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Pubblica Amministrazione: stretta sui “furbetti del weekend”, anche licenziamento

Pubblicato il 01 dicembre 2017 da ansa

Il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia. ANSA/GIUSEPPE LAMI

 

 


ROMA. – La stretta sui ‘furbetti del weekend’ diventa concreta. Nel nuovo contratto per gli statali le sanzioni per chi si assenta a ridosso del fine settimana vengono messe nero su bianco. Il dipendente che ‘marina’ più di due volte pagherà con il licenziamento. Allo stesso modo verrà punito chi si dà alla ‘fuga di massa’, lasciando scoperto l’ufficio insieme ai colleghi in giornate da ‘bollino rosso’. La prima volta si resta a casa per sei mesi, senza stipendio, al ‘bis’ si viene messi definitivamente fuori dalla porta.

Novità in linea con i principi della riforma Madia, ora trascritti in singole fattispecie nei testi, visionati dall’ANSA, in cui spuntano anche il lavoro flessibile e il part time agevolato. Tutte materie che saranno al centro del tavolo tra i sindacati e l’Aran, l’Agenzia che rappresenta il governo nei negoziati. L’appuntamento è fissato per martedì 5 dicembre.

Il licenziamento per chi non si presenta è già previsto, ma si attiva solo dopo la terza assenza ingiustificata nell’arco del biennio. Ora invece si inserisce una categoria ad hoc, di quelli che mancano il lunedì o il venerdì o ancora accanto a festività, dal primo maggio all’Immacolata, per costruirsi ‘ponti’ e allungare la vacanza. Appena entrerà in vigore il contratto, a inizio 2018, costoro rischiano sanzioni, dalla sospensione all’espulsione.

Ecco che si rimane fuori dall’ufficio e senza stipendio, da 11 giorni a 6 mesi, “fino a due assenze ingiustificate dal servizio in continuità con le giornate festive e di riposo settimanale”, si legge nella bozza. Idem per “ingiustificate assenze collettive” nei periodi in cui è necessario dare “continuità” al servizio, come quando scattano le iscrizioni alle scuole o è tempo di 730 all’Agenzia delle Entrate.

L’esempio più eclatante è la notte di San Silvestro dei vigili urbani della Capitale (a cavallo tra il 2014 e il 2015). Cartellino giallo in primis ma alla “recidiva” si passa al ‘rosso’: licenziamento.

Nuovi obblighi ma anche prerogative, si rafforzerà le possibilità per passare al part time, che viene riconosciuto come “diritto” a chi soffre di gravi malattie, o subisce gli effetti di terapie salvavita. Il pubblico impiego recepisce così il Jobs act, riconoscendo il ‘plus’ anche per le mamme o i papà che scelgono il tempo parziale al posto del congedo parentale.

Inoltre è prevista l’ipotesi di alzare il tetto massimo, sul totale dell’organico (al 35) per far rientrare “gravi e documentate situazioni familiari”. Non solo, la P.a apre le porte all’orario di lavoro ‘elastico’, che sta “nell’individuare fasce temporali di flessibilità in entrata con il prolungamento dell’attività in uscita per un periodo di tempo corrispondente”.

Insomma si potrà iniziare più tardi recuperando a fine giornata o comunque entro un mese il ‘debito’. Il tutto dovrebbe essere contrattato tra amministrazione e sindacati. Sembra invece ormai definito il capitolo relativo ai contratti a tempo determinato, che non potrebbero durare più di quattro anni (36 mesi prorogabili di 12).

(di Marianna Berti/ANSA)

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