoi romanzi hanno ottenuto importanti riconoscimenti in Italia e all’estero. Con le Edizioni San Paolo ha pubblicato La signorina Euforbia maestra pasticciera, che ha vinto il Premio Andersen 2014.

Hanna non chiude mai gli occhi. Salonicco 1943. Le SS sono giunte nella città greca con lo scopo di annientare la grande e ricca comunità ebraica che vi abita da secoli, deportando tutti i suoi membri e impadronendosi dei loro beni. Mentre le partenze dei treni verso i campi di concentramento della Polonia si susseguono senza interruzione, nella città devastata dalla follia nazista due storie scorrono parallele.

Quella di Hanna e Yosef, due quindicenni ebrei rinchiusi nel ghetto di Kalamaria, testimoni del crescere delle violenze e alla ricerca con le loro famiglie di una possibile via di scampo; e la storia del console italiano Guelfo Zamboni e del capitano Lucillo Merci che, in corsa contro il tempo, si adoperano per salvare quante più vite possibili. Tratto da una storia vera, di coraggio e di speranza.

CARLO F. DE FILIPPIS

Carlo F. De Filippis vive e lavora a Chieri, sulle colline torinesi. Le molliche del commissario è il suo romanzo d’esordio, primo volume di una serie che ha come protagonista Salvatore Vivacqua.

Le molliche del commissario. Siciliano trapiantato a Torino, con più cicatrici che capelli e un carattere quadrato come la sua stazza, Salvatore Vivacqua sa bene che dove c’è un delitto c’è sempre anche una traccia che il colpevole si è lasciato dietro. Ma quando viene chiamato d’urgenza nella chiesa della Santissima Trinità, capisce subito che questa indagine gli darà del filo da torcere. Vicino al confessionale è stato rinvenuto il corpo di don Riccardo in una pozza di sangue.

Ma chi può aver massacrato con tanta ferocia un uomo anziano, che a detta di tutti viveva solo per aiutare gli altri? Vivacqua intuisce che quel delitto è solo il tassello di un mosaico molto più oscuro e complesso. Nelle stesse ore, il suo vice Santandrea, è alle prese con un secondo omicidio: una ricca musicista morta per soffocamento durante un gioco erotico. Due delitti a breve distanza negli ambienti più insospettabili della Torino bene. E non è finita qui…

ANDREA FAZIOLI in una foto di  Andrea Morges

Andrea Fazioli, nato nel 1978, vive a Bellinzona, nella Svizzera italiana. Presso Guanda ha pubblicato L’uomo senza casa (2008), Come rapinare una banca svizzera (2009), La sparizione (2010, Uno splendido inganno (2013) e Il giudice e la rondine (2014). I suoi libri sono tradotti in varie lingue.

L’arte del fallimento. Elia Contini sopravvive facendo l’investigatore privato, costretto a occuparsi per la maggior parte del tempo di piccoli furti e animali smarriti. Un giorno, però, viene assunto per ritrovare un imprenditore fuggito di casa, e la situazione diventa complessa. Mario Balmelli, proprietario di una ditta di arredamenti vorrebbe lasciare tutto e seguire il suo sogno: suonare il sax.

Ma quando trova il coraggio di provarci, tutto va a rotoli: la crisi economica che si inasprisce, una truffa ai danni dei lavoratori frontalieri tra la Svizzera e l’Italia, un pazzo omicida che si scaglia contro la sua famiglia con furia inaudita. Se nemmeno la polizia riesce a interrompere la catena dei delitti e a capirci qualcosa, come potrà farlo un piccolo detective?

460 giudici popolari sono impegnati nella lettura della terna vincitrice; le loro schede decreteranno il “Supervincitore”. I giurati sono dislocati non soltanto in Umbria ma anche in altre regioni italiane. Tra i lettori è presente un folto gruppo di ragazzi di San Patrignano (Rimini).

I lettori all’estero sono italiani (perlopiù coordinati dall’Arulef) e stranieri, residenti in Belgio, Bielorussia, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Slovenia, Svizzera, USA (Florida) e Venezuela.

