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Gelo con Renzi, Governo e Colle accelerano sul caso Visco

Pubblicato il 18 ottobre 2017 da ansa

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.
ANSA/LUCA ZENNARO

 

 

ROMA. – La tensione istituzionale dopo la mozione del Pd contro la gestione di Bankitalia non accenna ad abbassarsi. Non solo tra i ministri e nel Pd, al netto dei fedelissimi, si respira un clima di sconcerto per la mossa di Matteo Renzi ma restano mute le linee telefoniche tra il Quirinale e il leader dem a conferma di uno strappo che si farà fatica a sanare.

Il premier Paolo Gentiloni, che non si è ancora espresso pubblicamente tranne un allusivo invito all'”unità” del paese, valuta come muoversi e, a quanto si apprende, potrebbe decidere di chiudere la prossima settimana la sua scelta. E la dead line potrebbe essere il cdm del 27 ottobre.

Le prese di distanza, da Veltroni a Calenda, le critiche dure, come quella di Napolitano, non ammorbidiscono la posizione del segretario Pd. Anzi, come fa capire il presidente Pd Matteo Orfini, capogruppo nella commissione d’inchiesta sulle banche, i renziani affilano le armi, dossier alla mano, per il “processo” contro gli “errori” nella vigilanza bancaria degli ultimi anni.

E la mossa a sorpresa del governatore Ignazio Visco, presentatosi in Senato dal presidente della commissione d’inchiesta Pier Ferdinando Casini, viene letta, in ambienti della politica, come la volontà del governatore di andare al contrattacco. E di non lasciarla vinta alle accuse dell’ex premier.

A irritare i renziani è l’accusa di ingerenza indebita negli equilibri istituzionali con la mozione. “Noi – si sfogano i fedelissimi – siamo per il massimo rispetto delle istituzioni ma non è che tu, Mattarella, chiedi a noi il rispetto istituzionale e poi con una nota blindi Visco, bloccando una discussione politica: non si fa così”.

E, dopo l'”abbraccio” di sabato all’Eliseo, sembra finito anche il feeling con Walter Veltroni, che si è schierato con la presa di posizione del Quirinale. “Da un padre nobile – è la pungente ironia – non ce l’aspettavamo. Ci fa la predica sui valori della comunità e poi parla di mozione ingiustificabile. E’ proprio vero che la stagione delle ambizioni, come quella degli amori, viene e va”.

Polemiche e scontri che non interessano affatto Gentiloni, al quale spetta l’onere della scelta su Bankitalia. Il premier sta facendo in queste ore una serie di considerazioni ma da più parti gli si sta consigliando, anche per evitare turbolenze dei mercati, di accelerare sulla decisione rispetto al 31 ottobre. Il quadro, certo, è molto complesso sia nel caso di conferma di Visco sia di ricerca di un nuovo nome che comunque sarebbe scelto all’interno di Palazzo Koch con il nome, secondo i rumors, di Fabio Panetta in pole.

Ma, è l’osservazione di chi punta al rinnovo, indicare un nome diverso da quello dell’attuale governatore esporrebbe sia Gentiloni sia Mattarella a critiche e attacchi mediatici di aver ceduto al segretario Pd dopo che nei fatti si era già deciso di rinnovare il mandato. E anche Renzi non sembra avere molti dubbi sul fatto che il premier cambi idea rispetto alla riconferma. Ma con la mossa della mozione ha messo agli atti la sua distanza. “Lo vogliono confermare? Facciano, ma al momento opportuno Renzi potrà dire: io l’avevo detto”, è la linea dei renziani.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)

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premier Gentiloni

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Via libera del Consiglio dei Ministri alla manovra: bonus per i giovani neoassunti

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da redazione

Via libera del Consiglio dei Ministri alla manovra, sgravi ai giovani neoassunti

premier Gentiloni

MILANO – Il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge di Bilancio e deciso l’adozione di speciali poteri di veto in Tim. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha introdotto il testo parlando di una “Manovra snella, utile per la nostra economia”. E ha aggiunto: “Il nostro primo obiettivo era quello di evitare aumenti dell’Iva e l’introduzione di nuove tasse, gabelle, accise. Impegno che è stato mantenuto”.