Il gruppo più lontano (geograficamente) è quello della base Concordia, in Antartide, costituita da scienziati italiani e francesi del Programma Nazionale Ricerche in Antartide. La manifestazione 2016 è sostenuta dall’ARULEF (Associazione Regionale Umbra Lavoratori Emigrati e Famiglie), sezione di Losanna, con il patrocinio della Regione Umbria.

Commenti (0)

Tags: , , ,

L’Ue verso approvazione della flessibilità, ma pesa il debito elevato

Pubblicato il 10 maggio 2016 da redazione

A general view shows members of the European Parliament voting during a plenary session in the European Parliament in Strasbourg, France, 12 April 2016. EPA/PATRICK SEEGER

A general view shows members of the European Parliament voting during a plenary session in the European Parliament in Strasbourg, France, 12 April 2016. EPA/PATRICK SEEGER

BRUXELLES. – Non dovrebbero esserci più ostacoli alla richiesta italiana di flessibilità sui conti pubblici 2016: la Commissione europea si prepara a dare il via libera il 18 maggio, quando presenterà anche le raccomandazioni specifiche per Paese. Ma la concessione di ulteriori margini di bilancio, oltre a quelli concessi nel 2015, non mettono l’Italia al riparo da un’azione sul debito, che ha raggiunto il suo picco nel 2015 e non è sceso nel 2016, come hanno confermato le recenti previsioni economiche.

Eurostat, il 21 aprile, aveva anche certificato che nel 2015 l’Italia ha violato la ‘regola del debito’, uno dei paletti della nuova governance che può far scattare una procedura con eventuali sanzioni. Il collegio dei commissari, riunito a Strasburgo, ha tenuto un primo dibattito ‘di orientamento’ sul rispetto del Patto di stabilità, in vista della pubblicazione delle raccomandazioni e del giudizio definitivo sulle leggi di stabilità, tra cui quella italiana.

Il confronto – riferiscono fonti europee – avrebbe quindi confermato che la Commissione è orientata a riconoscere tutta la flessibilità aggiuntiva chiesta dall’Italia per riforme (0,1%), investimenti (0,3%) e migranti (0,2%), ma resta lo scoglio del debito pubblico, che doveva cominciare a ridursi già nel 2015 e che invece resta a 132,7% anche nel 2016.

Nel corso del dibattito sarebbe emerso apprezzamento per il percorso delle riforme in Italia, mentre i dati del debito non rispettano gli obiettivi. Anche se ulteriori valutazioni sono ancora in corso. Il problema principale è che l’Italia, nel 2015, è in conclamata violazione della regola che ne impone la riduzione, perché non ha effettuato lo sforzo strutturale raccomandato dalla Ue.

Nemmeno la flessibilità ulteriore migliora la situazione, perché i margini si applicano al 2016. La violazione della regola obbliga Bruxelles a preparare un rapporto sul debito, chiamato ‘126.3’, che ne valuterà la sostenibilità o meno. Anch’esso dovrebbe arrivare il 18 maggio.

Altre fonti di Bruxelles osservano che il “negoziato strategico è ancora aperto” sebbene si possano per ora escludere “sorprese” come l’apertura di procedure per debito eccessivo. La trattativa, a quanto si è appreso, si sta svolgendo in maniera serrata ma senza una particolare conflittualità, sebbene le osservazioni critiche non manchino e potrebbero spingere i commissari che vigilano sull’andamento dei conti pubblici a inviare Roma una nuova lettera ‘ad hoc’ sull’esempio di quanto già avvenuto lo scorso marzo, quando Moscovici e Dombrovskis avvertirono Roma sulla violazione della regola del debito, chiedendo di prendere rimedi nel programma di stabilità.

Particolarmente difficile sarebbe invece la posizione della Spagna, largamente fuori dagli obiettivi per il deficit e nelle condizioni per far scattare una richiesta di sanzioni. Un’eventualità che viene vista con estrema attenzione e cautela poichè – secondo la valutazione di alcuni dei commissari – potrebbe influenzare la campagna elettorale in vista del voto del 26 giugno.

Commenti (0)

Tags: , ,

Mattarella difende l’Europa, anacronista volerla dividere

Pubblicato il 10 maggio 2016 da redazione

festa europa

ROMA. – Nel giorno della Festa dell’Europa, da Roma è arrivato un messaggio di rilancio del progetto comunitario, sempre più indebolito dalle spinte nazionaliste sull’onda della persistente stagnazione economica, dell’emergenza migratoria e del terrorismo.

Da Mattarella a Mogherini, da Napolitano a Gozi, il comun denominatore è la consapevolezza che la crisi dell’Europa è vicina ad un punto di non ritorno, ma allo stesso tempo non c’è alternativa all’integrazione, per affrontare al meglio le sfide interne ed esterne.

Il capo dello Stato ha insistito sulla necessità di “difendere l’Europa ed i suoi valori dalle tendenze che, anacronisticamente, cercano di disgregarla facendo leva su irrazionali paure ed incertezze”. La ricetta è “più integrazione”, puntando sui giovani che “con le loro esperienze formative nei Paesi membri gettano le basi per l’Europa del futuro”.

Anche l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue ha scelto Roma per celebrare questa giornata, che ricorda la storica dichiarazione del ministro degli Esteri francese Robert Schuman, nel 1950, su una nuova forma di cooperazione politica che avrebbe posto fine alle guerre tra le nazioni.

“Per la prima volta l’Europa deve fronteggiare una minaccia esistenziale che viene dal suo interno”, ha avvertito Federica Mogherini, che incontrando gli studenti ha puntato il dito contro gli “europeisti part-time capaci di chiedere aiuto ma non di offrirlo quando necessario” e che vogliono “costruire muri invece di abbatterli”.
L’Europa – ha assicurato – ha tutti gli strumenti per sconfiggere il terrorismo e gestire l’immigrazione, e nonostante tutti i problemi “è ancora la sola storia di integrazione regionale di successo, il più ricco continente del mondo” ed anche il più libero.

Fare da soli non è più possibile in un mondo globalizzato, ha sottolineato il presidente emerito Giorgio Napolitano: “Neanche la Germania può farcela” e bisogna quindi venir fuori da questo “esaurimento nervoso”, facendo tesoro dei “grandi traguardi nella costruzione europea” ottenuti in questi 60 anni e “che non sono stati valorizzati abbastanza” dalle classi dirigenti nazionali.

Le celebrazioni romane per la Festa dell’Europa sono iniziate al Campidoglio, dove Mogherini, il sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi ed il commissario di Roma Francesco Tronca hanno consegnato simbolicamente le bandiere dell’Italia e dell’Ue a 1500 alunni delle scuole elementari.

“Il Campidoglio è sempre stato un luogo di supereroi della storia e l’Europa è un po’ un supereroe”, ha affermato Gozi, invitando a “ritrovare il senso della parola solidarietà, un principio giuridico presente nei Trattati, per avviare il rilancio dell’Europa”.

Commenti (0)

Ultima ora

16:07Incendi: fiamme in Valle di Susa, evacuate alcune borgate

(ANSA) - TORINO, 22 OTT - Un incendio è divampato a Bussoleno, in Valle di Susa, nella frazione Campo Benetton. Le fiamme hanno raggiunto i 1.900 metri di quota, bruciando un centinaio di ettari di vegetazione. I vigili del fuoco, impegnati a domare il rogo, anche con l'ausilio di due canadair, hanno evacuato alcune borgate e tratto in salvo un'anziana da un casolare di Chianocco. La donna è stata prelevata dalla sua abitazione e portata via su un'auto dei carabinieri, costretta ad attraversare la strada in fiamme. Sul posto anche i carabinieri forestali di Bussoleno, impegnati a verificare l'eventuale presenza negli alpeggi della zona di allevatori. Ancora da stabilire le cause dell'incendio, alimentato dal forte vento.(ANSA).

16:01Calcio: Milan-Genoa, Bonucci espulso con la Var

(ANSA) - ROMA, 22 OTT - La prima volta di un cartellino rosso deciso dalla Var costa l'espulsione a Leonardo Bonucci. Il capitano del Milan è stato sanzionato al 23' pt dall'arbitro Giacomelli per una gomitata, inizialmente non vista, nell'area del Genoa al difensore rossoblu Aleandro Rosi.