Nella conferenza stampa post consiglio ha poi rimarcato che “il secondo obiettivo resta quello di promuovere il lavoro. Questa legge di Bilancio contribuisce in modo significativo in particolare con misure rivolte ai giovani, che insieme al mezzogiorno hanno sofferto in modo più evidente”. Tra gli altri cardini indicati dal premier, “il rinnovo dei contratti del pubblico impiego”, il “rafforzamento delle misure sulla povertà” e “nuove possibilità per anticipare la pensione”. I riferimenti vanno in particolare alle forme di agevolazione di assunzione a tempo indeterminato, con un occhio di riguardo per i giovani e il sud, e alle misure allo studio sull’ampliamento della portata dell’Ape sociale, attraverso l’agevolazione delle madri lavoratrici

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L.elettorale: Di Battista, democrazia è a rischio

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Legge elettorale: prime fiducie, M5s e Mdp mobilitano la piazza

Pubblicato il 11 ottobre 2017 da ansa

fiducia

Il tabellone elettronico dopo la votazione sulla fiducia che il governo ha posto sul primo dei cinque articoli di cui si compone la legge elettorale, Aula della Camera, Roma, 11 ottobre 2017.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA. – Il Rosatellum 2.0 supera i primi ostacoli nell’aula della Camera, con l’approvazione di due delle tre fiducie poste dal governo. L’obiettivo è di chiudere entro domani la partita a Montecitorio. Intanto infuria la polemica sulla decisione dell’Esecutivo: la fiducia non solo ha indignato gli oppositori della legge, che hanno portato in piazza i militanti, ma ha suscitato obiezioni anche nella maggioranza e al Pd, e persino nell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il Pd difende la scelta, unico modo per portare a casa la riforma elettorale. Che il governo abbia subito la richiesta della maggioranza di porre la fiducia sul Rosatellum 2.0 lo ha dimostrato l’assenza dei ministri sui suoi banchi; c’era solo il sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci.

In Aula si è verificato quello che i gruppi avevano annunciato: le due fiducie sono passate con i voti di Pd, Ap, Civici, Minoranze linguistiche, mentre FI e Lega sono usciti dall’Aula per marcare il loro accordo sulla legge. il “no” è giunto da M5s, Mdp e Fdi.

Alla fine nella prima fiducia si sono registrati 307 sì, 90 no e 9 astenuti, mentre nella seconda ci sono stati 308 sì, 81 no e 8 astenuti. Le astensioni sono arrivate da quanti nella maggioranza hanno definito “inopportuna” la fiducia, come alcuni deputati di Des-Cd o, nel Pd, Gianni Cuperlo. Dissenso anche da Rosi Bindi, che ha votato la fiducia, ma dirà “no” alla legge nel voto finale.

Matteo Renzi, ha ricordato che la fiducia sulla legge elettorale fu posta da De Gasperi nel 1953: “Si è parlato di fascistellum – ha attaccato – abbiamo una torsione verso l’assurdo di commenti che ci definiscono come fotocopia del fascismo. Ci rendiamo conto della gravità di questa violenza verbale? Il Rosatellun prevede collegi in misura inferiore al Mattarellum ma dove sia l’elemento fascista dei collegi sfugge”.

fiducia

Un momento della manifestazione di protesta del M5S davanti Montecitorio contro la fiducia posta dal Governo alla Camera sulla legge elettorale Rosatellum, 11 ottobre 2017. ANSA/ANGELO CARCONI

 

Il “no” delle opposizioni è stato gridato sia in Aula che nelle piazze. Nel pomeriggio Mdp ha chiamato nella vicina piazza del Pantheon i propri militanti, mentre i simpatizzanti di M5s hanno ascoltato le “arringhe” di Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico davanti Montecitorio. Le parole usate sono state forti (“golpe istituzionale”, attacco alla democrazia”). E punta a mobilitare la piazza anche Beppe Grillo: “i cittadini avranno la loro parte di responsabilità se nascerà l’ennesima legge elettorale porcata”.