15:58Renzi, spero sia scelto migliore, se vogliono Visco facciano

(ANSA) - ROMA, 22 OTT - "Nella mozione Pd c'è un giudizio sul passato, ma per il futuro sceglierà Gentiloni. Io non ho nomi. Ho un profilo: vorrei che chiunque fosse scelto sia il migliore o la migliore possibile". Lo dice il segretario del Pd Matteo Renzi, ospite di "1/2h in più". "Volete nominare Visco? Fatelo. Volete nominare un altro? Fatelo. Ma il giudizio su quanto accaduto deve essere il più laico possibile", sottolinea.

15:57Bankitalia: Renzi, rivendico sia merito che metodo

(ANSA) - ROMA, 22 OTT - "Sia nel merito che nel metodo rivendico quanto fatto" con la mozione Pd su Bankitalia. Lo dice il segretario del Pd Matteo Renzi, ospite di "1/2h in più".

15:52Gb: all’asta l’ultimo quadro dipinto da Winston Churchill

(ANSA) - LONDRA, 22 OTT - Va all'asta l'ultimo dipinto realizzato da Winston Churchill: lo annuncia l'agenzia Pa citando un dirigente della celebre casa d'aste Sotheby's. L'opera, raro esempio d'arte 'astratta' nella produzione di sir Winston, s'intitola 'The Goldfish Pool At Chartwell'. Fu completata nel 1962 e donata poco prima della morte del primo ministro britannico della Vittoria (nel '65) al sergente Edmund Murray, sua storica guardia del corpo. Rievoca il luogo che Churchill definì "il più speciale al mondo" per rilassarsi durante la II guerra mondiale. Stando alle previsioni, dovrebbe essere aggiudicata per una cifra attorno alle 80.000 sterline, circa 90.000 euro. Pittore dilettante quanto prolifico, oltre che statista, storico, giornalista e premio Nobel per la letteratura, Churchill dipinse in un quarantennio - dopo essersi appassionato all'hobby del pennello a partire dagli anni '20, come strumento per uscire dalla depressione in un momento politico e personale buio - 544 fra acquerelli e altre opere.

15:38Catalogna: Dastis,molte immagini violenza polizia sono false

(ANSA) - ROMA, 22 OTT - "Finora, molte delle immagini diffuse sono dei fake, se c'è stato uso della forza da parte della polizia è stato limitato e comunque rispettava le disposizioni delle autorità" per il rispetto della legge. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis alla Bbc, rispondendo ad una domanda sulla violenza della polizia il primo ottobre in Catalogna, durante le operazioni di voto del referendum indipendentista. "Se c'è stato uso della forza, e alcune immagini in effetti lo testimoniano, non è stato deliberato, ma è stato provocato", ha aggiunto Dastis.

15:36Namibia: rivincita del rinoceronte, azzoppato un bracconiere

(ANSA) - IL CAIRO, 22 OTT - Un cacciatore di frodo ha avuto la peggio in una battuta al rinoceronte in un parco nazionale del nord della Namibia: è stato gravemente ferito ad una gamba dall'animale e poi arrestato. La vittoria del rinoceronte sul suo persecutore consumatasi nell'Etosha National Park è stata descritta dal sito del quotidiano "The Namibian" basandosi su informazioni della polizia di Kunene. L'uomo, Luteni Muharukua, di età imprecisata, era penetrato nel parco assieme ad altri bracconieri per cacciare rinoceronti. Mentre erano sulle tracce di un esemplare, l'altrimenti mansueto mammifero è "sbucato dal nulla e ha caricato" i criminali: nella fuga, Muharukua è caduto e il rinoceronte "lo ha gravemente ferito alla gamba". A minacciare l'esistenza di questi animali imponenti ma "dall'indole pacifica" è il commercio di corni che ha causato la morte della metà dei rinoceronti durante gli anni Settanta.

Archivio Ultima ora