 

 

 

La fiducia sembra aver spezzato anche il rapporto di rispetto di Mdp verso Paolo Gentiloni: “Ha perso credibilità, uno con credibilità avrebbe detto ‘non ci sto'”, ha detto Pierluigi Bersani. Giorgio Napolitano ha criticato il ricorso alla fiducia che, ha sostenuto, “limita pesantemente” l’ambito di intervento dei parlamentari. E mentre l’avvocato Felice Besostri e Roberto Fico tirano per la giacca Mattarella, invitandolo a non firmare la legge, il capo dello Stato ha invitato a tener a mente innanzi tutto l’obiettivo di avere una legge varata dal Parlamento: “La forza della nostra democrazia sta nella capacità di rispettare la pluralità e di comprendere quando è in gioco il bene comune che richiede un impegno condiviso”.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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Quirinale: da Mattarella Renzi e ministri per Cons. Europeo

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Legge elettorale: Gentiloni asseconda la fiducia, via libera del Quirinale

Pubblicato il 10 ottobre 2017 da ansa

fiducia

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, ANSA/ UFFICIO STAMPA QUIRINALE – PAOLO GIANDOTTI

 

ROMA. – Nè proposta nè subita. A Palazzo Chigi raccontano così l’atteggiamento del premier Paolo Gentiloni rispetto al pressing del Pd per porre la fiducia sul Rosatellum. Il presidente del Consiglio, dopo una valutazione durata alcuni giorni, e condivisa con Matteo Renzi ma soprattutto con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha deciso di accogliere la richiesta della maggioranza perchè, come ha spiegato in consiglio dei ministri, serve a “facilitare” il percorso di una riforma a fine legislatura che altrimenti rischia di non vedere la luce.

Una posizione condivisa dai ministri Minniti, Martina, Franceschini e Lotti ma non, a quanto si apprende, da Andrea Orlando che si è detto “perplesso” pur autorizzando la fiducia. Da giorni la fiducia era un’ipotesi ma Gentiloni non aveva ancora deciso.

Come aveva spiegato infatti nel suo discorso di insediamento alle Camere, il 13 dicembre scorso, a suo avviso il governo non è “attore protagonista” sulla riforma del voto. Ma è anche vero, aggiunse già allora, che il suo compito è “accompagnare, facilitare e sollecitare il confronto” per una legge necessaria. A maggior ragione, si è convinto il premier ascoltando le ragioni del Pd, urgente visto che la legislatura è agli sgoccioli.

E, se anche il Rosatellum cadesse in Aula, il governo dovrebbe fare in extremis, per decreto, dei ritocchi al Consultellum. Quindi è giusto che il governo “aderisca” alla richiesta della maggioranza, ha chiarito il premier ai ministri.

Il Guardasigilli Andrea Orlando si sarebbe detto invece “perplesso” invitando a tenere aperto il dialogo con Mdp. Ma la sua posizione è stata isolata e ha trovato invece il pieno sostegno di Minniti, Martina e Lotti alla fiducia.

Decisivo nella decisione di Palazzo Chigi è stato il sostanziale via libera del Quirinale. Il Capo dello Stato, pur non dando giudizi di merito, è consapevole che il Rosatellum è l’ultima chance e se non passasse si andrebbe a votare con i sistemi usciti dalla Consulta con problemi soprattutto per il Senato.

Non secondario nelle valutazioni di Mattarella, e anche di Gentiloni, il fatto che la fiducia non sia messa su una legge da approvare a colpi di maggioranza, come avvenne per l’Italicum, e che l’accordo trova favorevoli pezzi importanti dell’opposizione come Fi e Lega. Una presa di posizione – bene impegno per riforma elettorale ma nessuna valutazione politica – che ha anche l’obiettivo di lanciare un “warning” a quanti tirano Mattarella per la giacchetta affinchè intervenga sulle dinamiche politiche in vista delle barricate che M5S e Mdp annunciano in aula e nelle piazze.

La decisione di blindare la legge elettorale potrebbe però portare ad altre novità nei prossimi giorni o dopo l’ok alla manovra: anche se nulla è stato deciso, il governo potrebbe decidere di porre la fiducia sullo ius soli per bilanciare quella che negli ex alleati di sinistra è stata avvertita come una forzatura istituzionale.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)

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Gentiloni: “Ue abbia uno scatto d’ambizione”. Italia media

Pubblicato il 29 settembre 2017 da ansa

Tallinn, 29/08/2017 – Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha visitato un’azienda italiana all’esposizione digitale.

 

TALLINN. – L’Europa deve avere uno “scatto di ambizione” perché solo così potrà essere all’altezza delle sfide che la attendono. E l’Italia può avere un ruolo di mediazione importante tra le proposte dei diversi paesi. Il premier Paolo Gentiloni lo dice, subito dopo la bilaterale con Angela Merkel entrando al vertice di Tallinn, che segue la lunga cena dedicata al futuro dell’Europa. Quattro ore di discussione che hanno inchiodato i leader nel museo d’arte Kadriorg fino all’una di notte.

E nonostante l’ottimismo del presidente francese Emmanuel Macron che ha assicurato di aver colto una “presa di coscienza collettiva” sulla necessità di un “sussulto europeo”, l’obiettivo di un percorso unitario da intraprendere sembra ancora lontano. La metafora migliore è quella del presidente del consiglio europeo Donald Tusk: i 28 leader europei (o meglio 27) che presentano le loro proposte sul futuro dell’Europa “sembrano i concorrenti dell’Eurovision”, il festival musicale europeo. Sarebbe più utile “cantare all’unisono”.

E la prima voce fuori dal coro, per restare nella metafora, è quella della presidente lituana Dalia Grybauskaite: “Molte proposte senza sostanza” che “ognuno interpreta come vuole”, ha detto. Al centro del dibattito gli Stati Uniti d’Europa sognati da Macron, le linee guida delineate dal presidente del Parlamento europeo Jean-Claude Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione e le varie proposte emerse dai singoli paesi. Che hanno garantito, ha assicurato Angela Merkel, “un’ampia disponibilità a lavorare al processo di rafforzamento dell’Unione”.

Sul principio del resto sono tutti concordi: l’Europa deve cambiare. E’ quando si entra nel dettaglio che iniziano i problemi. A cominciare dalla riforma dell’Eurozona, con la creazione del ministro delle Finanze Ue (osteggiato apertamente dai liberali che potrebbero occupare il ministero delle Finanze tedesco) e del budget europeo (idem). Proseguendo poi con lo spinoso dossier immigrazione che continua a dividere i 27.

Il ruolo al quale punta l’Italia è quello di “favorire la convergenza tra le proposte”, ha spiegato Gentiloni, assicurando di aver iniziato a svolgerlo già alla cena di Tallinn. Quel che è certo è che per la prima volta la Germania, che ha quasi sempre indirizzato le decisioni europee, è troppo impegnata a risolvere i problemi interni per assumere il ruolo di guida.

La cancelliera non si è infatti esposta, consapevole che qualunque posizione netta potrebbe compromettere le trattative con Verdi e Liberali per la formazione del governo. L’unica cosa che avrebbe garantito ai partner è di pretendere, durante le consultazioni per la formazione del governo, una posizione chiara sulla riforma dell’Eurozona.

Il nuovo esecutivo del resto, secondo Gentiloni, non potrà non tenere conto delle istanze europee. “Mi auguro che il governo che verrà contribuisca alla spinta necessaria alle politiche di crescita e lavoro”, ha detto il premier assicurando che “con la cancelliera il livello di collaborazione è sempre positivo”. In sintesi, questa deve essere, per Gentiloni, “l’ispirazione di fondo” di qualunque intervento in materia economica.

Ma lo “scatto di ambizione” che Gentiloni chiede all’Europa si misurerà anche su un tema cruciale per l’Italia come “la gestione dei flussi migratori”. La road map per i prossimi due anni la stilerà Tusk, nelle prossime due settimane. Servono “soluzioni reali a problemi reali”, ha detto. Bisogna andare avanti “su una questione per volta” per “mantenere l’unità tra tutti i 27”. Peccato che quasi mai a Bruxelles unità e concretezza sono andate d’accordo.

(dell’inviata Paola Tamborlini/ANSA)

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Il Primo Ministro Gentiloni

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Conferenza sulla famiglia, il premier Gentiloni si impegna ad aumentare i fondi per l’assegno anti-povertà

Pubblicato il 28 settembre 2017 da redazione

Gentiloni alle famiglie: aumenteremo il reddito d'inclusione

Il Primo Ministro Gentiloni

ROMA – «In Italia non ci sono mai state politiche all’altezza del ruolo delle famiglie. Mai. È un paradosso ultra-decennale. L’impegno che mi assumo oggi è arricchire e registrare nella composizione il Reddito d’inclusione già nella prossima legge di stabilità, pur nella limitatezza delle risorse esistenti». Come previsto, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni apre la terza Conferenza sulla famiglia con la promessa di potenziare i fondi a disposizione del Rei, l’assegno anti-povertà introdotto da poco nella legislazione italiana.
Più soldi, forse 1,5 miliardi in più che si aggiungo ai circa 2 già disponibili. E anche una disponibilità generale a rivedere i criteri per l’erogazione: non solo il disagio sociale, ma anche il carico familiare. Il premier Gentiloni ha elogiato la famiglia italiana capace di «essere complementare allo Stato. Di fronte all’usura del tessuto sociale, l’Italia ha tenuto meglio perché le nostre famiglie assicurano coesione e identità. Non possiamo permetterci inutili conflitti tra le generazioni, serve un Patto intergenerazionale con al centro le famiglie».
Nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, dove ha avuto inizio la Conferenza, ha preso la parola anche la presidente della Camera Laura Boldrini: «Inizio con un numero, 474mila nascite. È un record negativo. Siamo sottozero dal punto di vista demografico, ma i giovani hanno desiderio di avere bambini. Questo desiderio ha bisogno di lavoro vero, non lavoro a chiamata, precario e sottopagato. Ci vuole lavoro per restituire ai giovani il diritto di programmare il futuro».

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Renzi, da rottamatore a rottamato

Pubblicato il 09 dicembre 2016 da Luca Marfé

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan (D)
ANSA/GIUSEPPE LAMI
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Mille giorni fa Renzi si era presentato al cospetto degli italiani nelle vesti di “rottamatore”.
Tre anni dopo, con un’evoluzione (involuzione) micidiale delle ultime settimane che lo hanno traghettato dritto dritto al disastro del referendum costituzionale, la gente lo ha inquadrato in chiave opposta a tutte quelle che erano esigenze e speranze di rinnovamento.
Un volto, una claque, un atteggiamento che hanno riesumato tanto del peggio della Prima Repubblica.
Ma il distacco che si è materializzato tra il Partito Democratico e gli elettori assume dei connotati ancor più precisi in queste convulse ore di consultazioni.
Padoan, Gentiloni, Franceschini.
Tre nomi che nulla hanno a che vedere con i desideri e soprattutto con i voti dei cittadini.
Non commento e non amo i 5 Stelle, ma almeno loro qualche “mi piace” in rete lo hanno preso.
O si riallaccia il legame con la base, per far sì che si senta davvero rappresentata, o Grillo e compagnia vinceranno a mani basse. Ma vinceranno per davvero, con percentuali mostruose. Inutile scannarsi dunque sulla nuova legge elettorale.
Una grossa fetta del risultato delle prossime elezioni politiche passa per il nome del successore di Renzi.
Speriamo non arrivi il pupazzo o il pupazzo del pupazzo.
O sarà l’ennesimo regalo a quella che ci ostiniamo a chiamare “anti-politica”, quando in realtà il senso della politica, quella vera, lo abbiamo perso noi.

Luca Marfé

Twitter: @marfeluca – Instagram: @lucamarfe

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10:58Calcio: Allegri, ‘cuore e sacrificio, ragazzi Juve speciali’

(ANSA) - TORINO, 23 OTT - "Voglia di sacrificarsi e tanto cuore". Questi gli ingredienti della goleada bianconera contro l'Udinese secondo Massimiliano Allegri. "Questi ragazzi sono speciali - prosegue l'allenatore bianconero nel consueto 'cinguettio' post partita -, continuiamo su questa strada". La Juventus, tornata alla vittoria dopo il pari di Bergamo e il ko casalingo con la Lazio, prepara ora il turno infrasettimanale, mercoledì contro la Spal all'Allianz Stadium.

10:55Calcio: Capello esclude allenare Milan ‘io ho già dato’

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - ''In Cina si parla più dell'Inter che del Milan. E' un peccato che il Milan si trovi in questa situazione dopo aver speso tanto''. Fabio Capello esclude categoricamente un suo possibile ritorno sulla panchina del Milan e allo stesso tempo ne critica il mercato: ''Capello al Milan ha già dato, mi è stata proposta questa esperienza in Cina dopo di che andrò in vacanza''. ''Il Milan andava rafforzato nei punti deboli- aggiunge Capello ai microfoni di Radio Anch'io lo sport - non bisognava comprare così tanti giocatori, per rafforzare una squadra bisogna capire dove è più debole''. La Var? ''Io sono sempre stato favorevole alla Var, aiuta molto - afferma Capello - Io l'ho pagata cara con l'Inghilterra per un gol valido di un metro e mezzo''.

10:47Arabia Saudita: Ministero Esteri nega contatti con Israele

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Il ministero degli Esteri dell'Arabia Saudita ha negato che nelle ultime settimane rappresentanti ufficiali del governo saudita si siano recati in Israele. Secondo quanto riportato da Al Arabiya English, in un comunicato si legge che le notizie su visite di ufficiali sauditi presso Israele "sono false e non hanno nessuna base di verità". Vengono inoltre invitati i media a verificare con accuratezza ciò che pubblicano. "Nessuna attenzione verrà data a dicerie e notizie con finalità altre ormai note", avrebbe aggiunto una fonte interna al ministero.

10:39Calcio:Nicchi,tempo effettivo gioco forse in futuro, ora no

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - ''Non è escluso che si arrivi al tempo effettivo di gioco, ma ora no''. Il presidente dell'associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, apre al 'cronometro in campo' anche se solo in futuro: ''Oggi non serve il cronometrista per il tempo effettivo - aggiunge Nicchi ai microfoni di Radio Anch'io lo sport - può darsi in futuro. C'e' anche un problema di risorse. Con i primi risultati di questa sperimentazione (la Var, ndr) perdiamo un minuto e mezzo - aggiunge Nicchi - non a vedere il monitor si perde tempo ma con altri episodi''.

10:37A Napoli cadavere extracomunitario,ha colpo pistola in testa

(ANSA) - NAPOLI, 23 OTT - Il cadavere di un cittadino extracomunitario è stato ritrovato in un appartamento di Napoli, in via Giovanni Tappia. Sul corpo dell'uomo, di circa 35-40 anni, è stato individuato un colpo di pistola alla testa. In casa è stata anche trovata la pistola, vicino al corpo. Potrebbe trattarsi di un suicidio ma la Polizia di Stato indaga per non escludere alcuna pista. Ieri sera sono stati i Vigili del Fuoco e gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato ad accedere nell'appartamento trovato completamente a soqquadro; il corpo era già in avanzato stato di decomposizione.

10:26Turchia: 859 arresti per terrorismo in una settimana

(ANSA) - ISTANBUL, 23 OTT - Ancora arresti di massa in Turchia con accuse di "terrorismo". Sono 859 le persone finite in manette nell'ultima settimana, secondo un bollettino del ministero degli Interni. La maggior parte (643) sono sospettate di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Altre 131 sono state arrestate in operazioni contro il Pkk curdo, durante le quali sono anche stati "neutralizzati" 64 militanti, di cui 45 uccisi. Detenuti dall'antiterrorismo anche 69 sospetti affiliati all'Isis e 16 a gruppi illegali di estrema sinistra. Dal tentativo di putsch del 15 luglio 2016, gli arresti per presunti reati di terrorismo in Turchia sono stati più di 50 mila.

10:03Vittima incidente a terra, lui filma e fa la diretta su Fb

(ANSA) - BOLOGNA, 23 OTT - Mentre la vittima di un incidente stradale era a terra, lui con il telefonino si è connesso a Facebook e ha iniziato a trasmettere la diretta dell'agonia, scrivendo: "Chi mi segue chiami aiuto!" e "C'è sangue, speriamo si salvi". E' successo a Riccione (Rimini), dove nella notte tra sabato e domenica è morto in viale Veneto un ragazzo di 24 anni, Simone Ugolini, dopo un schianto in motorino contro un albero. L'autore del video, come riportano quotidiani locali, si chiama Andrea Speziali, ha 29 anni, esperto d'arte e candidato alle ultime elezioni comunali. Sui social è stato bersagliato di critiche e insulti. "Mi hanno detto che avevano già chiamato i soccorsi", ha detto poi - riferisce Il Resto del Carlino - spiegando di essere rimasto "sconvolto, sotto choc" e di aver voluto "far qualcosa per quel giovane a terra". "Mi sono messo a filmarlo e volevo fare una diretta, volevo condividere il mio dolore. Non cercavo lo scoop - ha aggiunto - ora ho capito di aver sbagliato e chiedo scusa a tutti". (ANSA).

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